L’analisi del bilancio 2025 svela la struttura patrimoniale della Fondazione Alleanza Nazionale: il tesoro immobiliare gestito da Italimmobili, gli investimenti “patriottici” in Btp per abbattere il disavanzo e la spinta al Secolo d’Italia.
Nata nel novembre del 2011 per custodire l’eredità culturale del Movimento Sociale Italiano, oggi la Fondazione Alleanza Nazionale è proprietaria di asset immobiliari, risorse finanziarie solide e una vasta rete logistica, con un peso rilevante nel supporto economico e finanziario della destra italiana. È quanto emerge dall’analisi del bilancio 2025, di cui l’agenzia AdnKronos riporta svariati numeri.
TUTTI I MEMBRI DEL CDA
Pur non essendo direttamente correlata a Fratelli d’Italia, i legami tra la Fondazione e il partito di Giorgia Meloni sono innumerevoli. A cominciare da quelli immobiliari – entrambe le realtà hanno sede nello stabile di via della Scrofa 39, di proprietà della Fondazione, che affitta a FdI svariati altri locali su tutto il territorio nazionale – fino alla governance.
Il consiglio di amministrazione della Fondazione ospita infatti buona parte dello stato maggiore meloniano. Dal 2017 è presieduta dall’avvocato ed ex AN, già sottosegretario alla Giustizia, Giuseppe Valentino. Di recente nell’organico è entrata anche Arianna Meloni, sorella della premier e responsabile della segreteria politica di FdI. Nel cda ci sono poi il presidente del Senato Ignazio La Russa (autosospeso dall’assunzione della seconda carica dello Stato), il deputato Fabio Rampelli, il senatore Roberto Menia (vicepresidente) il direttore del Secolo d’Italia Italo Bocchino, il deputato Antonio Giordano (che è anche vicepresidente vicario) e il forzista Maurizio Gasparri.
Secondo quanto riporta il sito, completano il board i deputati Marco Cerreto e Luca Sbardella, che ne è segretario, il giornalista ed ex dirigente Rai Emilio Brogi; l’ex parlamentare Pierfrancesco Gamba; Federico Matteoli, dirigente di FdI e figlio dell’indimenticato Altero; Filippo Milone, ex sottosegretario alla Difesa vicinissimo a La Russa, come del resto anche il presidente dell’Assoporti Roberto Petri; l’ex dg dell’Arpab Antonio Tisci; e la capo segretaria politica di Francesco Lollobrigida, Maria Modaffari. Presidente emerito della Fondazione è Franco Mugnai, già parlamentare e storico esponente della destra italiana.
COME VANNO I CONTI DELLA FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE
Secondo quanto riportato dall’AdnKronos, la Fondazione registra un patrimonio netto complessivo di 52,6 milioni di euro e ha chiuso l’esercizio 2025 con un disavanzo contenuto a 116.931 euro, una cifra che segna un abbattimento dell’85 per cento rispetto al passivo dell’anno precedente, attestatosi a 775 mila euro.
Il contenimento delle perdite si deve principalmente all’investimento “patriottico” nei titoli di Stato italiani, per un ammontare complessivo in Btp e fondi di deposito pari a oltre 27,2 milioni di euro. La liquidità disponibile supera l’equivalente di 1,1 milioni di euro, a fronte di un debito verso i fornitori limitato a circa 28 mila euro. Sul fronte uscite, le spese ordinarie si attestano sui 300 mila euro, i costi del personale sfiorano i 235 mila euro e le iniziative istituzionali toccano i 271 mila euro.
Parallelamente, un investimento di circa 300 mila euro ha consentito il restyling e la riqualificazione tecnologica della storica sala convegni romana tra Camera e Senato, destinata a produrre reddito a partire dalla stagione successiva.
IL PATRIMONIO IMMOBILIARE
L’asse portante del patrimonio è la ricchezza immobiliare proveniente dai contributi dei militanti della storica destra italiana. La gestione di questo asset, valutato complessivamente circa 30 milioni di euro, è affidata interamente alla società controllata Italimmobili srl, la cui partecipazione in pancia alla Fondazione ammonta a 18,6 milioni di euro.
L’insieme delle proprietà include circa settanta beni distribuiti su tutto il territorio nazionale tra palazzi di pregio, appartamenti, garage, locali periferici, terreni e fabbricati, . Tra le varie sedi spicca lo storico immobile romano di via della Scrofa 39, dove coesistono gli uffici della Fondazione e il quartier generale del partito di maggioranza, il quale versa regolari canoni di locazione a prezzi di mercato.
L’ASSET EDITORIALE: IL SECOLO D’ITALIA
Oltre al patrimonio immobiliare e finanziario, la Fondazione detiene il controllo totale della società editrice del Secolo d’Italia, storico giornale d’area oggi convertito completamente alla versione digitale.
La testata rappresenta un pilastro dell’identità culturale e informativa del centrodestra e ha chiuso il bilancio 2025 in sostanziale pareggio economico dopo il piano di crisi dell’anno precedente, mantenendo inalterati i livelli occupazionali. Secondo i dati forniti, il piano di modernizzazione e restyling del portale web avrebbe consentito l’accesso agli archivi storici e la vendita di prodotti editoriali, registrando 72 milioni di visualizzazioni e 14 milioni di utenti unici.

