Italia

Francia, Africa e Franco Cfa, se il nemico è il nostro vicino di casa

Pubblichiamo due commenti tratti liberamente da Facebook a firma di Luigi Massi ed Emilio Mola e relativi al tema dei nostri rapporti con la Francia, sulla base delle affermazioni di esponenti della maggioranza di governo (e non solo) secondo la quale i francesi sfruttano l’Africa sulla base dell’uso Franco Cfa in alcuni paesi del Continente nero.

Di seguito i due commenti:

Luigi Massi su Facebook (tratto liberamente)

Il livore verso Emmanuel Macron, improvvisamente eretto a nemico pubblico numero uno, a simbolo di ogni male, nel tentativo intellettualmente disonesto di polarizzare la campagna elettorale per le europee nella dicotomia dei semplici – popolo contro élites – ha qualcosa di psichiatrico, di freudiano, che sconfina nel pre-politico ed extra-politico: a mio avviso sa perfino – vagamente – di omofobia. Dottrina laico-liberale: l’orientamento sessuale delle persone non ha valore politico. È dunque una destra-sinistra, o una sinistra-destra, caricaturale, basica, incommentabile, del genere via i negri, abbasso i froci, morte ai ricchi, decide er popolo, datece li sòrdi, l’Itaglia aaa itagliani. Ma per quanto possa essere ripugnante e aggressiva, questa posizione appartiene ancora – di poco – alle visioni politiche, in teoria, solo in teoria, tutte legittime. Quello che è inaccettabile è che si arrivi a mettere in discussione i rapporti diplomatici con la Francia – una relazione storicamente aperta e fruttuosa per entrambi gli Stati, voluta da decine di governi di ogni colore e mille persone valide da ambo i lati – e la relazione di amicizia con i francesi, popolo amico e fratello nonostante le minchiate che vengono instillate ogni giorno nelle menti di chi non sa, non studia, non s’informa: come la fake news diffusa ad arte sul franco coloniale. Emmanuel Macron – che come tutti i presidenti può anche incappare in errori di valutazione e azione politica – lo giudicheranno les citoyens, et l’histoire – in realtà paga più di altri un fenomeno comune a tutte le democrazie liberali d’Occidente: l’impoverimento del ceto medio piccolo-borghese, in grande difficoltà nella coda velenosa di una crisi economica senza precedenti. I francesi sono un popolo tosto che io ammiro immensamente: del resto la storia insegna che se scendono in piazza non fanno prigionieri, e questo spiega anche perché loro hanno i gilet gialli, noi quattro contadini coi forconi durati lo spazio di una settimana e poi corsi a votare in massa per i cinque stelle. Questo è. Dinamiche complesse, epocali, di soluzione non immediata. Ma approfittare di tutto ciò per mettere in discussione a fini elettorali anche il modello di sviluppo europeista, liberale, atlantico, e magari strizzare l’occhietto agli esperimenti populisti e neo-autoritari che si pongono al di fuori di quella democrazia faticosamente condivisa dopo la fine del discrimine fascismo / antifascismo, è inaccettabile, autolesionista e folle. E tutto sommato ci dice anche perché la Francia può dirsi vera nazione, l’Italia un po’ meno: perché crede – tende a credere al di là dei malumori contingenti – nelle leadership, nella politica, nei suoi valori, in sé stessa. È per questo che mentre s’innalzano le nuove forche – metà giacobine, metà sanfediste – noi al contrario dovremmo proprio osteggiare la marea della vulgata propagandistica dominante – propalata via social network – e stringerci intorno alla Francia e al suo attuale governo, come simbolo di resistenza in vita di tutto ciò che l’Europa ha costruito prima e dopo le tragedie del novecento – benessere, cultura, possibilità, felicità – et ne nous faites pas girer les cojons, s’il vous plaît, au revoir]

Emilio Mola (tratto liberamente da Facebook)

Breve storia triste.

Di Battista, Meloni e Di Maio ci spiegano che il franco CFA – la moneta garantita dal Tesoro francese, usata in 14 stati africani – è la causa dell’emigrazione in Italia.
Nell’elenco delle prime 7 nazioni da cui arrivano più immigrati in Italia (Tunisia, Eritrea, Iraq, Sudan, Pakistan, Algeria, Nigeria) non compare nemmeno una che usi quella moneta.

FINE.

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