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Covid, in Italia l’ondata di Omicron ha raggiunto il plateau

Scuola

In Italia si è superato l’87% di persone totalmente vaccinate e questo ha fatto argine all’ondata di Omicron. Franco Locatelli: “Dati incoraggianti”

“Ci sono buone notizie: sembra che siamo arrivati al plateau della curva per ciò che riguarda l’Omicron e si sta andando in discesa”. Lo ha detto il commissario straordinario per l’emergenza Covid, Francesco Paolo Figliuolo, a margine della visita del centro vaccinale del Portello, a Milano. “Speriamo che questo sia il trend consolidato. Negli ultimi due giorni anche in Lombardia il numero degli ingressi in ospedale è inferiore al numero dei dimessi. Questo fa ben sperare”.

Il calo dei ricoveri “è molto legato al buon andamento delle vaccinazioni. L’Italia sta facendo molto bene”, ha dichiarato Figliuolo. “E in questo – ha aggiunto- la Lombardia che rappresenta una bella fetta, di oltre 9 milioni di abitanti, sta facendo egregiamente la sua parte, sia sui cicli primari, sia sui booster, sia sui bambini”.

“La campagna – ha assicurato il commissario – sta andando avanti secondo i ritmi che ci eravamo prefigurati. In questo momento abbiamo superato l’87% di persone totalmente vaccinate e siamo a 30 milioni e 300mila booster su una possibile platea adesso di 39 milioni e mezzo”. “Quindi – ha aggiunto – questo ha fatto si’ che ci sia stata una buona barriera contro la variante Omicron”.

I DATI ITALIANI

L’occupazione dei posti letto di terapia intensiva, a livello nazionale, da parte di pazienti Covid nei reparti di rianimazione è da 2 giorni ’ferma’ al 17%, nelle 24 ore – secondo gli ultimi dati dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali (Agenas) – ma scende in 6 regioni/province autonome e sale in 5. In discesa, di 1 punto percentuale: Calabria (16%), Campania (12%), Liguria (18%), provincia di Bolzano (18%) e Veneto (16%). Scende invece di 2 punti l’Umbria (al 9%). Segnano invece 1 punto percentuale in più Basilicata (al 6%), Emilia Romagna (17%), Friuli Venezia Giulia (22%), 2 punti in più Molise (5%) e Piemonte (25%). Al momento la percentuale di occupazione più alta si registra nella provincia autonoma di Trento al 26%, la più bassa – nonostante l’incremento nelle 24 ore – in Molise al 5%.

COSA DICE LOCATELLI

Figliuolo non è il solo a essere ottimista. “La situazione dei dati degli ultimi giorni indica indubitabilmente una frenata. Questo è un segnale incoraggiante. Soprattutto è rilevante il segnale della riduzione dei nuovi ingressi nelle terapie intensive e nei posti letto di area medica”. Così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità su Rai Radio1, al Gr1 delle 13.

“Lo scenario che è stato prefigurato dall’Oms si basa sull’osservazione che, stante l’elevata contagiosità della variante Omicron, la percentuale di coloro che verranno infettati ci si aspetta essere alta e quindi questo toglierà popolazione suscettibile e quindi dovrebbe portare sul lungo termine a un contenimento significativo di quella che poi è la circolazione virale”. Infine, sulla probabilità della comparsa una variante più pericolosa, Locatelli conclude: “È difficile fare una stima. Quello che però si può dire con certezza è che quanto più elevata è la percentuale di popolazione mondiale non vaccinata, tanto più si alza questo rischio”.

COSA DICE IL GIMBE

“Quello di cui possiamo essere quasi certi è che la fase di salita è in frenata e nelle prossime settimane avremo qualche segnale di discesa” della curva epidemica da Covid.  Lo ha dichiarato, a Radio Cusano Campus, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, secondo il quale Omicron “non sarà l’ultima variante della quale sentiremo parlare e sono certo che tutti i Paesi devono prepararsi a gestire in maniera ordinaria quello che sarà un virus stagionale”.

Ciò significa, rileva, “rivedere l’assistenza sanitaria, rivedere il calendario scolastico. Insomma bisogna mettere in campo una serie di strategie che permetteranno dal prossimo inverno di convivere col virus”. “Questo virus – sottolinea Cartabellotta – è prevalentemente stagionale, in primavera andremo verso una fase di tranquillità. Dobbiamo immaginare che il prossimo inverno potrebbe esserci una ripresa se dovessero esserci nuove varianti come già accaduto in passato”.

Cartabellotta spiega quindi di “essere moderatamente ottimista. Anche se sto vedendo colleghi in ospedale che non sanno come organizzare i malati, scuole chiuse e città deserte. Uno dei grandi problemi che gli italiani hanno è che una serie di strumenti normativi come green pass rafforzato o quarantene sono stati frutto di compromessi politici al ribasso. Abbiamo creato – commenta – un labirinto normativo che crea non pochi problemi”.

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