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I programmi sull’ambiente di Pd, Terzo Polo, e Centrodestra

Ambiente Ministero Della Transizione Ecologica

Ecco cosa promettono in tema di ambiente i vari partiti politici, da Pd a Terzo Polo, passando per il Centrodestra 

L’ambiente, forse per la prima volta, è uno dei temi clou di questa campagna elettorale. Vediamo come lo stanno affrontando i vari schieramenti che si sfideranno alle urne il prossimo 25 settembre.

Cosa vuole fare il Partito democratico

Il Pd ha in programma una riforma fiscale che incentivi famiglie e imprese a investire nella transizione ecologica ed energetica e prevede di emanare al più presto una “legge quadro sul clima e un piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico al 2050”. Vuole incentivare lo sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale favorendo gli investimenti sul trasporto pubblico per arrivare ad avere autobus a zero emissione e ibridi. Gli investimenti che i dem intendono portare avanti dovrebbero consentire di installare 100.000 colonnine elettriche e 30.000 punti di ricarica rapida entro il 2027. Intendono, infine, varare una legge sul consumo del suolo e un piano nazionale per contrastare la siccità e il dissesto idrogeologico. La lista Alleanza Verdi-Sinistra Italiana dedica, ovviamente, molto spazio all’ambiente nel suo programma. Tra le proposte più interessanti vi è quella di rendere Cassa Depositi e Prestiti, SACE e Invitalia delle banche per il clima. Puntano soprattutto a convincere l’Ue escludere dal computo del debito pregresso quello creato per finanziare le spese relative all’ambiente, in base al principio secondo cui il “debito buono è debito verde”. L’obiettivo è destinare 30-40 miliardi l’anno alla salvaguardia dell’ambiente. Soldi che potrebbero essere utili per arrivare, entro il 2027, allo 0,7% di Aiuti Pubblici allo Sviluppo sul reddito nazionale lordo e al raggiungimento degli obiettivi del pacchetto Fit for 55, ma anche per attuare un piano di investimenti contro la dispersione idrica e per abolire i sussidi fossili dal valore di oltre 20 miliardi l’anno, entro il 2025.

Il programma di Azione ed Italia Viva

Azione e Italia Viva, invece, vogliono promuovere l’economia circolare attraverso “un sistema di premialità per i Comuni che riducono la quota di rifiuti non inviati a riciclaggio”. Hanno in mente di affrontare il tema del dissesto idrogeologico e “realizzare un piano di investimenti per nuovi impianti di trattamento dei rifiuti”. Il Movimento Cinque Stelle spinge perché anche in Italia si affermi l’economia circolare, l’abolizione della caccia, ma intende introdurre anche il cashback per gli amanti degli animali che potranno detrarre le spese veterinarie e gli eventuali farmaci.

Le intenzioni del centrodestra

Il cetrodestra, invece, ha un altro tipo di impostazione. Anche Fratelli d’Italia vuole raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr, ma intende rinegoziare con l’Europa il “pacchetto Fit for 55” così da difendere gli interessi nazionali. È favorevole ad attuare una politica di “dazi di civiltà” sui prodotti extra Ue “che non rispettano i nostri standard di tutela dell’ambiente”. I meloniani, poi, intendono chiudere il ciclo dei rifiuti e introdurre il principio “più differenzi, meno paghi”. La Lega si oppone all’“ambientalismo ideologico” ed è favorevole ai termovalorizzatori e al nucleare di ultima generazione. Vuole costruire il ponte sullo stretto di Messina e tutte le altre grandi infrastrutture che servono al Sud, sfruttando il “modello Genova”. Forza Italia, infine, promette di piantare 1 milione di nuovi alberi e di diffondere la racolta differenziata in tutta Italia grazie a una “premialità tariffaria” . Gli azzurri desiderano promuovere un’economia circolare dei rifiuti e sostenere “l’innovazione digitale per la tracciabilità dei rifiuti attraverso l’utilizzo dei nuovi sistemi di Blockchain”. Il partito di Berlusconi, infine, si prefigge di realizzare un piano contro il dissesto idrogeologico e un piano per arrestare il fenomeno della siccità.

 

 

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