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Cosa succede in Forza Italia?

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Dopo un cinguettio con Conte il forzista Brunetta lascia …il trespolo

Ha quanto meno del curioso, se non del clamoroso, la generosa e compiaciuta ospitalità concessa al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dal deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia Renato Brunetta in qualità di direttore della edizione del lunedì del Riformista: incarico che però ha lasciato subito dopo chiudendo per lamentato ingorgo di lavoro, diciamo così, una “bellissima ancorché breve, avventura”, durata in effetti quattro numeri soltanto, “costati tanta fatica e tanta intelligenza”, ha scritto l’interessato definendo orgogliosamente “piccolo gioiello” la sua creatura.

Conte aveva “onorato” Brunetta – parola dello stesso Brunetta – mostrando di raccogliere in qualche modo le sue sollecitazioni a una svolta. “Le forze politiche – aveva scritto, difendendo però tutte le decisioni adottate dal suo governo, recentemente contestate in una intervista al Corriere della Sera dalla presidente del Senato – non dovrebbero oggi indugiare a lavorare insieme, con spirito costruttivo, favorendo un franco e sincero dialogo. È fondamentale il contributo di tutti, maggioranza e opposizione, così come è centrale il ruolo del Parlamento per disegnare le grandi riforme e i grandi cambiamenti che l’Italia non può rimandare”. Ma con o senza il permesso dei grillini?, viene voglia di chiedere al presidente del Consiglio, che si trova a Palazzo Chigi grazie a loro e deve subirne ogni giorno, direi anzi ogni ora, i condizionamenti derivanti dalle loro divisioni, a dir poco. Il MoVimento 5 Stelle, tra governisti e antigovernisti, tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista e Davide Casaleggio, tutti comunque d’accordo nel rifiuto dei crediti europei per il potenziamento del servizio sanitario e indotto, è arrivato sull’orlo della scissione.

Ancora nell’articolo scritto per il Riformista Economia Conte aveva concesso ai grillini, ritrovandosi anche con la parte più sovranista della Lega,  il rifiuto di un “europeismo fideistico”, preferendogli “un approccio critico”.

In questa oggettiva confusione di parole e di idee a convergere erano apparse solo manovre trasversali all’interno degli schieramenti di maggioranza e di opposizione, forse non estranee all’improvvisa rinuncia di Brunetta alla direzione.

Conte ha chiaramente voglia di un aiuto forzista, visti anche i numeri assai traballanti al Senato. E una parte almeno dei forzisti ha voglia di darglielo anche a costo di spiazzare l’alleato Salvini. Al quale Brunetta, sostituendosi un po’ a Mattarella, aveva scritto esplicitamente che in caso di crisi non si andrà alle elezioni anticipate reclamate dall’ex ministro dell’Interno ma ad un governo “del Presidente”, tecnico o simil tecnico, destinato a portare comunque al termine ordinario la legislatura.

Consapevole dei carboni ardenti del dialogo aperto con Conte – ardenti anche dentro il suo partito – Brunetta aveva cercato di cautelarsi aprendo il suo “editoriale” con una “piena” condivisione dell’intervista ipercritica verso lo stesso Conte della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, notoriamente forzista: un’intervista sgarbatamente liquidata dal presidente del Consiglio dicendo ai giornalisti di non averla letta.

Vorrei essere una mosca per sentire la presidente del Senato commentare tutta questa vicenda quanto meno curiosa, ripeto.

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