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Forza Italia si spacca: ecco i fuoriusciti finora. Chi sono e dove andranno

Forza Italia Fuoriusciti

Da Gelmini a Brunetta passando per Cangini e Carfagna: col passare delle ore si allunga la lista dei fuoriusciti da Forza Italia

I più duri, sbattendo la porta, sono stati i ministri del governo uscente Renato Brunetta e Mariastella Gelmini, rivelando non solo che non erano stati informati della decisione di Silvio Berlusconi di non concedere la fiducia a Mario Draghi, ma anche che il Cavaliere si è negato al telefono non appena la voce ha iniziato a diffondersi tra gli scranni e i corridoi di Palazzo Madama. E intanto a Repubblica il coordinatore forzista Antonio Tajani tuona: “I fuoriusciti Gelmini e Brunetta rinuncino alle cariche guadagnate grazie a Forza Italia”

“Questa Forza Italia non è il movimento politico in cui ho militato per quasi venticinque anni: non posso restare un minuto di più in questo partito”, aveva immediatamente affermato dopo la caduta dell’esecutivo Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, aggiungendo che “Forza Italia ha definitivamente voltato le spalle agli italiani, alle famiglie, alle imprese, ai ceti produttivi e alla sua storia, e ha ceduto lo scettro a Matteo Salvini”. Nel futuro di Gelmini potrebbe esserci una militanza comune con Carlo Calenda.

 

“Io non cambio, è Forza Italia che è cambiata”, aveva invece dichiarato, la mattina successiva, Renato Brunetta, al vertice del dicastero per la PA. Ma il suo futuro resta in politica: “Mi batterò ora perché la sua cultura, i suoi valori e le sue migliori energie liberali e moderate non vadano perduti e confluiscano in un’unione repubblicana, saldamente ancorata all’euroatlantismo. Perché dobbiamo contrastare la deriva di un sistema politico privo degli anticorpi per emanciparsi dal populismo e dall’estremismo, piegato a chi lavora per modificare gli equilibri geopolitici, anche indebolendo l’alleanza occidentale a sostegno dell’Ucraina”.

Ma Forza Italia ha perso anche un altro volto storico, nonché l’ultimo ministro che aveva in propria rappresentanza: Mara Carfagna, al dicastero per il Sud. A Repubblica ha definito “una scelta di irresponsabilità” quella fatta da Berlusconi nel sottrarre l’appoggio a Draghi, aggiungendo di essersi battuta per 4 anni nel “partito per difendere la sua collocazione europeista, occidentale e liberale dall’abbraccio del sovranismo” e che “una parte considerevole di Fi la pensava allo stesso modo”, ma “siamo stati sconfitti, più volte, l’ultima in modo bruciante. Di fronte al bivio tra sottomettermi a una visione che non è la mia e rispettare quella in cui ho sempre creduto, non ho avuto dubbi”.

 

Ha aderito al Misto la deputata Annalisa Baroni, sostenendo che ormai in Forza Italia non c’è “più spazio per i moderati” e dopo avere accusato il partito di Berlusconi di inseguire “da tempo” il leader della Lega Matteo Salvini “e il suo populismo”.

Ha già aderito al partito Azione il senatore e giornalista Andrea Cangini. “All’Italia serve una politica realista, competente, coraggiosa: per questo, preso atto della demagogia dilagante, ho deciso di aderire ad Azione e aiutare Carlo Calenda a costruire un polo liberale che non si limiti a denunciare i problemi, ma sia anche capace di indicare soluzioni ragionevoli”. Poi su La7 ha rincarato la dose circa i fatti che lo hanno portato fuori da Forza Italia: “Salvini ha convinto Berlusconi a fare la crisi di governo. Quindi per un calcolo di interesse di partito si è messo in crisi il governo più autorevole e solido della storia repubblicana, nel suo momento più difficile. Una tragedia nazionale dovuta a un leader politicamente morente, come Salvini, e all’abdicazione di Forza Italia”.

Se ne è poi andata via pure Giusy Versace, deputata ed ex atleta paralimpica. “Mai avrei immaginato di terminare questa legislatura con tale amarezza e delusione, sentimenti che oggi mi portano a lasciare il gruppo e a dimettermi dagli incarichi che mi sono stati affidati ringraziando per la fiducia che mi è stata riposta”, ha scritto in una nota la sportiva.

 

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