Italia

Il Codacons promette di appoggiare Calenda (in cambio di un assessorato)

Calenda Codacons

Ultimo atto dell’ormai eterna lite via etere tra Calenda e il Codacons? Solo fino al prossimo tweet di replica dell’Associazione…

Con ogni probabilità il Codacons non si aspettava di finire (per l’ennesima volta) sui social di Carlo Calenda, ma sperava anzi di siglare una tregua col candidato sindaco di Roma, chiedendo, forse un po’ sguaiatamente, “Se mi dai un assessore ti appoggio”, come riassume con fare irridente lo stesso ex ministro del MISE.

Del resto che Calenda e l’Associazione guidata da Carlo Rienzi fossero ai ferri corti (anzi, alle cozze, capirete leggendo), è noto da almeno 12 mesi. Anzi, da più tempo, dato che erano riusciti a litigare pure su Sanremo, nel 2019.

 

Al cinguettio di Calenda era seguito nientemeno che un esposto (o almeno l’annuncio di un esposto) attraverso cui il Codacons aveva chiesto alla Procura di Roma di accertare se “l’operato dell’ex ministro possa realizzare la fattispecie di abuso di atti d’ufficio, avendo egli deliberatamente operato per danneggiare le associazioni che difendono i cittadini, in violazione delle leggi vigenti e strumentalizzando la propria carica di Ministro. In particolare Calenda avrebbe violato la legge n. 388/2000 (che regolava la ripartizione dei proventi derivanti dalle multe Antitrust) distraendo per altri fini fondi destinati per legge alle associazioni rappresentative dei cittadini e degli utenti”. Con una istanza urgente ai vertici del Pd il Codacons aveva poi invocato “l’estromissione immediata di Calenda dal partito, perche’ appare indegno che un esponente di una importante realta’ politica rilasci dichiarazioni cosi’ gravi in favore di eventuali truffe e contro gli utenti”.

Le due parti si fronteggiano da tempo sui social con Tweet al vetriolo. Una battaglia che aveva raggiunto l’apice lo scorso autunno: “Amici del Codacons come si dice a Roma ‘siete alle cozze’. I finanziatori di Azione sono tutti noti e regolarmente notificati. Se pensate di intimidirci avete sbagliato indirizzo. Cacciate fuori le parcelle pagate al vs Presidente, contributi presi etc”. È solo uno dei tanti tweet che Carlo Calenda ha indirizzato al Codacons a seguito della segnalazione inviata dall’associazione dei consumatori “in merito ai finanziatori del partito” e indirizzata ai presidenti di Senato e Camera e al ministro Patuanelli.

 

Anche in quell’occasione il Codacons aveva risposto a Calenda per le rime: “Posto che a Roma ‘siete alle cozze’ non lo dice proprio nessuno, @CarloCalenda, per quale ragione dovremmo intimidire con una semplice segnalazione? E sul resto, ancora, di nuovo: da Ministro avevi tutto nel tuo ufficio, non ti sei accorto del lavoro che facevi?”.

E subito la controreplica del leader di Azione che, com’è noto, è molto attivo su Twitter: “Facciamo una roba semplice. Ci dite quando fattura Rienzi su: 1) parcelle Codacons; 2) società con cui il Codacons ha avuto contenziosi. Ci spiegate altresì perché Rienzi ha ricevuto 291.000 euro da MPS nel contesto dell’accordo ‘conciliativo’? Segue testo accordo”, e ancora: “Questi sono quelli che difendono i consumatori. Meccanismo? Faccio causa o mi costituisco parte civile, mi becco un sacco di soldi e mi ritiro. Degli idealisti”.

Pronta la risposta dell’Associazione: “Ci mancavi, Carlo Calenda! Peccato siano cose già pubbliche sulle quali hai avuto risposte e querele. Ora ne arriva un’altra, ma intanto: ti va bene avere tra i finanziatori gente coinvolta in indagini per reati contro la P.A.?”, domanda quindi il Codacons allegando i link di relativi, cui seguiva un altro sfottò di Calenda: “Vi spiego una cosa bimbi belli, potete querelarmi 700 volte e continuare a non rispondere su quanti soldi date a Rienzi e come gestite l’associazione, ma non ci sarà alcuna conciliazione, vado fino in fondo. Intanto stiamo preparando altra interrogazione a @SPatuanelli”. Tutto poi sembrava essersi calmato. Almeno fino a oggi.

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