Italia

Crisi di governo. Marcucci (Pd) chiede (e poi nega) un rimpasto a Conte

marcucci

Il senatore e capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci, ha chiesto a Conte di verificare la validità di alcuni ministri al governo. Poi ha negato di aver chiesto un rimpasto, ma la maggioranza traballa

Il senatore e capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci, nei giorni scorsi aveva attirato l’attenzione con una dichiarazione in cui invocava un “comitato di salute pubblica”. Ieri, a seguito dell’intervento al Senato del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha lasciato pensare di essere favorevole a un rimpasto provocando scompiglio e fastidio tra i suoi.

COSA HA DETTO MARCUCCI

Marcucci ha chiesto a Conte di valutare se i singoli ministri sono adeguati all’emergenza, “apra la verifica, abbiamo bisogno di una maggioranza coesa, ancora a lei l’onore di aprire all’opposizione, trovi lei il luogo dove confrontarsi costantemente con il Parlamento. Il Parlamento rappresenta il Paese, il Parlamento va ascoltato”. E ancora: “chiedo la verifica, visto quello che si legge, della tenuta della maggioranza”. A quanto riporta il Domani, i ministri in questione sarebbero Paola De Micheli (Trasporti e infrastrutture), Roberto Speranza (Salute) e Lucia Azzolina (Istruzione).

LO STOP DI MIRABELLI

Mentre era ancora in corso il dibattito sull’informativa di Conte, il vice capogruppo vicario, Franco Mirabelli, ha diramato un comunicato molto esplicito: “In una fase tanto grave per il Paese, in cui ogni sforzo va dedicato a sconfiggere il virus e la crisi, parlare di rimpasti appare una cosa fuori dal mondo. Gli italiani hanno bisogno di avere la certezza che il governo e la maggioranza si stanno occupando di tutelare la loro salute e l’economia. Il Pd si è assunto questa responsabilità, chi pensa ad altro sbaglia”.

ZINGARETTI BACCHETTA MARCUCCI

Anche dal Pd si sono affrettati a definire del tutto ‘personale’ l’opinione espressa da Marcucci: “È la sua posizione, non quella del Pd”. Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha preso le distanze e ripetuto che “il sostegno del Partito Democratico a questo governo e ai suoi ministri è pieno e totale. Non in discussione. Posizione ribadita, tra l’altro, all’unanimità alcune ore fa dalla direzione nazionale sul voto della mia relazione. Gli scontenti che vorrebbero cambiare qualcosa al governo ci sono in tutti i partiti, ma il rimpasto non è un tema sul tavolo. Con i contagi che aumentano, come si fa a immaginare di aprire questo processo?”.

RUMORS

All’accusa di Mirabelli si sono uniti i sospetti di chi ricorda che “Marcucci è un renziano di ferro, altro che ex” e sottolineano la strana coincidenza fra la scelta di tempo del capogruppo e l’intervista con cui Matteo Renzi è tornato a picconare il premier.

IL PASSO INDIETRO DI MARCUCCI

Questa mattina, in un’intervista a Repubblica, Marcucci ha infine smentito di aver chiesto il rimpasto di governo e ha affermato: “Non sono a favore di un rimpasto come si dice voglia Renzi. Non sono renziano, ho la mia identità. Peraltro, non condivido affatto la posizione di Renzi sul Dpcm. Ho chiesto al Presidente del Consiglio di assumersi la responsabilità dell’azione di governo, inclusa quella dei singoli ministri e di aprire una fase di coinvolgimento parlamentare più profondo. Che includa anche le opposizioni. Basta con il chiacchiericcio”.

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