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Così l’astensionismo rischia di ridurre ancora la rappresentanza dopo la diminuzione dei parlamentari

Astensionismo

I Graffi di Damato

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato naturalmente tra i primi a votare per il rinnovo delle Camere e dell’assemblea regionale siciliana nella sua Palermo, dove è nato 81 anni fa ed ha voluto conservare la residenza anche nel secondo mandato al vertice dello Stato. Egli ha voluto chiaramente dare il buon esempio nel momento in cui si è andati alle urne nel timore di una ulteriore crescita del fenomeno dell’astensionismo a causa di una legge elettorale che certamente non incentiva la partecipazione con lo strapotere che hanno voluto conservare i partiti nella gestione delle candidature. E di una campagna elettorale nella quale si sono inseguite più paure ed emozioni che ragionamenti.

I grafici pubblicati dai giornali sulla continua diminuzione dell’affluenza elettorale nei sessant’anni trascorsi fra il 1958 e il 2018 sono semplicemente impietosi. Un’ulteriore discesa aggraverebbe la crisi di rappresentanza cui ha contributo nella legislatura chiusa in anticipo la riforma della composizione delle Camere, ridotte di ben oltre 300 seggi fra Montecitorio e Senato, con parti di territorio destinate a rimanere penalizzate e con le competenze invariate, e ripetitive, dei due rami del Parlamento.

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO

 

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