Palazzo Santa Lucia e Palazzo San Giacomo, due destini intrecciati. Dopo la definizione della squadra di Roberto Fico in Regione, tocca a Gaetano Manfredi rimettere mano alla giunta comunale di Napoli.
A un anno dalla scadenza del suo mandato, il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, figura chiave dell’alleanza Pd-M5S che ha permesso la vittoria del campo largo alle regionali, deve riempire le caselle vuote nella Giunta comunale.
Certe sono sguarnite da tempo, come quella dell’ex assessore alla Nettezza Urbana Paolo Mancuso. Altre sono da colmare per effetto diretto del voto, con molti protagonisti della maggioranza napoletana in procinto di spostarsi a Palazzo Santa Lucia, tra cui tra l’uomo delle Politiche Sociali, Luca Trapanese.
L’AGENDA DI MANFREDI
Manfredi, che s’è guadagnato ormai ampi spazi di manovra, ha indicato due regole per la scelta: evitare nomi di consiglieri comunali in carica e, possibilmente, non procedere a “recuperi” di chi non ha ottenuto elezione recente.
Del resto, il sindaco partenopeo è atteso da un anno cruciale per la città e per le sue ambizioni alla politica nazionale. L’endorsement a Fico può tradursi ora in un’efficace alleanza con la Regione, che può mettere a disposizione del capoluogo ingenti finanziamenti.
In cima all’agenda ci sono la ristrutturazione del Maradona in vista degli Europei. il rilancio del Teatro San Carlo, i finanziamenti per i trasporti e la prosecuzione dei cantieri della Linea 1.
CHI SOSTITUSCE GLI ASSESSORI LUCA TRAPANESE E PAOLO MANCUSO
Per quanto riguarda la Giunta, due sono gli assessorati da riassegnare.
Innanzitutto, c’è il nodo mai sciolto della Nettezza Urbana: dall’uscita di Paolo Mancuso due anni fa, è stato l’assessore all’Ambiente Vincenzo Santagada a raccoglierne le deleghe. La casella spetta però al Pd (che ora aspira anche alla poltrona di vicesindaco), mentre Santagada è del gruppo riformista, che ha perso nel frattempo peso dopo la mancata elezione alle regionali di Armando Cesaro.
Il nome dei dem potrebbe essere allora quello di Gennaro Acampora, capogruppo in Consiglio e impegnato sui temi della riqualificazione territoriale.
Quanto al sostituto di Trapanese, autosospeso a inizio dicembre, per il momento le sue deleghe sono in mano all’assessora Assessora per il lavoro e i giovani Chiara Marciani. La sensazione è che la casella del Welfare possa comunque rimanere in mano al M5S, che ha dimostrato di saper tenersi la fiducia degli elettori campani sui temi sociali.
QUALI SONO LE CASELLE DA RIEMPIRE IN CONSIGLIO
Fra gli eletti che traslocheranno al Consiglio regionale della Campania, il più votato del M5S, e i consiglieri di maggioranza Salvatore Madonna del Pd (secondo per consensi in assoluto), Salvatore Flocco (M5S), Rosario Andreozzi (Avs) e Nino Simeone, recodman di preferenze della lista “Fico presidente” e guida della Commissione Trasporti e Infrastrutture, che ora potrebbe assumere lo stesso ruolo alla Regione.
Al loro posto in Consiglio comunale dovrebbero andare i primi dei non eletti nelle rispettive liste: Tommaso Nugnes, Manuela Amato, Roberta Michelino (sempre che Andreozzi non opti per tenersi entrambi i seggi al Comune e alla Regione) e Lucio Acciavatti.
C’è anche da capire se il capogruppo pentastellato in Consiglio comunale Ciro Borriello andrà a dirigere la segreteria politica di Fico.
L’INTRECCIO CON IL CONGRESSO PROVINCIALE PD
Qualche indizio sulle scelte del Pd proverrà dal congresso provinciale, che dovrebbe svolgersi nelle prossime settimane. L’indicazione del nuovo segretario partenopeo spetta all’area Schlein come contropartita nella trattativa che ha portato il figlio di De Luca al vertice del partito regionale.
Tocca quindi al responsabile per il Sud Marco Sarracino proporre un nome. La pista più accreditata porta a Francesco Dinacci, che però sarebbe in corsa anche per assessorato in ballo al Comune. A quel punto potrebbero spuntarla uno tra Salvatore Nazzareno Pecoraro, Pier Paolo Baretta e Francesco Zanfardino.


