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Draghi: “Gran parte dei problemi di oggi sono dovuti ai non vaccinati”

Draghi

“Obbligo vaccinale deciso sulla base di dati: chi ha più di 50 anni ha più probabilità di finire in terapia intensiva e i 2/3 sono No Vax”. Quindi Draghi chiarisce: “Non risponderò a domande sugli sviluppi dell’elezione del Presidente della Repubblica”

A cinque giorni da quando il Consiglio dei ministri ha varato l’ultimo testo sulle restrizioni al fine di rallentare la curva di crescita dei contagi relativi alla pandemia e fornire maggiore protezione alle categorie maggiormente esposte e a maggior rischio di ospedalizzazione, il premier Mario Draghi, aspramente criticato per non essersi presentato nella consueta conferenza stampa a margine del CdM (finito alle 20:40 del 5 gennaio) per illustrare al Paese le misure, ha indetto un punto coi giornalisti.

“Il governo sta affrontando la sfida della pandemia e delle varianti con un approccio diverso, minimizzando gli effetti economici e psicologici degli italiani, in particolare dei ragazzi: la scuola è fondamentale per la nostra democrazia, va tutelata, non abbandonata”, ha detto in apertura, il presidente del Consiglio, Draghi. Sulla scuola, il premier ha spiegato: “Il governo ha la priorità di tenerla aperta, in presenza. Troppi gli effetti sulla diseguaglianza tra studenti per convincersi che il ricorso alla DAD debba essere lasciato solo a casi emergenziali”.

“La vaccinazione è il solo motivo alla base del nostro differente approccio”, ha scandito poi Draghi. “Gran parte dei problemi di oggi sono dovuti ai non vaccinati”. “Grazie alla vaccinazione, la situazione odierna è diversa rispetto al passato”, ha poi aggiunto il premier ricordando la crescita dell’economia del 6%. “La circolazione del virus sta nuovamente mettendo sotto pressione gli ospedali soprattutto per quanto riguarda quella parte di popolazione che non si è ancora vaccinata”, ha ribadito Draghi.

Sulle tensioni interne alla maggioranza in merito all’obbligatorietà, Draghi ha spiegato: “Avere l’unanimità è il nostro obiettivo. Abbiamo concentrato il provvedimento sulle classi d’età che occupano massivamente le t.i., dove i No Vax sono i due terzi. Questo per proteggere la loro salute e la nostra, visto che ospedali sottopressione significano operazioni chirurgiche posticipate”.

I PROVVEDIMENTI DEL TESTO DEL 5 GENNAIO

Obbligo vaccinale
Il testo introduce l’obbligo vaccinale per tutti coloro che hanno compiuto i 50 anni. Per i lavoratori pubblici e privati con 50 anni di età sarà necessario il Green Pass Rafforzato per l’accesso ai luoghi di lavoro a far data dal 15 febbraio prossimo.

Senza limiti di età, l’obbligo vaccinale è esteso al personale universitario così equiparato a quello scolastico.

Green Pass Base
È esteso l’obbligo di Green Pass cosiddetto ordinario a coloro che accedono ai servizi alla persona e inoltre a pubblici uffici, servizi postali, bancari e finanziari, attività commerciali fatte salve eccezioni che saranno individuate con atto secondario per assicurare il soddisfacimento di esigenze essenziali e primarie della persona.

Smart working
Il Consiglio dei Ministri è stato informato dal Ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta che è stata adottata d’intesa con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando una circolare rivolta alle pubbliche amministrazioni e alle imprese private per raccomandare il massimo utilizzo, nelle prossime settimane, della flessibilità prevista dagli accordi contrattuali in tema di lavoro agile.

Scuola
Cambiano le regole per la gestione dei casi di positività.

Scuola dell’infanzia
Già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni.

Scuola primaria (Scuola elementare)
Con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5).

In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di dieci giorni.

Scuola secondaria di I e II grado
Fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2.

Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe.

Con tre casi nella stessa classe è prevista la DAD per dieci giorni.

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