Italia

Il paradosso di Genova: il progetto c’è ma non si può usare

Autostrade per l’Italia ha pronto il progetto esecutivo: fine lavori entro settembre 2019 e 20 milioni di penali per ogni mese di ritardo. Ma il Commissario Bucci per legge non può prenderlo in considerazione. Dovrà espletare una gara entro 10 giorni con il rischio di ricorsi

Da qualche giorno il Dl Genova è diventato legge. Malgrado alcune problematiche che il testo lascia sul campo come lo stanziamento delle risorse per l’area portuale o per gli operatori dell’autotrasporto, il punto cruciale resta l’esclusione di Autostrade dalle attività di ricostruzione. Una soluzione che, tuttavia, rischia di allungare sine die i tempi di realizzazione dell’opera. Aggiungendo un paradosso evidente: il Commissario Bucci ha sul tavolo il progetto esecutivo di demolizione e ricostruzione inviatogli da Autostrade venerdì scorso ma non può usarlo per legge.

DECRETO GENOVA RISCHIA DI ALLUNGARE I TEMPI DI RICOSTRUZIONE

“Da oggi sono il signore della clessidra, conto i granelli che scendono” aveva detto il governatore ligure Giovanni Toti accogliendo con scetticismo l’approvazione finale del provvedimento al Senato. Infatti, se da un lato il Governo ha raggiunto l’obiettivo di individuare nella concessionaria il capro espiatorio, dall’altro la soluzione identificata rischia di allungare i tempi di ricostruzione. Il Commissario Bucci si troverà costretto a espletare in pochissimi giorni una complessa indagine di mercato per scegliere il miglior progetto di demolizione e ricostruzione del Ponte. Consapevole delle difficoltà, il sindaco di Genova si è mosso in tempi record, avviando la procedura pochi istanti dopo l’approvazione della legge. Se il suo crono-programma sarà rispettato, entro fine novembre dovrebbe aver individuato l’impresa (o il pool di imprese) a cui affidare la demolizione dei monconi del vecchio viadotto e la ricostruzione del nuovo.

IL PARADOSSO? BUCCI HA SUL TAVOLO UN PROGETTO ESECUTIVO DI AUTOSTRADE

Ma è palese una difficoltà: Bucci in meno di dieci giorni dovrà valutare, solo sulla base di progetti preliminari o di fattibilità, la migliore proposta di ricostruzione in termini non solo ingegneristici, ma anche ambientali, oltre che di tempistica e di costi. Una sfida naturalmente difficile ed esposta a molteplici possibilità di errori e di ricorsi da parte dei partecipanti esclusi che vorranno far valere le proprie ragioni in tribunale. Il paradosso più evidente, però, è dato dal fatto che Autostrade venerdì scorso ha inviato a Bucci un progetto esecutivo di demolizione e ricostruzione con cui la Concessionaria si impegna formalmente a consegnare ai genovesi un ponte nuovo di zecca entro la metà di settembre 2019, pagando oltre 20 milioni di penali per ogni mese di ritardo nei lavori. La realizzazione dell’opera partirebbe a metà dicembre, come auspicato dalla struttura commissariale. In sostanza i lavori potrebbero iniziare nel giro di qualche giorno se Bucci potesse affidare i lavori alla concessionaria. La legge però gli impedisce di effettuare questa operazione.

BUCCI: FACCIO COME GARIBALDI, OBBEDISCO

Da un lato, quindi, c’è un concessionario con un progetto pronto – che avrebbe dato nel giro di nove mesi un ponte ai genovesi -, che però non può ricostruire. Dall’altra, una procedura di gara da espletare nel giro di pochi giorni con una percentuale di errori e di ricorsi altissima. Bucci, intervistato ieri sera da Fazio, ha risposto in modo molto chiaro: “Faccio come Garibaldi, obbedisco al governo”.

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