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Il programma di Carlo Calenda per le comunali a Roma

Programma Calenda

Il leader di Azione Carlo Calenda ha un “piano per Roma” (così si chiama il documento) che definisce “in continua evoluzione”. Ecco cosa farebbe l’ex ministro dei governi Renzi e Gentiloni se diventasse sindaco della capitale

Il programma di Carlo Calenda si intitola “Il Piano per Roma” e sul suo sito si legge che è “in continua evoluzione”. Per il leader di Azione “Non esistono città ingovernabili, ma sappiamo che questa è l’idea diffusa tra molti romani che, delusi, credono che ormai ci si debba arrendere. Non è così: Roma si può governare, ecco come intendiamo farlo”.

Sul sito ufficiale il candidato ha spiegato di aver diviso il programma in due dimensioni: “le soluzioni ai problemi che riguardano tutta la città e le risposte alle criticità di ogni quartiere”.

Tra le soluzioni ai problemi della città, ogni punto “è frutto di un’analisi approfondita e contiene soluzioni concrete, con costi e tempi di realizzazione indicati con precisione”, spiega Calenda. “È arrivato il momento di prendersi cura di Roma, sul serio.”

RIFIUTI E PULIZIA URBANA

In questa sezione Calenda spiega come rendere Roma pulita “subito” e risolvere il problema dei rifiuti in maniera autonoma, sostenibile ed efficiente.

“A Roma la situazione rifiuti è semplicemente disastrosa. Non a caso, la pulizia della città è la prima preoccupazione dei romani. Per questo motivo, abbiamo pensato un programma in 4 punti, articolati su due dimensioni: gli interventi da attuare immediatamente per uscire dall’emergenza e gli investimenti per risolvere definitivamente il problema della pulizia di Roma dotandola di impianti propri e di un sistema rifiuti autonomo, sostenibile ed efficiente”.

MOBILITÀ, TRASPORTI E COMMERCIO

Altri due punti importanti del programma di Calenda sono “Mobilità e Trasporti” e “Commercio”. Il primo riguarda le modalità con cui garantire spostamenti “veloci e organizzati”, grazie a trasporti pubblici “capillari e affidabili”. Il secondo invece come favorire il rilancio delle attività commerciali di Roma: “migliori servizi pubblici e interventi mirati per ogni settore”.

CULTURA

La cultura è uno dei grandi temi su cui si sta giocando la campagna elettorale romana. In questa sezione, Calenda espone la sua idea di come rendere la cultura un elemento strategico per lo sviluppo e la valorizzazione di Roma.

“Con le sue 121 strutture tra musei, siti archeologici, biblioteche, Roma è la città con il maggior numero di testimonianze della ricchezza storico-culturale di tutta Italia. La cultura può e deve essere valutata come un elemento strategico per lo sviluppo della città. Basti pensare che a Roma il 9,9% della ricchezza e dell’occupazione è prodotta dalla cultura, e ogni euro investito in cultura genera in media 1,77 euro”.

Tuttavia, Calenda fa notare che la nostra spesa in cultura è “insufficiente a valorizzarla”. “Nel 2019 la spesa culturale di Roma ammonta a 53 euro pro-capite, contro i 63 euro di Venezia, gli 83 euro di Milano, e addirittura i 147 euro di Firenze. Non a caso infatti la valutazione dei cittadini sui principali servizi culturali di Roma è drasticamente calata a partire dal 2015, per toccare il minimo storico a maggio 2020”.

Oltre alla scarsa spesa, Calenda spiega “il Comune lo scorso anno ha violato il limite di spesa per la partecipata Zètema, che ha ricevuto e speso male 37 milioni. Anche la Corte dei Conti ha giudicato insufficiente la gestione dell’attuale Amministrazione in merito”.

LAVORI E SERVIZI PUBBLICI

Segue successivamente un’altra sezione, quella dedicata ai lavori e ai servizi pubblici. In questa parte Calenda descrive come dare ai romani infrastrutture pubbliche di qualità: scuole, strade, marciapiedi, illuminazione, acqua.

MUSEO

Si è molto discusso sul tema del Museo di Roma. L’idea di Calenda è infatti quella di dare a Roma un unico grande Museo sulla storia antica della città.

“A differenza di tutte le altre capitali europee, Roma non ha un grande museo pubblico rappresentativo della Città. Parigi, Londra, Stoccolma, Amsterdam hanno saputo creare grandi strutture dedicate alla loro storia, mettendo a sistema le opere più rilevanti e garantendo continuità e solennità alla narrazione”.

Secondo il candidato di Azione, “nella Capitale, invece, il patrimonio museale sulla storia della città è frammentato tra più musei, gestiti da pubblico e privato. E questo lo rende poco attrattivo per i turisti”.

POLITICHE SOCIALI ED EDUCATIVE

Un altro punto del programma di Calenda riguarda le politiche sociali ed educative, ovvero su come rendere Roma una città più equa, che si prende cura dei cittadini e non li lascia soli nel momento del bisogno.

POLITECNICO, SICUREZZA E SPORT

Altri tre punti del programma spiegano come rendere Roma competitiva in tema di ricerca e innovazione a livello nazionale e internazionale, proponendo l’idea di un Politecnico.

Sulla sicurezza, Calenda ha provato a convincere gli elettori spiegando come vorrebbe rendere Roma più sicura: “videosorveglianza, illuminazione, contrasto alla malamovida e riforma della Polizia Locale”.

Sul tema dello sport, il candidato di Azione ha scritto la sua proposta per migliorare l’offerta sportiva di Roma, con più impianti ed eventi locali e internazionali.

Inoltre, si è inserito nel dibattito sullo stadio della Roma, spiegando nel programma come assicurare a Roma “la rapida realizzazione di un nuovo stadio di calcio facilmente raggiungibile da tutti i punti della città”.

TURISMO, URBANISTICA E VERDE PUBBLICO

Il programma si conclude con gli ultimi tre punti. Sul turismo, Calenda vorrebbe aumentare i turisti a Roma e fare in modo che rimangano e spendano di più, investendo sul marketing e rivedendo la governance.

In merito all’urbanistica, Azione vorrebbe assicurare uno sviluppo urbanistico sostenibile e “garantire tempi certi per i nuovi interventi”.

Infine, sul verde pubblico, Calenda ha detto di voler “salvare le aree verdi dal degrado, valorizzare le ville storiche e attrezzare giardini e parchi con servizi e aree giochi”.

Qui il programma completo.

Leggi anche: Amministrative Roma, chi vince secondo i sondaggi?

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