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Editoria, tutte le novità dei periodici in casa Belpietro

Belpietro

Secondo indiscrezioni di ItaliaOggi ai primi di marzo le redazioni di Confidenze, Cucina Moderna, Sale & Pepe, Starbene e Tustyle (ex Mondadori) cambieranno sede dopo la cessione alla newco guidata da Maurizio Belpietro

Contro alla rovescia per il trasloco di Confidenze, Cucina Moderna, Sale & Pepe, Starbene e Tustyle, gli ex periodici della galassia Mondadori confluiti nella newco di cui è azionista di maggioranza La Verità Srl, società editrice di Maurizio Belpietro. Secondo quanto risulta al quotidiano economico ItaliaOggi i 60 dipendenti – tra cui 45 giornalisti – dovrebbero spostarsi in una nuova redazione in zona Stazione Centrale, a Milano. Del gruppo non farà parte l’attuale vicedirettrice di Starbene, Sabrina Barbieri, che ha dato le dimissioni. Entra nel vivo, dunque, la seconda operazione – la prima era stata la cessione di Panorama nel 2018 – che vede Mondadori rinunciare ad alcune testate a favore della srl dell’ormai giornalista-editore Belpietro.

LA CESSIONE E LA CREAZIONE DELLA NEWCO

Lo scorso ottobre Mondadori ha ricevuto “un’offerta vincolante, come ha sottolineato la stessa casa editrice in una nota, per l’acquisizione dei cinque magazine che “hanno registrato nel 2018 ricavi per 22,4 milioni di euro”. L’offerta si è conclusa il 31 dicembre 2019 con esito positivo e con la costituzione di una newco, di proprietà per il 75% di La Verità srl e per il 25% della Arnoldo Mondadori Editore spa, il cui consiglio d’amministrazione aveva dato mandato all’amministratore delegato, Ernesto Mauri, “di porre in essere tutte le azioni volte a esaminare e a finalizzare l’operazione, coerentemente con la strategia annunciata di focalizzazione sui core business Libri, Retail e i Magazine con maggiori potenzialità di sviluppo”.

I PIANI FUTURI DI BELPIETRO

ItaliaOggi osserva che, all’interno del piano di sviluppo delle cinque testate, il punto di partenza sembra essere la creazione di sinergie interne tra le testate più focalizzate sul food (Cucina Moderna e Sale & Pepe) e quelle che si occupano di salute, a cominciare da Starbene. Belpietro intenderebbe rilanciare i cinque magazine, eventualmente ritoccandone parzialmente il posizionamento, ma soprattutto aumentando le attività a supporto della loro diffusione.

L’ex direttore del quotidiano Libero, peraltro, al momento dell’offerta aveva evidenziato l’importanza dell’operazione per il suo gruppo visto che “accanto a La Verità e Panorama” si aggiungevano “testate che ci permettono di raggiungere dimensioni di una certa importanza in settori e segmenti interessanti e in crescita, entrando nel mercato con una certa massa critica”.

I PIANI FUTURI DI MONDADORI

Nella stessa occasione l’ad di Mondadori aveva notato che “nei magazine l’obiettivo è di concentrarci solo su determinati brand leader o ad alto potenziale di sviluppo multipiattaforma in settori per noi strategici come entertainment, femminili, food, salute e scienza. Attorno a questi brand – aveva aggiunto – stiamo costruendo un sistema di verticali in grado di essere declinato su tutti i canali, dalla carta gli eventi, dal web ai social network, fino alle tv e agli smart speaker, come già avviene oggi in modo strutturale per GialloZafferano e Focus, ad esempio, e in parte su Grazia e Donna Moderna”.

In merito ai cinque periodici confluiti nella newco, invece, Mauri aveva sottolineato come “possono diventare strategici in aziende con caratteristiche e priorità diverse dalle nostre, come la brillante realtà ideata da Maurizio Belpietro, che saprà sicuramente valorizzare contenuti e know-how, come ha già fatto con successo con Panorama”. Alla fine dello scorso anno la società con sede a Segrate ha annunciato la nascita di un nuovo ramo d’azienda, Mondadori Media, che si è andato ad affiancare a Mondadori Libri e a Mondadori Retail e in cui sono confluite le attività relative periodiche print, digital e shared services oltre alle società controllate Direct Channel (100%), Press-di Distribuzione Stampa e Multimedia (100%), Adkaora (100%), Mondadori Scienza (100%) e le partecipate Mediamond (50%) e Mondadori Seec (Bejiing) Advertising Co. Ltd (50%), che pubblica in Cina il magazine Grazia.

LA NOTA “DISSONANTE” DEL CDR

Non in linea con le parole di Belpietro e di Mauri, al tempo, il commento del comitato di redazione delle testate giornalistiche della Mondadori secondo cui in tal modo continuava “l’operazione di sistematico smantellamento della divisione periodici dell’Arnoldo Mondadori Editore”. Il timore espresso dal cdr, dopo la cessione di Panorama, era quello di avere “un altro drastico taglio del personale giornalistico” visto che “saranno una cinquantina i colleghi che lasceranno Palazzo Mondadori”. Insomma, a detta del comitato di redazione, l’operazione non solo appariva “come una sconfitta per tutti” ma autorizzava e consolidava “i timori sulle intenzioni della proprietà di attuare nel futuro una totale dismissione dell’Area Periodici”.

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