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Il Meeting di Rimini abbraccia (e applaude) Meloni: cos’ha detto la Premier

Da Gaza, all’Ucraina alla magistratura “politicizzata”: tutte le sferzate della Premier Meloni nel corso del suo intervento al Meeting dell’amicizia tra i popoli di Rimini 

Buona la prima per Giorgia Meloni al Meeting di Rimini. È stata la prima volta da Premier per Meloni alla kermesse di Comunione e Liberazione. Una prima volta benedetta da una doppia standing ovation dell’Auditorium Isybank D3, in entrata e in uscita. Esternazioni di affetto che fanno commuovere la Presidente del Consiglio ma che non la convincono a fermarsi per visitare gli stand: terminato il suo lungo discorso sale in auto per raggiungere la Comunità di San Patrignano.

SCHOLZ: “MELONI STA RAPPRESENTANDO IL GOVERNO CON GRANDE SENSO DI RESPONSABILITÀ”

Che il Meeting Rimini avesse intenzione di abbracciare la Premier si è capito subito dalle parole di Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS. “Sin dall’inizio del suo mandato, lei ha dovuto affrontare sfide e problemi che fino a pochi anni fa erano inimmaginabili e che sono stati discussi in questi giorni al Meeting – ha detto Bernhard Scholz -. Anche chi non condivide, caro presidente, il suo orientamento politico deve riconoscere che lei sta rappresentando il suo governo anche a livello europeo e internazionale con grande senso di responsabilità, coraggio, sincerità e affidabilità”.

LA STANDING OVATION DEL MEETING A MELONI

Parole seguite da un applauso prolungato e addirittura da una standing ovation che commuove la Premier. “Grazie per questa accoglienza, commovente per me – dice la Premier salendo sul palco -. Ringrazio il presidente della Fondazione Meeting Bernhard Scholz e alla grande famiglia del Meeting non soltanto per l’invito ma per un evento che da quasi mezzo secolo segna un evento fondamentale nel dibattito della nazione”. La promessa è quella di un discorso a tutto campo, e così è. Politica interna, economia, immigrazione, politica sociale, politica estera e fisco. Senza dimenticare, da donna di partito, il riconoscimento del grande lavoro dei volontari e della comunità del Meeting. “Senza volontari non esisterebbe il meeting. Voglio tributare loro il mio di applauso perché sono un vero spettacolo”, dice la Premier.

I TEMI DEL DISCORSO DI MELONI

Il lungo discorso (quasi un’ora) della Premier è caratterizzato dai suoi cavalli di battaglia: dall’impegno contro le illegalità (compresa l’immigrazione clandestina), al ripristino di luoghi “abbandonati” come Caivano, dal Piano Mattei e l’impegno per l’Algeria, a un fisco più amico delle imprese gravate dal “costo dell’energia” che “pesa come un macigno sulla competitività italiana”.

IL (RI)POSIZIONAMENTO INTERNAZIONALE DELL’ITALIA

Meloni usa il palco del Meeting, anche, per un riposizionamento tattico del nostro paese con gli alleati europei, e per allontanare da sé le accuse di essere eccessivamente schiacciata sulle posizioni trumpiane. “Dopo tre anni e mezzo in cui la Russia non aveva dato nessun segnale di dialogo si sono aperti spiragli per un percorso negoziale in Ucraina – dice la Premier -. Grazie, sì, all’iniziativa di Trump ma soprattutto grazie all’eroica resistenza del popolo ucraino e al compatto sostegno garantito dall’Occidente, dall’Europa e dall’Italia, nonostante un’opinione pubblica non sempre convinta. In questa opportunità dobbiamo credere fortemente portando contributo idee e proposte”. Ha detto la presidente del Consiglio”. Servono “robuste garanzie di sicurezza per l’Ucraina, è il punto di partenza, il presupposto non scontato stabilito a Washington. La proposta italiana su un meccanismo basato sull’articolo 5 è attualmente la principale sul tavolo, un possibile contributo che la nostra nazione ha dato di cui dobbiamo essere fieri”.

MELONI: “INTERVENTO DI ISRAELE OLTRE IL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITÀ”

Sulla tragedia di Gaza il giudizio è netto. “Pace con giustizia e sicurezza è quello che stiamo perseguendo con i partner europei e occidentali a Gaza. Noi non abbiamo esitato un solo minuto nel sostenere il diritto alla sicurezza e all’autodifesa di Israele dopo il massacro del 7 ottobre, ma allo stesso tempo non possiamo tacere ora di fronte a una reazione che è andata oltre il principio di proporzionalità, mietendo troppe vittime innocenti, arrivando a coinvolgere anche le comunità cristiane, che sono da sempre un fattore di equilibrio nella regione, e che ora sta mettendo a repentaglio in modo definitivo la prospettiva storica della soluzione dei due popoli in due Stati”. E ancora. “Da Nazione amica di Israele e del popolo ebraico chiediamo a tutte le forze politiche di fare ogni pressione possibile su Hamas affinché rilasci gli ostaggi ancora trattenuti e chiediamo a Israele di cessare gli attacchi, di fermare l’occupazione militare a Gaza, di porre fine all’espansione degli insediamenti dei coloni in Cisgiordania, di consentire il pieno accesso degli aiuti umanitari nella Striscia, di partire dalle proposte dei Paesi arabi per garantire un quadro di stabilità e sicurezza”. La sferzata contro Israele continua con la condanna nei confronti “del’ingiusta uccisione di giornalisti a Gaza, un’inaccettabile attacco alla libertà di stampa e a tutti che con coraggio rischiano la vita per raccontare il dramma della guerra”. E, infine, rivendica il contributo del nostro paese. “Voglio ringraziare il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Siamo il primo paese non musulmano per evacuazioni sanitarie da Gaza. C’è chi scrive le mozioni e chi salva bambini, io sono fiera di fare parte dei secondi”.

PIANO CASA E SCUOLE PARITARIE: LE STRIZZATE D’OCCHIO DI MELONI AL POPOLO DEL MEETING

L’intervento, come da tradizione, ha previsto anche qualche “strizzatina d’occhio” ai temi cari al popolo del Meeting.  Primo su tutti la famiglia. “Insieme al ministro Salvini stiamo realizzato un grande piano casa a prezzi calmierati per le giovani coppie, perché senza una casa è molto più difficile costruire una famiglia – dice la Premier -. Vogliamo ricostruire una società amica della famiglia, della natalità, nella quale la genitorialità sia un valore riconosciuto, protetto e sostenuto, nella quale la famiglia torni ad essere valorizzata per il ruolo insostituibile che svolge”. Un passaggio anche sulle scuole paritarie. “Sull’educazione non dobbiamo avere timore a trovare gli strumenti che assicurino alle famiglie di esercitare pienamente la libertà educativa: l’Italia è rimasta l’ultima nazione in Ue senza una effettiva parità scolastica, credo sia giusto ragionare, sgombrando il campo da pregiudizi ideologici”, aggiunge la Premier.

LIBERARE LA MAGISTRATURA DALLA POLITICA

Non sono mancati nemmeno gli affondi nei confronti della magistratura, che rievocando un lessico berlusconiano, definisce “politicizzata”. “Andremo avanti con la riforma della giustizia nonostante le invasioni di campo di una minoranza di giudici politicizzati che provano a sostituirsi al Parlamento e alla volontà popolare – ha detto tra gli applausi -. Andremo avanti non per sottomettere il potere giudiziario a quello politico, come dice qualcuno in malafede, ma per rendere la giustizia più efficiente per i cittadini e meno condizionata dalla malapianta delle correnti: andremo avanti per liberarla dalla politica”.

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