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Così il termovalorizzatore di Gualtieri incendia il dibattito politico, a Roma e non solo

Termovalorizzatore Roma

Gualtieri spiazza un po’ tutti e propone un termovalorizzatore per Roma, incassando l’ok di Calenda e Lega, che già a gennaio lo avevano richiesto. Scettica FdI. Il ‘no’ arriva da M5S ed Europa Verde. Anche Legambiente mugugna

Nemmeno il tempo di annunciarlo e già su Twitter girava un video in cui Roberto Gualtieri, in piena campagna elettorale, ospite di una trasmissione di La7 prometteva che il PD non intendeva fare un termovalorizzatore, oggetto feticcio diventato emblema del lungimirante pensiero politico “non nel mi giardino”. Anche a costo di annegare nei rifiuti. Come sta accadendo a Roma.

 

Come era prevedibile, prometterne uno ha subito incendiato gli animi, più che la spazzatura. Quella, semmai, cambiano i sindaci, ma sembra destinata a restare ben visibile ammassata per le strade di Roma, lungo marciapiedi e monumenti.

 

Il termovalorizzatore voluto da Gualtieri sarà realizzato da Ama nella frazione situata all’estrema periferia Sud di Roma al confine con il comune di Pomezia e con i Castelli Romani, a cominciare da Albano. A Santa Palomba Ama voleva già realizzare un grande impianto Tmb. E poco importa se 15 mesi fa, ovvero il 22 giugno del 2021, l’ex ministro dell’Economia del Conte II, all’epoca candidato sindaco di Roma, invece diceva: “Oggi la Regione Lazio non prevede nel suo piano rifiuti la costruzione di nuovi termovalorizzatori e non mi sembra opportuno aprire un contenzioso con la Regione per modificare il piano rifiuti”. Perché adesso la musica è cambiata: “Abbiamo deciso di dotarci – ha spiegato – di un impianto di termovalorizzazione da 600 mila tonnellate annue che ci consenta di chiudere il Tmb di Rocca Cencia e di abbattere del 90% l’attuale fabbisogno di discariche. Un tipo di impianto che avra’ un impatto ambientale sostanzialmente nullo”.

 

CHI È FAVOREVOLE AL TERMOVALORIZZATORE DI ROMA

Il primo a esultare è l’altro candidato sindaco di Roma, Carlo Calenda, che via Twitter, dov’è di casa, prima attacca l’amministrazione: “Roma, ribadisco, fa schifo, sono tornati i turisti e ci sono cumuli di rifiuti ovunque”, quindi dà il suo appoggio e rilancia con la costruzione di 11 siti analoghi, in tutta Italia. D’accordo anche la Lega che sul termovalorizzatore di Roma si era già trovata a gennaio sulla medesima linea dei membri di Azione.

 

Pare compatto, per una volta, il PD, non solo quello capitolino ma anche quello nazionale, con Enrico Letta che con un cinguettio dà la propria benedizione al progetto pur evitando, notare bene, di pronunciare la parola ‘termovalorizzatore’. Molto strano e perfino sospetto, soprattutto su Twitter visto che nel frattempo era diventato trending topic.

Alza ancora una volta le barricate, forse di rifiuti, il Movimento 5 Stelle, con Virginia Raggi, ex sindaca capitolina, che lasciando l’hotel Forum dove ha incontrato Beppe Grillo, ribadisce: “Sul termovalorizzatore la posizione del M5s è nota: siamo contro gli inceneritori e tra l’altro mi sembra che anche in Regione il Piano Rifiuti non lo consenta”. Facile quindi che quella sia pure la posizione del guru genovese, che del resto ha sempre manifestato piena fiducia a Virginia Raggi, anche nei suoi momenti più difficili.

