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Rimpasto Regione Lazio

Cosa succede alla Regione Lazio: dal caso Zappone alla resa della Lega sul rimpasto

Col rientro di Tiero, si chiude il caso sul doppio incarico della consigliera Zappone. Rocca intanto respinge l’ipotesi di rimpasto: il punto sulle grane del centrodestra alla Regione Lazio

Settimane concitate alla Pisana per il caso del doppio incarico della consigliera Emanuela Zappone, subentrata a Enrico Tiero, mentre il pressing della Lega per il rimpasto s’è infranto sul muro del presidente della Regione Francesco Rocca.

IL CASO ZAPPONE

Iniziamo da Zappone. La consigliera di Fratelli d’Italia era entrata alla Pisana nel dicembre scorso come prima tra inon eletti in sostituzione di Enrico Tiero, sospeso il 18 ottobre scorso a seguito dell’arresto ai domiciliari (la Procura di Latina gli contesta il reato di corruzione). ora revocati. Tiero potrà dunque tornare in Consiglio, in attesa del processo a suo carico, che inizierà il 3 giugno.

Ma nel frattempo sul conto della sostituta s’era scatenato un mezzo pandemonio: Zappone aveva infatti mantenuto la carica di presidente dell’Ente Parco nazionale del Circeo, nonostante i profili di incompatibilità tra i due ruoli. Lo stesso presidente del Consiglio regionale Antonello Aurigemma, suo compagno di partito, aveva poi firmato il 30 aprile una delibera che invitava la consigliera a scegliere entro 15 giorni una delle due poltrone, pena la decadenza automatica dal seggio regionale, unendosi alle raccomandazioni pervenute dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica a febbraio e marzo.

Ciononostante, la stessa maggioranza di centrodestra aveva poi respinto la delibera, blindando con voto segreto la posizione della consigliera e scatenando gli attacchi dell’opposizione. Malgrado gli strascichi, la vicenda è ormai chiusa visto il rientro di Tiero e il ritorno di Zappone all’incarico affidatole dal MASE.

PERCHÉ LA LEGA VOLEVA IL RIMPASTO

Ma in questi giorni anche un altro tormentone è giunto a conclusione. Da mesi infatti la Lega spingeva per la sostituzione dei due assessori leghisti nella Giunta Rocca. A occuparsi del dossier è il numero due del Carroccio, Claudio Durigon, che avrebbe voluto rimpiazzare gli assessori alle Politiche Giovanili e alla Famiglia e alle Politiche abitative Simona Baldassarre e Pasquale Ciacciarelli, considerati non più funzionali alla strategia di recupero del consenso elettorale nella Capitale. Al loro posto, Durigon avrebbe voluto mettere la deputata pontina Giovanna Miele e il segretario della Lega nel Lazio, il romano Davide Bordoni.

IL RIMPASTO, ANZI NO: ROCCA SI OPPONE

Rocca è riuscito però a sventare l’operazione, difendendo pubblicamente l’operato dei due assessori e sottolineando che, se sul piano politico la scelta della Lega era ineccepibile, dal punto di vista amministrativo lui avrebbe avuto voce in capitolo.

Baldassarre e Ciacciarelli, hanno ringraziato il governatore “per il rispetto istituzionale di cui ha voluto onorare le nostre professionalità all’interno della giunta regionale”, pur rimettendo le valutazioni finali “in capo al partito”. Di fronte al categorico rifiuto di revocare gli incarichi, la Lega ha rinculato e la questione è sparita dal tavolo dell’ultimo vertice regionale, con Rocca che esce sostanzialmente rafforzato dal braccio di ferro con gli alleati. 

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