Italia

Emergenza Covid, l’allarme di Anev per impianti Fer

anev

Secondo Anev il settore eolico penalizzato più di altri dall’emergenza sanitaria e dai bassi valori dell’energia in borsa è a rischio per il meccanismo di ricavi sfalsato che potrebbe far fallire le iniziative. L’articolo di Sebastiano Torrini per Energia Oltre

“Il mondo industriale si è venuto a trovare in una situazione estremamente complessa a causa della situazione connessa all’attuale emergenza sanitaria. I settori essenziali che sono stati costretti a rimanere aperti per fornire quei prodotti o quei servizi indispensabili alla sopravvivenza, come l’energia elettrica, hanno agito responsabilmente garantendo la produzione richiesta”. È quanto scrive Anev in una nota specificando che “in questi mesi il comparto eolico si è da subito organizzato nel riconvertire i processi di produzione, di gestione e di manutenzione al fine di garantire il servizio. L’eolico, a differenza degli impianti fossili, ha la peculiarità di essere distribuito sul territorio e quindi ha necessità di avere una rete di manutentori più ampia e ramificata. I tecnici sono stati quindi dotati di tutti gli strumenti volti al contrasto della diffusione del virus, evitando che più operatori si potessero trovare a stretto contatto (una navicella eolica è uno spazio confinato molto limitato), dotati di DPI difficilissimi da trovare e costosi, costretti a viaggiare in veicoli separati per quanto possibile ed evitando di entrare nei magazzini in numero elevato”.

COSTI PER SMART WORKING E DOTAZIONI AZIENDALI

“A tutte queste accortezze si sono aggiunti ovviamente i costi ulteriori relativi alle necessarie dotazioni aziendali per le attività di smart working (hardware e software anche per aumentare la sicurezza dei sistemi) che evidentemente incidono ulteriormente sui costi. Come non sfuggirà, tutti questi sforzi hanno dato ottimi risultati poiché il settore elettrico è stato sempre adeguato nel garantire le forniture elettriche necessarie, grazie alla coscienziosa azione dei produttori eolici (come anche di quelli tradizionali e rinnovabili tutti)”, ha proseguito Anev.

VALORI PUN RIDOTTI

“A ciò si aggiungano gli interventi che gli operatori eolici hanno apportato per garantire il servizio di produzione dell’energia, che hanno generato costi elevati e inefficienze significative, e nel contempo il mercato elettrico ha visto ridurre i valori del PUN (Prezzo medio dell’energia elettrica in borsa) fino ad essere più che dimezzato. Inoltre i produttori di energia elettrica da fonti rinnovabili, a differenza di chi usa combustibili fossili, non hanno potuto beneficiare della riduzione dei costi dovuti alla riduzione dei combustibili fossili – evidenzia la nota -. Infatti il sistema di remunerazione degli impianti FER vede un ricavo complessivo riconosciuto dal prezzo dell’energia elettrica espresso dal mercato e una quota incentivo calcolata con il prezzo medio dell’anno precedente. Pertanto in questa fase di depressione straordinaria e imprevedibile dei prezzi, la sofferenza delle aziende del settore rinnovabile è gravissima e si somma alla esponenziale crescita dei costi e rischia di far fallire alcune realtà”.

IL GOVERNO RAGIONI SU POSSIBILI AZIONI

“Il settore eolico è in difficoltà, come d’altra parte molti altri settori, a causa della attuale crisi sanitaria, ma nonostante questo sta con responsabilità garantendo con successo un servizio essenziale per il Paese, nonostante le significative penalizzazioni economiche cui è sottoposto. Gli imprenditori eolici stanno soffrendo le perdite economiche di una situazione straordinaria senza chiedere nulla, è tuttavia necessario che, se la situazione dei ricavi resta così depressa, il Governo ragioni su possibili azioni che consentano di mettere in sicurezza le attività di produzione indispensabili alla vita normale e alla ripartenza del sistema Paese”, ha concluso Anev.

 

Articolo pubblicato su energiaoltre.it

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