La nuova direzione di Tommaso Cerno avvia una spending review che colpisce alcune grandi firme. Ecco chi non scriverà più su Il Giornale
Il quotidiano fondato da Indro Montanelli affronta i primi cambiamenti sostanziali dal subentro del nuovo volto direttore Tommaso Cerno.
Secondo quanto riportato da il Domani, la testata di proprietà di Antonio Angelucci starebbe tagliando alcune firme storiche e commentatori di alto profilo, in linea con l’obiettivo di favorire un ritorno alle notizie e un alleggerimento dei costi gestionali.
VIA ORSINA, POMPEO E LUTTWAK
L’uscita di scena più significativa riguarda il politologo Giovanni Orsina, che lascia la testata per tornare a collaborare con il quotidiano La Stampa. La riorganizzazione colpisce però in modo netto anche il fronte internazionale, con l’interruzione della collaborazione con l’ex segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo e con lo stratega militare Edward Luttwak, saggista e volto noto dei talk show italiani.
Secondo il quotidiano diretto da Emiliano Fittipaldi, si tratta di una scelta volta a ridurre il monte stipendi, poiché i compensi dei due esperti americani erano considerati fuori budget, con cifre che sfioravano i mille euro per ogni singolo intervento pubblicato in pagina.
IL PIANO DI CERNO PER IL GIORNALE
Il piano di Tommaso Cerno punta a trasformare l’identità del giornale riducendo lo spazio dedicato alle opinioni a favore di una maggiore copertura delle news, dando contestualmente spazio a firme giovani.
Questo nuovo corso prevede il superamento del modello basato sui grandi commentatori dell’era dell’ex direttore Alessandro Sallusti. All’interno di questo riassetto sarebbero però confermate le posizioni del critico d’arte Vittorio Sgarbi e del giornalista Filippo Facci. Quest’ultimo viene tuttavia ricollocato nel ruolo di cronista, occupandosi di cronaca giudiziaria e inchieste sui centri sociali, segnando un passaggio operativo dal commento alla ricerca dei fatti sul campo.


