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Forza Draghi?

Draghi

Cresce la voglia di Mario Draghi dopo il discorso a Rimini in cui ha esortato tutti, a cominciare dal governo in carica, a non illudersi e illudere che basti la politica dei “sussidi” a fare uscire il Paese dalla crisi

Per esorcizzare la voglia di Mario Draghi, già forte da mesi ma cresciuta dopo il suo discorso al raduno annuale di Comunione e Liberazione a Rimini, dove l’ex presidente della Banca Centrale Europea ha esortato tutti, a cominciare dal governo in carica, a non illudersi e illudere che basti la politica dei “sussidi” a fare uscire il Paese dalla crisi aggravatasi con l’epidemia virale, Il Fatto Quotidiano ha difeso il presidente del Consiglio Giuseppe Conte come peggio non poteva. Marco Travaglio è stato l’unico dei direttori di giornale a titolare sul “vago” cui si sarebbe tenuto Draghi e sulla delusione ch’egli avrebbe procurato perciò ai “tifosi” che smaniano di vederlo a Palazzo Chigi o al Quirinale, o prima in un posto e poi nell’altro entro pochissimi anni.

Spintosi un po’ sino alla blasfemia, titolando il suo editoriale “Draghi da Nazareth”, come Gesù, Travaglio ha letteralmente scritto che “Supermario ha parlato e non ha detto assolutamente nulla, anche se l’ha detto benissimo”. Direi  certamente meglio di Conte, che quelli di Libero hanno persino sorpreso, non ricordo in quale località o circostanza, a parlare sbagliando i congiuntivi come un Di Maio qualsiasi.

Immagino le cialtronate che saranno rovesciate dal giornale di Travaglio su tutti, ma proprio tutti gli altri quotidiani che hanno invece riferito del discorso di Draghi sottolineandone l’importanza, e anche le implicazioni per il governo ancora in carica fra una lite interna e l’altra: ora anche alle prese con un referendum sulla riduzione dei seggi parlamentari che sembrava dall’esito confermativo scontato ma che Zingaretti e Di Maio hanno caricato di significati impropri, correndo rischi analoghi a quelli di Renzi nel 2016 con la sua riforma costituzionale. Che fu bocciata quasi in odio alla leadership dell’allora presidente del Consiglio e segretario del Pd.

Il Foglio di Giuliano Ferrara e Claudio Cerasa ha addirittura avvolto l’ex presidente della Banca Centrale Europea in questo titolo di un visibilissimo rosso: “Un gran manifesto per un paese di giovani Draghi”. Di “manifesto” ha scritto anche  la Stampa, di  “ricetta” e di “messaggio al governo” il Corriere della Sera, di “sorpresa” al governo e di “un’ombra che inquieta Conte” la Repubblica,  di “una lezione a Conte” Il Tempo, di una “scossa” Avvenire e via rosicando per chi ritiene invece che l’Italia sia oggi governata come meglio non si potrebbe. E guidata a Palazzo Chigi da una reincarnazione di Moro, De Gasperi e, andando sempre più indietro nella storia unitaria, persino di Camillo Benso di Cavour. Che peraltro era un conte pure lui, ma con la minuscola.

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