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Rizzo Vannacci

Effetto Vannacci su Democrazia Sovrana e popolare: che succede al partito di Marco Rizzo

L’ipotesi di un’alleanza con Futuro Nazionale spacca i vertici di Democrazia Sovrana e Popolare. Il coordinatore nazionale Marco Rizzo incassa il sostegno della maggioranza degli organi direttivi contro il presidente Francesco Toscano, che risponde convocando un consiglio straordinario per sancire l’incompatibilità con la destra.

L’ondivaga forza politica di Marco Rizzo, Democrazia Sovrana e Popolare, va in crisi sul possibile asse con il generale Vannacci. Nel piccolo partito, che conta ufficiosamente circa 3000 iscritti, è in corso uno scontro frontale tra il suo frontman e il presidente Francesco Toscano. Fissato per il 26 luglio un congresso straordinario per fissare la linea, ammesso che la spaccatura tra le due anime di Dsp sia emendabile.

LA FUGA IN AVANTI DI TOSCANO

La tensione è esplosa a seguito di una riunione nella quale il presidente del partito, Francesco Toscano, ha sollevato il problema delle alleanze per le prossime elezioni politiche. Secondo le ricostruzioni, il presidente avrebbe ipotizzato la volontà di stringere un accordo elettorale proprio con l’area del generale per agevolare il ritorno in Parlamento di Marco Rizzo.

Un’ipotesi che ha suscitato l’immediata reazione del leader del movimento e della maggioranza del gruppo dirigente, che hanno bollato l’operazione come un retroscena falso e mai discusso né approvato all’interno degli organismi competenti. Il caso si è così trasformato in un conflitto sulla conduzione democratica del partito.

DSP E FUTURO NAZIONALE A BRACCETTO? TOSCANO CONVOCA IL CONGRESSO

Il nodo centrale della polemica riguarda la possibilità di un avvicinamento tra la formazione politica e i movimenti della destra. Francesco Toscano ha espresso forti perplessità sulla strategia futura, chiedendo chiarezza sull’intenzione di correre in solitaria o di cercare una convergenza con il generale Vannacci. Di fronte alle smentite, il presidente ha preso atto delle rassicurazioni ma ha comunque deciso di convocare un Consiglio straordinario a Roma per il prossimo 26 luglio.

L’obiettivo dell’assemblea sarà quello di chiedere agli iscritti di votare una mozione che confermi l’incompatibilità di Dsp sia con i due poli principali sia con il movimento di Roberto Vannacci, descritto da Francesco Toscano come portatore di posizioni ambigue sul contesto mediorientale e sulla scomposizione di Unione Europea e Nato. Per contro, l’ala vicina al coordinatore ha risposto diffondendo un comunicato serale e un video in cui si accusa il presidente di aver avviato contatti personali incontrando l’esponente politico Di Battista.

LO STOP DI MARCO RIZZO

La replica del coordinatore nazionale di Dsp ed ex parlamentare, Marco Rizzo – ex Pci, Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani – è giunta attraverso un documento ufficiale sottoscritto a larga maggioranza.

Come ricostruito ieri dal Fatto Quotidiano, l’Ufficio politico ha approvato la nota con undici voti favorevoli, quattro contrari e due astenuti, mentre il Consiglio direttivo ha registrato sette pareri favorevoli e due contrari, incassando anche l’adesione della maggioranza assoluta dei coordinatori regionali. Il testo esprime un esplicito biasimo verso il comportamento del presidente, accusato di aver eluso il confronto interno e di aver rilasciato dichiarazioni non corrispondenti al vero sui canali social e nelle chat territoriali.

Rispetto alle valutazioni sul generale, il coordinatore nazionale ha precisato la sua posizione dichiarando al giornale co-diretto da Marco Travaglio e Maddalena Oliva: “La politica si fa tenendo conto del contesto, e chi dice il contrario è un dilettante. Io voglio andare oltre il concetto di destra e sinistra, oggi lo scontro è tra la grande finanza mondiale e le élite da una parte, e ceto medio e classi lavoratrici dall’altra”. Marco Rizzo ha poi aggiunto: “Lui è di destra-destra. Apprezzo alcune cose che dice, ma sulla Palestina non ha preso una posizione netta. Ho fatto anche un video per dirlo, e Toscano dopo averlo visto mi ha accusato di volermi alleare con i vannacciani”.

Il leader, pur non escludendo che il quadro politico possa cambiare in futuro, ha negato l’esistenza di trattative e ha attaccato duramente la validità e i metodi della convocazione assembleare avversaria, affermando: “Toscano, verso cui ho perso ogni fiducia, ritiene superfluo il rapporto democratico e di lealtà con gli organismi di partito, racconta falsi retroscena e considera cianfrusaglie le prerogative della nostra formazione politica. Ha addirittura convocato un Congresso fake in prima convocazione alle 6 del mattino, come se fosse una riunione di condominio. Noi siamo per una politica seria, altri preferiscono fare teatro con le idee della gente”.

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