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Digitalizzazione e transizione verde: luci e ombre dei progetti Pnrr

Pnrr

La relazione del Parlamento Europeo “Italy’s National Recovery and Resilience Plan” scatta una fotografia dei risultati ottenuto dal nostro paese in merito ai progetti del PNRR

L’Italia, con 194,4 miliardi di euro in sovvenzioni e prestiti, può godere del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia più grande nell’ambito dell’innovativo strumento Next Generation EU (NGEU). I progressi fatti dal nostro paese, e registrati nella relazione del Parlamento Europeo Italy’s National Recovery and Resilience Plan, sono notevoli ma ci sono ancora tante, troppe, voci delle sei missioni in cui sono suddivisi i finanziamenti del piano, in cui l’Italia arranca.

PNRR: ALL’ITALIA IL 26,1% DELLE RISORSE COMPLESSIVE PARI AL 10% DEL PIL

 Una revisione dello scorso dicembre ha dotato il nostro paese di risorse pari a 194,4 miliardi di euro, circa il 26,1% del Recovery and Resilience Facility (RRF), ovvero il 10,8% del PIL italiano. La revisione ha riguardato un aumento dell’assegnazione delle sovvenzioni all’Italia nel giugno 2022 e l’inclusione del capitolo REPowerEU incentrato sull’energia: scostamenti che hanno comportato un aumento di 2,9 miliardi di euro rispetto al piano iniziale.

A queste risorse l’Italia ha aggiunto 30,6 miliardi di euro per rafforzare un vasto programma di riforme finalizzati a promuovere la ripresa economica del Paese e ad affrontare i ritardi strutturali soprattutto nei settori della transizione verde e trasformazione digitale. Sinora l’Italia ha ricevuto il 52,7% delle risorse (102,5 miliardi di euro di prefinanziamenti). Questo, come si legge nella relazione Italy’s National Recovery and Resilience Plan, è ben al di sopra della media UE (34,5%). Alla fine del 2023, l’Italia aveva speso 43 miliardi di euro, ovvero il 22% delle risorse dell’UE disponibili per il suo PNRR. Tutto il resto dovrà spenderlo entro l’agosto 2026.

LE SETTE MISSIONI DEL PNRR

Le sei, anzi sette, missioni in cui è diviso il piano sono:

  • “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”
  • “Rivoluzione verde e transizione ecologica”
  • “Infrastrutture per la mobilità sostenibile”
  • “Istruzione e ricerca”
  • “Inclusione e coesione”
  • “Salute”
  • “REPowerEU”

CHI SALE E CHI SCENDE: LA REDISTRIBUZIONE DELLE RISORSE

Ogni missione è divisa in più sottomissioni che, nel corso dei mesi, hanno visto una redistribuzione delle risorse rispetto ai piani iniziali.  Per esempio, la Missione 1, “Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo”, ha visto una crescita rispettivamente dello 0,2% e del 4,6% delle sottomissioni “Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella pubblica amministrazione” e “Digitalizzazione, innovazione competitività del sistema produttivo”, mentre una decrescita dell’1% della sottomissione “Turismo e cultura 4.0”. Variazioni ancora maggiori hanno interessato la Missione 2 che ha visto “Economia circolare e agricoltura sostenibile” crescere del 54,1%, “Energie rinnovabili, idrogeno, rete mobilità sostenibile” scendere del 7,6%, “Efficientamento energetico e ristrutturazione di edifici” salire dell’1,3% e la “Tutela del territorio e delle risorse idriche” calare del 34,4%.

 Il decremento percentuale maggiore ha interessato gli “Interventi speciali per la coesione territoriale” della Missione 5 con un calo del 55,3%, mente l’incremento maggiore l’ha fatto registrare “Economia circolare e agricoltura sostenibile” della Missione 2 e “Intermodalità e logistica integrata” (+51,4%) della Missione 3.

La Missione 6, “Salute”, è divisa in “Reti locali, strutture e telemedicina per la sanità locale”, i cui stanziamenti sono cresciuti del 10,7%, e “Innovazione, ricerca e digitalizzazione del servizio sanitario nazionale” i cui stanziamenti sono scesi del 8,7%.

I RISULTATI DELLA TRANSIZIONE DIGITALE ED ECOLOGICA

Complessivamente il piano supera l’obiettivo di spesa del 37% per la lotta al cambiamento climatico, destinando a questo obiettivo 75,9 miliardi di euro (39%). “I contributi maggiori provengono dalle missioni 2, 3 e 7”. In particolare, dalle sottomissioni della Missione 2 “Economia circolare e agricoltura sostenibile” con 8.12 milioni, “Energie rinnovabili, idrogeno, rete e mobilità sostenibile” con 21,97 milioni, “Efficientamento energetico e ristrutturazione di edifici” con 15,57 milioni e “Tutela del territorio e delle risorse idriche” con 9,87 milioni; dalle sottomissioni della Missione 3 “Investimenti nella rete ferroviaria” con 22,79 milioni e “Intermodalità e logistica integrata” con 0.95 milioni; e dalla Missione 7 “REPowerEU” con 11.18 milioni. Più della metà dei fondi destinati al digitale arrivano dalla Missione 1, seguita dalle Missioni 4 e 6, con risorse che superano i 70 milioni di euro.

LE PRIORITÀ ORIZZONTALI DEL PNRR: IL SUPERAMENTO DEL DIVARIO NORD SUD

Il piano ha quattro priorità orizzontali: giovani, parità di genere e coesione territoriale. Tali priorità attraversano tutte le missioni. Il PNRR “destinando il 40% delle risorse alle regioni meridionali” dovrebbe “aiutare il Mezzogiorno a ridurre il divario con il resto del Paese”.

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