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Cosa pensa Draghi su terza dose e Green Pass sul luogo di lavoro

Draghi Green Pass

Draghi: «Dobbiamo decidere tante cose sull’estensione del green pass: a chi, non se» lo estendiamo

Il green pass, ha fatto sapere poco fa il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa  «verrà esteso». Inizialmente ai posti di lavoro e poi chissà, questo nonostante il premier si sia detto abbastanza fiducioso di raggiungere l’80% di popolazione vaccinata entro l’autunno. Ci sarà una cabina di regia per stabilire a chi estenderlo, come richiesto da Matteo Salvini, che sul punto sta creando non pochi attriti con palazzo Chigi. «La cabina di regia ci sarà comunque – ha poi ribadito – perché dobbiamo decidere tante cose sull’estensione del green pass: a chi, non se» lo estendiamo. E non sembra aver troppo timore di nuovi tranelli leghisti: «auspico una maggiore convergenza, il governo va avanti» comunque, ha aggiunto, rendendo noto pure di essere favorevole anche all’obbligatorietà vaccinale per legge. Quindi il premier ha celiato: «Sulla scuola l’impressione è che la preparazione sia stata accurata, ben fatta, che insomma il Governo non abbia passeggiato durante l’estate, come dice qualcuno».

«Sulla terza dose di vaccino c’è già un dibattito aperto e pensiamo di avviare le somministrazione entro fine di settembre» ha aggiunto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi sottolineando «che si partirà dalle persone che hanno risposta immunitaria molto fragile”. Sull’introduzione dell’obbligo vaccinale Speranza ha ricordato “che è già prevista da una norma legislativa per alcune categorie e pertanto resta un’ozpione in campo».

Centrale il punto sull’azione di governo: «Sulle riforme – ha spiegato Draghi – il governo ha un’agenda molto fitta, dalla concorrenza alla giustizia. Poi dovremo affrontare il problema fondamentale delle politiche attive del lavoro. É prevedibile che molti settori dovranno risttrutturarsi». E ha parlato del cronoprogramma per le riforme: «prima affronteremo le leggi delega su concorrenza e fisco, poi le politiche attive del lavoro e la riforma degli ammortizzatori sociali. Poi sarà la volta della riforma delle pensioni e di quota 100».

 

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