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Crosetto, Alverà, Donnarumma: chi punta (forse) alle nomine di Primavera 2023

Snam

A Primavera 2023 scadono le poltrone di Eni, Enel, Leonardo, Terna e Poste Italiane, per citarne alcune: Meloni pronta alla grande infornata di nomine 

Dal toto ministri al toto nomine è questione di mesi. Pochissimi mesi. A partire da marzo 2023, infatti, il Centrodestra è chiamato a scegliere i vertici delle più ricche società pubbliche. In primavera, infatti, scadono i cda di Eni, Enel, Leonardo, Terna e Poste Italiane, per citarne alcune.

Tra coloro che potrebbero occupare qualche poltrona c’è Guido Crosetto, fedelissimo di Giorgia Meloni.

Andiamo per gradi.

I cda in scadenza

Oltre ad Eni, Enel, Leonardo, Terna, Poste Italiane, il futuro Governo Meloni dovrò far fronte alle scadenze dei consigli di amministrazione delle altre controllate del Ministero dell’Economia Enav, Banca Mps, Rai Way. E ancora: Trenitalia, Rfi, Consap, Consip, Banca Popolare di Bari, Poligrafico. Il prossimo anno scade anche l’incarico di Bernardo Mattarella, nipote del presidente della Repubblica, ad di Mediocredito Centrale (e Mattarella è anche stato nominato tre mesi fa ad di Invitalia).

In ballo ci sono 500 poltrone da spartire nella campagna delle assemblee tra aprile e giugno del 2023.

Il nodo Ita Airways

Tra le poltrone in ballo anche quelle di Ita Airways, che Meloni non vorrebbe vendere al fondo Certares, come appena deciso dal Governo Draghi. Il vertice scade in primavera: “il presidente Alfredo Altavilla, scelto da Palazzo Chigi, è inviso a FdI, l’ad Fabio Lazzerini è stato messo dal ministro Pd Dario Franceschini”, scrive il Fatto Quotidiano.

Le prime poltrone

Tra le prime poltrone da confermare o da cambiare si sono quelle assegnate nel 2020 dal secondo governo Conte: da quella dell’Ad Claudio Descalzi di dell’Eni, a quella di Francesco Starace dell’Enel. Entrambi hanno già fatto tre mandati consecutivi e, come scrive Il Fatto Quotidiano, “secondo un principio non scritto sarebbe il limite massimo, ma non c’è un vincolo formale e le quotazioni dei due manager sono in rialzo. Descalzi ha sfruttato i rapporti dell’Eni in Africa per trovare nuove forniture di gas al posto del metano di Putin. Starace, entrato in contrasto con Mario Draghi per i rapporti con Mosca, ha tessuto relazioni con la destra in largo anticipo. Questo potrebbe rivelarsi un jolly per la conferma”

In scadenza anche la poltrona ora occupata da Alessandro Profumo all’ex Finmeccanica e quella di Matteo Del Fante (gradito anche ai Cinque stelle), in Poste.

Le aspirazioni di Crosetto

C’è chi potrebbe già sfregarsi le mani. Potrebbe essere interessato alle nomine di primavera, tra gli altri, Guido Crosetto, fedele consigliere di Giorgia Meloni, co-fondatore di FdI ed ex sottosegretario alla Difesa. Crosetto è presidente dell’Aiad, l’associazione delle industrie aerospaziali, presidente di Orizzonte sistemi navali, designato da Leonardo. Preferirebbe una poltrona in queste società, che quella di Ministro.

“Alcuni ritengono che Crosetto punti alla presidenza di Leonardo. Ma l’aspirazione segreta del co-fondatore di FdI sarebbe il vertice della Cassa depositi e prestiti, una macchina di enorme potere che nel 2021 ha investito quasi 24 miliardi e amministra il risparmio postale, 281 miliardi”, scrive il Fatto, ricordando che l’attuale Ad di Cassa Depositi e Prestiti è Dario Scannapieco (e la poltrona scade nel 2024). Il presidente è Giovanni Gorno Tempini, espresso dalle fondazioni bancarie.

Non solo Crosetto. Chi punta alle poltrone in scadenza

Fuori dalla cerchia politica di Giorgia Meloni, poi, spera di tornare in Eni Marco Alverà, grazie anche all’appoggio di Paolo Scaroni, amico del padre Alvise. E Scaroni è vicino all’ambiente di Centrodestra: con Berlusconi è stato tre anni alla guida dell’Enel e nove anni all’Eni.

Potrebbe puntare all’Enel o a Leonardo, invece, Stefano Donnarumma, che ad aprile scorso ha partecipato alla conferenza programmatica di FdI a Milano.

Potrebbe correre per una presidenza, forse di Fincantieri, Luisa Todini, presidente di Poste fino al 2017, ex eurodeputata di Forza Italia.

Potrebbe tornare a sedere in qualche poltrona (delle lobby delle autostrade) Fabrizio Palenzona, legatissimo a Gianni Letta e ai Benetton, che nel 2021 ha lasciato la presidenza di Aiscat e Assaeroporti.

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