The Good Lobby, Will e Rete Voto Fuorisedesi mobilitano alla Camera per chiedere l’introduzione del voto per i fuorisede prima della scadenza dei termini per gli emendamenti alla legge elettorale
A pochi giorni dal termine ultimo per la presentazione degli emendamenti alla legge elettorale, fissato per lunedì 6 luglio, il voto per i fuorisede rimane ancora una questione irrisolta.
Per questo, stamane, di fronte a Palazzo Montecitorio, The Good Lobby, Will e Rete Voto Fuorisede hanno dato vita a una mobilitazione simbolica per denunciare l’assenza di tutele per studenti e lavoratori distanti da casa. Consegnando ai rappresentanti dei partiti una riproduzione gigante del testo di legge con un buco al centro, i promotori hanno voluto evidenziare visivamente la mancanza di disposizioni sul voto fuorisede in un provvedimento che si avvia alla discussione finale in Aula.
CHI C’ERA DAVANTI MONTECITORIO
La manifestazione ha registrato un’adesione trasversale, raccogliendo il supporto di associazioni civiche, testate giornalistiche digitali, movimenti giovanili ed esponenti del Parlamento appartenenti sia alla maggioranza sia all’opposizione. Tra i presenti Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico, Luana Zanella, capogruppo alla Camera di Alleanza Verdi e Sinistra, Vittoria Baldino, numero 2 dei 5S a Montecitorio, mentre per l’area liberale e centrista hanno aderito Riccardo Magi, segretario e parlamentare di +Europa, Giulia Pastorella, deputata e vicepresidente di Azione e Marianna Madia, ex ministra oggi in Italia Viva. Presente anche la maggioranza, rappresentata da Fabio Roscani, deputato di Fratelli d’Italia e presidente del movimento giovanile Gioventù Nazionale
IL VOTO FUORISEDE FUORI DALLA LEGGE ELETTORALE
Il fulcro della protesta risiede nel testo licenziato la scorsa settimana dalla Commissione Affari costituzionali della Camera. La proposta di legge elettorale ha infatti ricevuto il via libera senza includere le norme sul voto a distanza, lasciando fuori dalle disposizioni le richieste avanzate negli ultimi anni da cittadini e organizzazioni della società civile.
L’organizzazione The Good Lobby ha monitorato da vicino l’intero iter della riforma, prendendo parte attiva anche alle audizioni parlamentari in Commissione, e considera il passaggio in Aula un’opportunità concreta per correggere l’attuale orientamento del testo. Secondo Yari Russo, esperto campaigner di The Good Lobby e portavoce della Rete Voto Fuorisede, le potenziali frizioni interne alla maggioranza non dovrebbero ostacolare un provvedimento che raccoglie un consenso diffuso. “Oggi eravamo studenti, lavoratori, movimenti giovanili e partiti di destra e di sinistra – ha dichiarato. Questo ci rende orgogliosi e ci aiuta a dimostrare che non si tratta di una riforma di parte, ma di un avanzamento democratico necessario e non più rimandabile che raccoglie un ampio consenso nell’opinione pubblica e che potrebbe finalmente permettere a quasi 5 milioni di cittadini – lontani dalla propria residenza per ragioni di studio, lavoro o salute – di recarsi alle urne”.

