Italia

Interconnessioni elettriche e idro, l’Italia mette il turbo

Il sottosegretario Crippa risponde in commissione. Nel frattempo lo Sblocca Cantieri approda in Gazzetta Ufficiale con i super commissari per dighe e acquedotti

Se da un lato l’Italia valuta “progetti alternativi” per quanto riguarda gli interconnector, nel settore idroelettrico il governo conferma che la Ue sta contestando la “regionalizzazione” voluta dall’esecutivo e per questo si sta elaborando una risposta. Sono due degli interventi del sottosegretario dello Sviluppo economico Davide Crippa in commissione Attività produttive della Camera in risposta ad altrettante interrogazione presentate da Andrea Vallascas (M5S) e Sara Moretto (Pd).

VARI STADI DI MATURITÀ NEL PROCESSO DI AUTORIZZAZIONE E REALIZZAZIONE DEI PROGETTI

“Terna ha definito un parco progetti che oggi porterebbe ai complessivi 2500 MW di interconnessioni con l’estero come richiesto dalla legge. A fronte del finanziamento i soggetti privati finanziatori, cosiddetti assegnatari, beneficeranno del diritto di esenzione per l’utilizzo dell’interconnessione per un periodo fino a 20 anni – ha evidenziato Crippa -. I progetti selezionati da Terna come interconnector sono ubicati sulle frontiere francese, montenegrina, austriaca, slovena e svizzera. Tali progetti, ad oggi, si trovano a vari stadi di maturità nel processo di autorizzazione e realizzazione”.

IN CORSO DI REALIZZAZIONE L’INTERCONNECTOR ITALIA-FRANCIA

Crippa ha ricordato che al momento “è stato autorizzato ed è in corso di realizzazione l’interconnector Italia-Francia. Su tale infrastruttura, su impulso del Governo, è in corso di formalizzazione da parte degli assegnatari l’istanza di esenzione per ulteriori 250 MW, così da portare a saturare la capacità lato Italia, con corrispondente aumento dell’impegno al finanziamento dell’opera da parte di tali soggetti”.

PROCEDONO ANCHE INTERCONNESSIONI CON MONTENEGRO E AUSTRIA

“Anche per l’interconnessione con il Montenegro, già autorizzata ed in fase avanzata di realizzazione, sempre su sollecitazione del Governo, è in corso di formalizzazione da parte degli assegnatari, l’istanza di esenzione per 200 MW. Si è inoltre conclusa l’istruttoria ed è in fase di formalizzazione il decreto di autorizzazione del progetto di interconnessione con l’Austria. Tali iniziative di incremento di capacità destinata agli assegnatari consentiranno di ridurre l’onere sulle bollette dei consumatori che può essere stimato in prima approssimazione in alcune decine di milioni di euro all’anno”.

INTERCONNESSIONE CON SVIZZERA POTREBBE ESSERE SOSTITUITAO DA PROGETTI ALTERNATIVI A MINORE IMPATTO AMBIENTALE

È ancora in fase istruttoria, invece, “in quanto sottoposto all’endoprocedimento di VIA” il progetto di interconnessione con la Svizzera, “che potrebbe essere sostituito da progetti alternativi a minore impatto ambientale. Infine, il progetto di interconnessione con la Slovenia sta richiedendo una istruttoria più lunga a causa di ulteriori approfondimenti che Terna deve effettuare”.

POSSIBILE LO SVILUPPO DELLA CAPACITÀ DI INTERCONNESSIONE ANCHE CON LA FRONTIERA DEL NORD AFRICA

“Il Governo comunque sta cercando di trovare, con il contributo di Terna, anche progetti alternativi che possano aggiungersi o sostituirsi ai precedenti per raggiungere l’obiettivo di nuova capacità previsto dalla legge”. Oltre all’utilizzo di questo meccanismo previsto dalla mission di Terna “comunque, è possibile, come sottolineato anche dalla proposta di PNIEC inviata alla Commissione europea, lo sviluppo della capacità di interconnessione anche con la frontiera del Nord Africa, in particolare con la Tunisia, che può fornire uno strumento addizionale per ottimizzare l’uso delle risorse energetiche. Terna – ha evidenziato il sottosegretario – ha già previsto tale progetto nei Piani di sviluppo, ma esso potrebbe essere realizzato solo in presenza di un significativo contributo finanziario da parte dell’Unione europea, in chiave strategica di interconnessione tra Europa e Nord Africa. Resta fermo l’interesse a investigare ulteriori progetti di interconnessione, sempreché fattibili tecnicamente ed economicamente, in grado di garantire che i benefici superino i costi”.

CONCESSIONI IDROELETTRICHE: MISE LAVORA A GARANTIRE CERTEZZA GIURIDICA E CONFORMITA A UE

Per quanto riguarda le lettere inviate dalla Commissione Europea a sette Stati membri, e alla lettera di costituzione in mora complementare trasmessa all’Italia sulla nuova disciplina di rinnovo o rilascio di concessioni di grande derivazione idroelettrica “faccio presente – ha detto Crippa – che l’articolo 11-quater ha significativamente riformato il settore, regionalizzando il sistema con il riconoscimento della proprietà del demanio idrico in capo alle Regioni, cui è attribuita altresì la funzione legislativa in materia di gare per l’attribuzione delle concessioni in esame. Per tutelare l’interesse alla continuità della produzione idroelettrica, tale disciplina prevede in via transitoria la prosecuzione della gestione degli impianti in capo ai concessionari uscenti fino a che non venga emanata la normativa regionale sulle gare e individuato il nuovo concessionario a seguito delle procedure competitive”. Tuttavia, la Commissione Ue, ha spiegato il sottosegretario, “avanza rilievi in base ai quali la materia andrebbe ricondotta nell’ambito della disciplina sui servizi e delle norme europee in materia di appalti”, contestando “le proroghe previste” ed “i criteri di calcolo dell’indennizzo a carico dell’entrante”. “La chiusura positiva della procedura in corso con la Commissione europea – ha spiegato Crippa – è condizione necessaria a garantire certezza del quadro normativo e a consentire il rinnovo delle concessioni idroelettriche scadute o in scadenza, in conformità con il diritto dell’Unione. Il ministero dello Sviluppo economico sta mettendo in atto azioni atte a garantire il raggiungimento di tale obiettivo”, ha concluso Crippa.

M5S: COMMISSARI PER DIGHE E ACQUEDOTTI IN SBLOCCA CANTIERI PASSO IMPORTANTE PER RINNOVARE RETE IDRICA

Intanto, con la pubblicazione del decreto Sblocca-cantieri in Gazzetta ufficiale, si introducono importanti novità per il settore: “La figura dei ‘super commissari’ per velocizzare progettazioni e interventi sulle infrastrutture anche per dighe e acquedotti”, ha evidenziato Federica Daga, deputata del Movimento 5 Stelle, prima firmataria della proposta di legge per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato. “Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte potrà nominare uno o più super commissari, come è stato fatto con Bucci per Genova, i quali potranno rielaborare progetti non ancora appaltati sostituendosi a qualsiasi altre fase autorizzativa, fatta eccezione per le autorizzazioni relative alla tutela di beni culturali e paesaggistici e per quelle ambientali, per le quali il termine di conclusione del procedimento è dimezzato e vale il silenzio assenso. Saranno inoltre abilitati ad assumere direttamente le funzioni di stazione appaltante operando in deroga alle disposizioni di legge in materia di contratti pubblici, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia e delle norme europee”, ha spiegato la deputata.

 

Articolo pubblicato su Energiaoltre.it

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