ll sottosegretario Giovanbattista Fazzolari spinge per il ritorno in edicola del Secolo d’Italia, ma la Fondazione di Alleanza Nazionale frena per l’alto rischio economico dell’operazione
Secondo il quotidiano Domani, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari sarebbe in pressing per riportare in edicola la storica testata della destra italiana. L’obiettivo è dotare la premier di uno strumento di comunicazione tradizionale in vista delle prossime sfide elettorali. Ma dalla Fondazione Alleanza Nazionale, che ne detiene la proprietà sarebbe arrivato l’alt: il progetto non è finanziariamente sostenibile.
IL SECOLO D’ITALIA TORNA IN EDICOLA?
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giovanbattista Fazzolari, avrebbe manifestato la volontà di riportare nelle edicole lo storico giornale di partito. Secondo quanto riportato dal Domani, il consigliere della premier starebbe lavorando per potenziare la macchina elettorale in vista delle elezioni politiche, individuando nel supporto cartaceo un elemento fondamentale per la strategia comunicativa di Giorgia Meloni. La proposta sarebbe stata avanzata alla Fondazione Alleanza nazionale, l’ente che detiene la proprietà della testata e ne gestisce le sorti editoriali.
A CHI ANDREBBE LA DIREZIONE
Per il rilancio della testata, Fazzolari intende dare continuità al direttore responsabile Antonio Rapisarda, giornalista d’area e volto televisivo della destra, capace di rilanciare con successo la versione online del giornale negli ultimi due anni. A rafforzare la struttura redazionale è intervenuta recentemente anche Giovanna Ianniello, storica portavoce di Giorgia Meloni, consolidando il legame tra il quotidiano e lo staff stretto della presidenza del Consiglio.
IL NODO ECONOMICO
La fattibilità dell’idea si scontra però con le rigide valutazioni di bilancio della fondazione proprietaria, con Antonio Giordano, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente dell’ente, che avrebbe sollevato dubbi legati al forte rischio economico insito in un simile investimento. Le stime attuali indicano che la produzione di una versione cartacea, anche limitata a una singola uscita settimanale, comporterebbe una spesa minima di circa mezzo milione di euro all’anno.
IL SECOLO D’ITALIA, IL GIORNALE DELLA DESTRA
Fondato a Roma nel 1952 da Franz Turchi, il Secolo d’Italia ha rappresentato per decenni la voce ufficiale della destra italiana. Storico organo del Movimento Sociale Italiano e successivamente di Alleanza Nazionale, il quotidiano ha raccontato le evoluzioni del conservatorismo nazionale, da Giorgio Almirante fino a Pinuccio Tatarella e Gianfranco Fini. Dopo la fine della pubblicazione quotidiana cartacea nel 2012 e un periodo di transizione, la testata ha proseguito la propria attività esclusivamente nel formato digitale, diventando oggi il punto di riferimento editoriale del mondo di Fratelli d’Italia.


