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Gianluca Pini

Cos’è il Comitato per il congresso della Lega Nord e chi è il promotore Gianluca Pini

Un gruppo di ex parlamentari e militanti storici della Lega Nord lancia la sfida a Matteo Salvini, chiedendo la convocazione del congresso. Alla testa del neocostituito comitato, l’ex parlamentare Gianluca Pini: ecco il suo profilo

Si apre un nuovo fronte interno nella galassia leghista. Un gruppo di ex parlamentari e dirigenti territoriali del Carroccio ha formato ufficialmente il Comitato per la convocazione del congresso federale della “Lega Nord per l’Indipendenza della Padania”. L’iniziativa punta a costringere gli attuali vertici del partito a riaprire la fase congressuale della storica struttura per riattivare le cariche statutarie e sbloccare l’utilizzo del simbolo con Alberto da Giussano.

COS’È E CHI C’È NEL COMITATO PER IL CONGRESSO

Secondo quanto anticipato da SkyTg24, il Comitato per la convocazione del congresso federale è stato costituito a Forlì il 28 agosto scorso e sarebbe dotato di un proprio codice fiscale dall’Agenzia delle Entrate per operare formalmente su tutto il territorio nazionale. Scopo del comitato è far risorgere la Lega Nord, ossia il soggetto politico – distinto dall’attuale Lega per Salvini Premier – fondato dal presidente a vita Umberto Bossi. Una struttura rimasta congelata negli ultimi anni, in cui ha operato prevalentemente come entità giuridica incaricata di restituire allo Stato i famosi 49 milioni di euro di rimborsi elettorali attraverso un piano di rateizzazione sessantennale.

Il comitato che intende risollevarne le sorti nasce per iniziativa dell’ex parlamentare leghista Gianluca Pini, affiancato dai Roberto Fabbri e Paola Ragazzini. Sugli obiettivi è lo stesso Pini a precisare: “Il nostro comitato nasce per ottenere la convocazione del congresso federale della Lega Nord, per sbloccare il simbolo e scongelare il vecchio partito. Poi può anche sciogliersi, non abbiamo velleità”.

L’intenzione è dunque costringere il commissario federale della Lega Nord, il deputato Igor Iezzi, fedelissimo del segretario Matteo Salvini, a convocare l’assise statutaria. I promotori hanno già avviato una raccolta firme tra i militanti e non escludono di adire le vie legali o promuovere una class action qualora il commissario non risponda alla richiesta. Ma qualora il partito tornasse pienamente operativo, potrebbe figurare come soggetto presentabile alle successive competizioni elettorali, trasformandosi potenzialmente in una sponda per l’area critica nei confronti della svolta nazionale. Sebbene Attilio Fontana, che negli ultimi tempi è spesso entrato in contrasto con la linea del segretario, abbia subito preso le distanze dall’iniziativa.

CHI È GIANLUCA PINI

Come detto, a guidare l’iniziativa in qualità di presidente e promotore fondatore è Gianluca Pini, ex deputato leghista da sempre inviso alla svolta salviniana. Classe 1973, imprenditore attivo nel settore alimentare e della ristorazione, – nonché ex dirigente sportivo dell’A.S.D. Tre Martiri 1949 San Martino in Strada – Pini proviene dall’ala federalista ed emiliano-romagnola del Carroccio. Fino al 2015 è stato segretario nazionale della Lega Nord Romagna, distinguendosi come uno dei riferimenti interni vicini all’ex segretario Roberto Maroni nella corrente dei cosiddetti “Barbari sognanti”.

Approda alla Camera per la prima volta nel 2006, venendo poi rieletto nel 2008 e nel 2013, concludendo il mandato nel marzo 2018. A Montecitorio ha ricoperto ruoli istituzionali di rilievo: è stato vicepresidente della Commissione Politiche dell’Unione europea nella XVI legislatura, oltre che presidente e vicepresidente del Comitato per la legislazione, vicepresidente del gruppo parlamentare leghista e componente della Commissione d’inchiesta sul caso dello statista Aldo Moro.

Storico sostenitore delle istanze territoriali, nel 2013 tentò di correre alla segreteria federale sfidando Matteo Salvini e Umberto Bossi, ma la candidatura venne ricusata per un vizio formale; al congresso del 2017 affiancò invece la mozione di Giovanni Fava. Nel 2018 decise di non ricandidarsi alle elezioni politiche per ragioni personali, rimanendo tuttavia all’interno del consiglio federale della Lega Nord. Coinvolto una vicenda giudiziaria per corruzione impropria legata a una fornitura di dispositivi sanitari, nel 2024 opta per il patteggiamento a un anno, 11 mesi e 14 giorni con pena sospesa.

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