A proposito di Regione evocata da Raggi, merita di essere riportata la posizione di Nicola Zingaretti: “Ero informatissimo dell’intenzione del sindaco di utilizzare tutti gli strumenti possibili per fare presto e bene di fronte ai rischi di arrivare ad appuntamenti importanti, come il Giubileo, in una condizione di grande fragilità”, ha detto il presidente della Regione Lazio. “Purtroppo in questi anni Roma non ha raggiunto nessuno degli obiettivi che si era data ed io ho passato anni e anni a cercare luoghi e impianti dove portare i rifiuti della Capitale, invocando che Roma si dotasse di un ciclo di rifiuti autonomo”, ha spiegato Zingaretti. “Quindi adesso non posso che essere contento, perché ora ci si mette in moto per trovare delle soluzioni, che siano adeguate e risolvano il grande tema del ciclo dei rifiuti di Roma. Di fronte abbiamo delle sfide enormi e non possiamo neanche solo permettere che si affrontino con questi problemi aperti”, ha concluso il presidente di Regione.

Il termovalorizzatore di Roma viene promosso anche dall’assessore alla Sanità Alessio D’Amato: “La decisione del sindaco Gualtieri di realizzare un termovalorizzatore a Roma è una scelta coraggiosa e importante, e può rappresentare per la città una vera svolta, non solo dal punto di vista del decoro e dell’immagine, ma anche per la salute pubblica e le condizioni igienico-sanitarie generali”, che poi aggiunge: “La chiusura del ciclo consentirà infatti di non avere i rifiuti per strada, alla portata di animali che possono trasmettere malattie e parassiti. Come i due anni di pandemia possono insegnarci, luoghi urbani sani migliorano la sicurezza, l’igiene pubblica e la qualità della vita. Roma più pulita sarà quindi più bella, vivibile e salubre”.

CHI È CONTRO AL TERMOVALORIZZATORE PROMESSO DA GUALTIERI

Contro il termovalorizzatore che Gualtieri vorrebbe realizzare a Roma il consigliere di Fratelli d’Italia, Andrea De Priamo, secondo cui l’annuncio “appare una cortina fumogena per distrarre dal fallimento della promessa elettorale del Sindaco di ripulire la città in pochi giorni”. Quindi il presidente della Commissione Trasparenza spiega: “Nel merito l’annuncio di un nuovo termovalorizzatore con una portata di ben 800.000 tonnellate va, in maniera evidente, contro tutte le direttive in tema di economia circolare che prevedono il recupero energetico come extrema ratio solo e unicamente per le frazioni che non si riescono a riciclare – attacca De Priamo -. Realizzare un impianto con quella capacità energetica significa invece abbandonare ogni sforzo per lavorare sul riciclo dei rifiuti e sulla impiantistica su scala industriale per lo stesso. Su quali basi e per quali motivi Gualtieri ha parlato di un impianto di quelle dimensioni?”, conclude.

Contraria pure Europa Verde: “Una scelta totalmente sbagliata, che sta fuori dai processi di economia circolare, tra l’altro decisi dall’Europa stessa – sferza Angelo Bonelli, co-portavoce del partito -. Una scelta che non comprendo come il sindaco di Roma abbia potuto generare, quando nel programma c’era scritto tutto il contrario di quello che ha detto ieri. Mi auguro che ci possa essere una riflessione perché oggi, numeri alla mano, la strategia che deve essere portata a Roma, come accade in altre parti d’Europa, è quella dell’economia circolare, ovvero quella del recupero della materia”.

Infine, al di fuori dell’Aula Giulio Cesare Legambiente ammonisce: “La costruzione di quello che sarebbe il secondo più grande termovalorizzatore italiano nella Capitale è una scelta totalmente sbagliata, contraria alle politiche ambientaliste e ai principi di sviluppo ecosostenibile ed economia circolare”. Secondo Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio e Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente si tratta di “Un progetto” che “andrebbe in direzione esattamente contraria anche a percorsi virtuosi messi in campo da questa stessa amministrazione”,

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