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I possibili nomi di Meloni per il MEF (dopo che Panetta si è sfilato)

Panetta

Fabio Panetta, se Giorgia Meloni dovesse vincere le elezioni, non sarà alla guida del Mef. Fatti, motivazione e nuove ipotesi allo studio di Giorgia Meloni

Se il 25 settembre i sondaggi saranno confermati, Giorgia Meloni potrebbe essere chiamata alla formazione del nuovo Governo di centrodestra. Concederà qualcosina a Matteo Salvini, in base alla percentuale raggiunta, e a Silvio Berlusconi, ma non il posto di Ministro del Tesoro. Su quello, infatti, Giorgia Meloni sa di giocarsi la credibilità anche dinanzi all’Europa.

L’incontro con Panetta

Ed è per questo che la leader di Fratelli d’Italia aveva provato a giocare d’anticipo. In piena estate,, Meloni aveva preso contatti con Fabio Panetta, che attualmente ricopre l’incarico di componente del comitato esecutivo della Banca centrale europea (Bce), tenendocon questi “un colloquio affabile e positivo, tra due persone che non si conoscevano”, scrive La Stampa.

L’incontro era occasione, per Giorgia Meloni, per “sondare il banchiere della Bce sulla disponibilità a fare il ministro dell’Economia in un eventuale esecutivo di centrodestra”.

Panetta rifiuta (e punta alla Banca d’Italia)

Ma Panetta si è sfilato, sembra avere alte ambizioni. E punta alla carriera nazionale, in ambito bancario. Panetta è “il naturale successore di Ignazio Visco come governatore della Banca d’Italia”, avrebbe detto una fonte a La Stampa. Le carte le avrebbe tutte: Panetta vanta una carriera in Bankitalia, di cui è stato anche direttore generale. Ha lavorato per l’Italia al G7 e al G20 ed è stato nel Consiglio direttivo dell’Einaudi Institute for economics and finance (Eief). Presidente dell’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. È anche membro del Consiglio di vigilanza del Meccanismo di vigilanza unico europeo divenuto pienamente operativo dal 4 novembre 2014 Attualmente è componente del comitato esecutivo della Banca centrale europea

Ora “diventare governatore della Banca d’Italia è la sua ambizione anche se un pressing del Quirinale o dello stesso Draghi potrebbero sortire effetti diversi sebbene avrebbero l’effetto di pregiudicare la sua ascesa a via Nazionale”, riferiscono le fonti.

Tremonti e Siniscalco: gli altri nomi in lizza

E così a Giorgia Meloni, insomma, non resta che un dubbio amletico sul prossimo ministro dell’Economia:questa casella dovrà essere occupata da una persona di fiducia e, insieme, che garantisca all’ Europa che non si faranno salti nel buio. Tra le opzioni possibili c’è sempre Giulio Tremonti, già ministro dell’Economia dei governi Berlusconi, riferisce Repubblica. In queste settimane, Giorgia Meloni sembra prendere in considerazione anche l’opzione di Domenico Siniscalco, anch’ egli già al vertice del Mef tra il 2004 e il 2005.

 

 

 

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