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Lotta alla corruzione. Cosa ha detto l’Ad di Autostrade Tomasi all’Ocse

Tomasi Autostrade Mobin

Roberto Tomasi, Ad di Autostrade per l’Italia, è stato tra i relatori del MENA-OECD Business Integrity Network (MOBIN), l’evento annuale che promuove il confronto tra enti pubblici e realtà private dei paesi di Medio Oriente, Nord Africa e Ocse sulle misure e sui sistemi di controllo adottati per la lotta alla corruzione

L’edizione 2020 del MENA-OECD Business Integrity Network (MOBIN) ha focalizzato l’attenzione sull’impatto del Covid-19 nella gestione dei processi aziendali e sulla promozione di programmi e politiche capaci di accompagnare la ripresa economica dopo la pandemia. Roberto TomasiAmministratore delegato di Autostrade per l’Italia S.p.A. (Aspi), è stato tra i relatori dell’evento.

LE SFIDE DEL COVID-19

Nel suo intervento, Tomasi ha parlato delle difficoltà che le aziende stanno vivendo in questo momento, più esposte del solito al rischio di frodi e corruzione: “Il Covid-19, come elemento inatteso e dirompente, ha prodotto un effetto anche su tutto il mondo delle aziende, con una esposizione ancora maggiore al rischio di frodi o corruzione basato su tre elementi evidenti”.

L’INSICUREZZA

Il primo fattore di rischio è “lo stato di insicurezza complessivo e il deterioramento delle condizioni economiche generali e personali, unito a una mancanza di prospettiva certa sull’evolversi della situazione pandemica ma anche sugli effetti che essa lascerà e sui quali dovremo ricostruire”, capace di generare secondo Tomasi “un naturale e inevitabile riflesso sulle persone che si sentono maggiormente esposte e insicure”.

INCENTIVI E CONTROLLI

II secondo elemento da considerare in questo momento, ha proseguito Tomasi, è “porre il massimo rigore nella selezione e nell’accesso a programmi di incentivazione economica per la ripartenza delle aziende che stanno attraversando la crisi; le stesse aziende, come i singoli, sono poi naturalmente esposte al deterioramento economico e questo aspetto può influire sul generarsi di un mancato equilibrio tra il business e la necessità di mantenere elevati e prioritari i controlli”.

IL CONTESTO E LA PERCEZIONE

Terzo, ha spiegato l’Ad di Autostrade, “il contesto generale nel quale viviamo e operiamo caratterizza la nostra percezione di ciò che si possa, o meglio si debba, considerare giusto o sbagliato”. In un clima di incertezza, dunque, “soluzioni veloci attraverso comportamenti fraudolenti possono essere più giustificabili dai singoli che possono più facilmente sentirsi autorizzati a incorrere in scelte e soluzioni illecite, in un contesto dove la comunità è collettivamente sotto pressione”, ha aggiunto.

IL NUOVO PIANO INDUSTRIALE DI AUTOSTRADE

Con il nuovo piano industriale lanciato dalla società a fine del 2019, Aspi si sta caratterizzando per essere non soltanto leader nel settore delle infrastrutture autostradali ma anche nel trasformarsi in un vero e proprio operatore della mobilità integrata, ponendosi a servizio degli utenti, accompagnandoli lungo il loro viaggio point to point, velocizzandone l’esperienza e offrendo servizi più digitali, sostenibili e innovativi.

IL PIANO STRATEGICO

Tomasi ha spiegato durante il suo intervento che “il piano strategico di trasformazione prevede 14,5 miliardi di euro di investimenti e 7 di manutenzioni al 2038. Con 9 miliardi di euro nei prossimi 4 anni si avvierà la realizzazione e la gestione di infrastrutture strategiche che potranno generare un impatto come effetto indotto sul sistema economico del Paese. Sono numeri questi che, soprattutto nel periodo storico che stiamo attraversando, rivestono un ruolo fondamentale nel rilancio economico italiano”.

COSA C’ENTRA L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Tomasi ha raccontato cosa sta progettando Aspi utilizzando l’intelligenza artificiale. “In questo il contesto di pressione e crisi nel quale Autostrade per l’Italia, nell’ambito del proprio piano strategico di trasformazione, ha deciso di investire in un programma di Risk e compliance, iniziando da azioni mirate al potenziamento dei sistemi di controllo. Tra le altre chiavi abbiamo scelto di adottare sistemi di intelligenza artificiale per il monitoraggio continuo dei rischi e dei processi aziendali”.

IL RUOLO DEL GOVERNO

Tomasi ha fatto poi notare quanto sia necessario il ruolo delle istituzioni per poter realizzare i progetti. “È evidente che il supporto dei Governi sia essenziale per istituire sinergie nei processi di due diligence attraverso l’elaborazione di standard definiti sui quali misurare l’operato delle aziende e adottando un meccanismo di premialità per quelle che possano certificare la propria virtuosità ed escludendo dal business i soggetti che, diversamente, non rispettino questi imprescindibili standard”.

LE CONCLUSIONI

“Crediamo fermamente che profitto, sostenibilità sociale e temi etici debbano essere praticamente allineati e integrati nella visione del business. I guadagni generati al di fuori di questi confini non possono essere riconosciuti come profitti, un termine che nella sua connotazione porta in sé il seme del progresso”, ha concluso Tomasi, ricordando che “le aziende ‘giuste’ devono essere capaci di ottimizzare il proprio profitto attraverso la definizione di piani industriali resilienti, sostenibili, etici e inclusivi. Le regole chiave della nostra cultura anticorruzione: dare il buon esempio; fiducia e trasparenza, nessun compromesso o scorciatoia ed equilibrio tra performance e valori”.

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