Antonio Decaro scoglie la riserva sui componenti della sua giunta regionale presso: dieci assessori, otto consiglieri e due esterni. L’ex governatore Michele Emiliano resterà fuori dall’esecutivo regionale
Alle 17.11 Antonio Decaro è entrato nell’Agorà della Regione Puglia accompagnato dalla maggior parte della sua squadra. Non c’è e non ci sarà Michele Emiliano, contrariamente a quanto si è detto e scritto.
La nuova giunta conta dieci assessori: quattro posti sono andati al Pd, due alla lista Decaro Presidente, uno al Movimento 5 Stelle (che ottiene anche la vicepresidenza) e uno alla lista Per la Puglia. Una delle postazioni esterne è in quota AVS, mentre l’altra è stata affidata a un tecnico esterno, come previsto dalle norme sul rapporto tra consiglio e giunta.
CHI C’È NELLA GIUNTA DECARO
Il Partito Democratico si porta a casa quattro assessorati: Trasporti (Raffaele Piemontese), Ambiente e Agricoltura (Debora Ciliento), Salute (Donato Pentassuglia) e Agricoltura (Francesco Paolicelli).
Della lista «Per la Puglia» c’è Sebastiano Leo (Personale e Bilancio), da «Decaro Presidente» arrivano invece Graziamaria Starace (Turismo e Promozione) e Silvia Miglietta (Cultura
Completano la squadra due esterni: Marina Leuzzi (in quota AVS, Urbanistica) ed Eugenio Di Sciascio (Sviluppo economico), oltre al vicepresidente Cristian Casili del M5S, cui andrà anche la delega al Welfare.
Resta ora da formalizzare la presidenza del Consiglio regionale, che secondo le ricostruzioni dovrebbe andare a Toni Matarrelli (Pd) — e avviare i primi atti programmatici e gli incarichi tecnici interni. Le prossime settimane saranno decisive per la calendarizzazione delle priorità: sanità, trasporti e politiche per il lavoro figurano già tra i dossier più urgenti indicati dallo stesso presidente.
EMILIANO È FUORI: IL RUOLO DELL’EX GOVERNATORE
L’ex presidente Michele Emiliano non entrerà nella giunta di Decaro, contrariamente a quanto ci si aspettava. Le cronache riportano che resterà comunque dentro l’architettura istituzionale regionale con un ruolo di supporto tecnico e consulenziale, dedicato a specifiche funzioni di studio e analisi su crisi industriali e materie giuridiche. Che gli garantirebbe l’aspettativa in magistratura e la possibilità di rilanciarsi sulla scena nazionale alle prossime politiche

