L’assemblea degli azionisti di Pirelli sancisce la svolta alla Bicocca con la vittoria della lista italiana e il netto ridimensionamento del socio cinese Sinochem, frenato dai poteri speciali del Golden Power sul nodo strategico dei Cyber Tire. Marco Tronchetti Provera verso il ritorno alla presidenza
Il vento gira alla Bicocca, segnando la fine di un’epoca e il ritorno degli italiani alla guida del gruppo degli pneumatici. Dopo undici anni di convivenza e oltre quattro anni di braccio di ferro sulla governance con i soci cinesi, l’assemblea degli azionisti di Pirelli ha decretato un’inversione di rotta e l’imminente ritorno alla presidenza di Marco Tronchetti Provera.
L’ASSEMBLEA DECISIVA: TRONCHETTI TORNA PRESIDENTE
L’assemblea degli azionisti di Pirelli, riunitasi ieri a Milano con la partecipazione dell’81,44% del capitale avente diritto di voto, ha approvato il bilancio d’esercizio 2025 e nominato il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2026-2028. La votazione ha registrato una netta spaccatura tra la componente italiana e quella cinese. La lista di maggioranza, presentata congiuntamente da Camfin, Camfin Alternative Assets, Longmarch Holding e Marco Tronchetti Provera & C., ha ottenuto il voto favorevole del 58,07% del capitale rappresentato, assicurandosi 12 seggi in consiglio. Un successo che consente a Marco Tronchetti Provera di tornare sulla poltrona di presidente del gruppo, dopo gli ultimi anni passati nel ruolo di numero 2. Al suo fianco, nel ruolo di amministratore delegato, viene confermato Andrea Casaluci.
La lista concorrente, presentata da Marco Polo International Italy, ha raccolto invece il 41,9% dei consensi. A dimostrazione delle persistenti tensioni sugli assetti di controllo, il socio cinese Sinochem, che tramite Marco Polo International Italy controlla il 34,1% delle quote rimanendo il primo azionista, ha espresso voto contrario sull’approvazione del bilancio, che è passato con il 57,89% dei sì. L’assise ha invece approvato quasi all’unanimità la distribuzione di un dividendo di 0,34 euro per azione ordinaria, pari a un monte complessivo di circa 369 milioni di euro, in pagamento dal 22 luglio 2026.
TUTTI I NOMI NEL CDA
Il nuovo consiglio di amministrazione scende a 15 componenti complessivi, di cui 11 risultano indipendenti, con una presenza preponderante della componente italiana che controlla 12 consiglieri su 15. Oltre al candidato presidente Marco Tronchetti Provera e all’amministratore delegato Andrea Casaluci, l’organo di gestione vede l’ingresso di Giovanni Tronchetti Provera, già presente nel board tra il 2017 e il 2023. Insieme a loro siederanno i consiglieri indipendenti Michele Carpinelli, Luca Rovati, Alessia Carnevale, Claudia Parzani, Veronica Squinzi e Michela Zeme. Completano la maggioranza i tre profili indipendenti indicati dal Comitato Gestori e da Assogestioni, ovvero Roberto Diacetti, Moroello Diaz della Vittoria Pallavicini e Costanza Esclapon.
La rappresentanza del socio cinese Sinochem viene drasticamente ridotta a soli 3 membri di minoranza, come imposto dalle prescrizioni esterne. Esce così di scena il presidente uscente Jiao Jian, che ricopre anche il ruolo di numero uno di Sinochem Holdings. La quota asiatica in consiglio sarà composta dall’amministratore confermato Zhang Haitao, affiancato dai due nuovi consiglieri indipendenti Xi Xiaohong e Wang Kun.
PERCHÉ IL GOVERNO HA UTILIZZATO IL GOLDEN POWER SU PIRELLI
La drastica riduzione dell’influenza cinese nel consiglio di amministrazione discende in via diretta dall’applicazione del decreto sul Golden Power emanato dal governo italiano ad aprile. L’obiettivo è tutelare gli asset industriali di valore strategico nazionale, e nello specifico gli pneumatici Cyber Tire, dotati di sensori intelligenti capaci di raccogliere dati e di dialogare in tempo reale sia con i sistemi di bordo delle automobili sia con le infrastrutture stradali smart. Informazioni ritenute sensibili per la sicurezza nazionale e la protezione tecnologica, che hanno ha spinto il governo a limitare i poteri di Sinochem, nonostante la compagnia asiatica detenga la maggioranza relativa delle azioni.
La storia di questo assetto era iniziata sotto premesse del tutto diverse, quando nel 2015 il manager Marco Tronchetti Provera aveva salutato l’ingresso dei partner orientali come una grande opportunità, definendolo ancora nel 2018 a Pechino come un meraviglioso matrimonio. Tuttavia, la rilevanza strategica dei dati e della proprietà intellettuale ha mutato lo scenario, spingendo lo Stato a intervenire a tutela del know-how della Bicocca.
COSA CAMBIA ADESSO
Sinochem vede limitata la propria rappresentanza a 3 consiglieri e perde qualsiasi delega o potere che possa consentire ai suoi esponenti di partecipare alle decisioni finanziarie, industriali o strategiche dell’azienda. Tali restrizioni rimarranno in vigore fino a quando il socio cinese non ridurrà la propria partecipazione sotto la soglia del 10 per cento. Parallelamente, Pirelli ha l’obbligo di non condividere informazioni sensibili sulla ricerca e sviluppo, sulle proprietà intellettuali e sul know-how, vietando l’accesso ai sistemi informativi gestionali-amministrativi. Viene inoltre impedito il trasferimento dei dati ottenuti dai Cyber Tire presso infrastrutture extra-europee o collegate al governo cinese.
Si sblocca così la delicata partita commerciale sulla vendita negli Stati Uniti degli pneumatici intelligenti, che rischiavano il blocco a causa del bando americano sulle tecnologie cinesi per le auto connesse. All’inizio dell’anno era infatti tramontato il piano proposto da Sinochem, ma non gradito alla dirigenza italiana, che ipotizzava lo scorporo delle attività statunitensi sul modello di TikTok per eludere il blocco. Sebbene le società China National Tire and Rubber Corporation e Marco Polo International Italy abbiano presentato due ricorsi distinti al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento del decreto, la svolta della Bicocca è ormai operativa. Con il socio italiano Camfin/Mtp forte del suo 26,2% (o 26,5%) delle quote e intenzionato a salire fino al 29,9%, il gruppo torna stabilmente a trazione nazionale.

