Italia

Fusione Agsm-Aim, ecco la tabella di marcia

Agsm

Sono previste approvazione e firma del progetto di fusione entro il 31 maggio e quindi la chiusura dell’iter entro il 30 giugno 2020 con efficacia dal 1 luglio per Agsm-Aim

Il cronoprogramma è tracciato: tre mesi per conoscere il piano industriale, quattro mesi per ottenere il via libera al progetto di fusione e sei per vedere nascere la nuova società a tre, tra Agsm, Aim e un partner industriale, con A2A in pole position. “A dettare l’agenda è il ‘ Term-sheet’ che sta per essere firmato dai rappresentanti di Aim, della veronese Agsm e del colosso lombardo A2A”, ha scritto il Corriere del Veneto.

LA SCORSA SETTIMANA IL VIA LIBERA DEI CDA ALLA PARTNERSHIP

“Giovedì scorso era stata Vicenza a dare l’ok definitivo all’accordo di partnership strategica, dopo qualche titubanza. Venerdì il via libera alle trattative è arrivato invece dal cda di Agsm (senza voti contrari). Sarà ora un comitato formato da nove persone, tre per ciascuna multiutility, a preparare il ‘matrimonio a tre’ entro febbraio. Ovvero stabilire le linee del piano industriale, che dovranno essere votate entro marzo dai rispettivi cda”, ha scritto Il Mattino di Padova.

IL TIMING DELLA FUSIONE

“La strada però è appena tracciata. Dopo l’ok alla sottoscrizione del ‘Term sheet’ da parte di Aim e Agsm (e dei rispettivi comuni, soci pubblici di riferimento) si inizierà a discutere con un cronoprogramma però ben fissato e che se non rispettato svincolerà le aziende dal patto. Entro il 31 marzo è attesa la definizione del piano industriale da parte delle tre realtà, con tanto di valutazioni relative al concambio e avvio della fase di negoziazione del ‘protocollo di fusione’. Questo documento dovrà approdare come bozza, nei comuni sempre entro fine marzo, mentre entro il 30 aprile le aziende dovranno sottoscriverlo. Dopo quella firma A2A dovrà costituire la nuova società e trasferire gli asset definiti nello stesso documento: nel frattempo sono previste approvazione e firma del progetto di fusione (entro il 31 maggio) e quindi la chiusura dell’iter entro il 30 giugno 2020 con efficacia dal 1 luglio”, si legge ancora sul Corriere del Veneto.

SBOARINA RASSICURA SULL’OPERAZIONE

Naturalmente durante tutto questo periodo di tempo, dovranno essere definiti aspetti quali le quote societarie e la governance, su cui si preannuncia battaglia. “’L’Agsm dovrà solo diventare più forte, più grande e più solida. In pratica, quello che le amministrazioni precedenti hanno cercato di fare senza riuscirci e quello che il mercato oggi richiede per non trovarci fra poco a doverla svendere sul serio perché non più competitiva’. Così il sindaco Federico Sboarina, replicando a critiche sull’operazione di aggregazione delle aziende multiservizi avanzate dall’opposizione in Comune – si legge su L’Arena -. (…) Il sindaco, secondo cui il 2020 dovrà essere appunto l’anno del salto di qualità delle aziende di servizi, precisa che ‘i requisiti dell’operazione sono che rimanga saldamente in mano pubblica, e con il partner industriale vincolato a non fare concorrenza nei nostri territori. È un`architettura molto più articolata nelle mani di un manager del calibro del presidente di Agsm Finocchiaro e con il Comune, socio unico, che chiuderà l`accordo solo se ci saranno tutti questi parametri. Non uno di meno’. Per quanto riguarda la trasparenza, ‘ci sono valanghe di carte e di pareri di studi legali che hanno guidato e certificato il percorso attraverso il quale individuare sul mercato il miglior partner industriale. Tutti i cittadini se ne accorgeranno in termini di maggiori servizi e infrastrutture’”.

VIVIAN: GLI ASSET PRIORITARI? PRODUZIONE DA RINNOVABILI, CHIUSURA DEL CICLO DEI RIFIUTI E IL POTENZIAMENTO DEGLI IMPIANTI

Intanto, dalle pagine del Giornale di Vicenza, ha parlato Gianfranco Vivian, amministratore unico di Aim secondo cui la fusione tra le due multiutility non si risolverà con l’attribuzione ad Aim della qualità di socio minore: “Dopo i via libera dell’amministratore unico di Aim Gianfranco Vivian (‘Sentito il sindaco’) e del Cda di Agsm, le tre società ora si confronteranno su un accordo di fusione, operazione che, se conclusa, potrebbe generare investimenti fino a 2 miliardi e dividendi pari a 210 milioni al 2024. L’accelerata è arrivata con la dichiarazione di ‘infungibilità’, ossia la presenza di un unico soggetto con le caratteristiche ricercate. Soddisfatto Gianfranco Vivian, pronto a ‘una tabella di marcia serrata’, che analizza l’operazione e i riflessi in casa vicentina”. Quali sono gli asset prioritari? “Ci sono quelli che riguardano la produzione di energia da fonti rinnovabili, dove sia Aim che Agsm sono deficitarie; la chiusura del ciclo dei rifiuti e il potenziamento degli impianti; per gas ed energia vogliamo maggiori reti da gestire, anche in funzione delle prossime gare, e un rafforzamento nella vendita”, si legge su Il Giornale di Vicenza.

“Dov`è il vantaggio per l`azienda lombarda? ‘Ricordo che parliamo di un modello particolare, quello della multiutilty del territorio, che vede il mantenimento dell`identità delle aziende sul territorio e un partner grosso che aiuta a sviluppare gli asset. Il 30 per cento permette comunque ad A2A di consolidare, oltre di riaprire la partita del Veneto. Ad Aim e Agsm resta il 70%’. Si può puntare a un 35-35? ‘Va fatta chiarezza. Ci sono advisor finanziari che lavoreranno subito per individuare i singoli valori di Aim e Agmi e questi rappresenteranno la parte di quote di ogni azienda nella nuova società. Diverso invece è il peso agli effetti delle decisioni su governance, piani industriali e investimenti’. Diverso in che senso? ‘Questo peso dovrà essere paritetico tra le tre le componenti della nuova società’”.

 

Articolo pubblicato su energiaoltre.it

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