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Ita, sale a bordo il nuovo equipaggio

Ita

Atteso a ore dall’Enac il Certificato di operatore aereo. Ma non è stata ancora risolta la faccenda dei biglietti venduti da Alitalia: valgono pure per Ita?

Sarebbe dovuto arrivare ieri, ma l’Enac (l’Ente nazionale per l’aviazione civile) si è presa ancora un po’ di tempo e non ha ancora rilasciato il Certificato di operatore aereo. Mere formalità, s’intende, ma di fatto sono le ultime per permettere agli aerei della nuova compagnia di bandiera, Ita, nata dalle ceneri di Alitalia di volare con la nuova livrea. Una volta ottenuto il certificato, la vendita dei biglietti potrà avvenire nell’arco delle 24 ore successive. Resta tuttavia ancora da risolvere la questione dei biglietti venduti dalla vecchia Alitalia, successivi al 15 ottobre, data di inizio operatività della nuova compagnia. Sul punto è tornata Fiavet-Confcommercio, dando voce alla confusione di agenzie viaggi e tour operator sulla sorte degli almeno 255.000 voli venduti dopo quella data.

“La Comunità Europea – argomenta Fiavet – è stata molto chiara a riguardo: nulla che ha a che fare con Alitalia riguarderà Ita, sono infatti due compagnie distinte e slegate tra loro. Per i rimborsi il Governo Draghi sembra abbia stanziato 100 milioni. Saranno sufficienti? Non ci è dato saperlo. Immaginate soltanto tutto il turismo scolastico o quello di eventi business slittato con la pandemia nel 2020-21 e compensato dai voucher in pacchetti in cui è incluso il trasporto Alitalia”.

“In agenzia di viaggio ci stiamo chiedendo cosa succede a chi ha già acquistato un biglietto programmando una vacanza o un viaggio dopo il 14 ottobre – dice la presidente Fiavet-Confcommercio, Ivana Jelinic – nessun operatore ha ricevuto comunicazioni ufficiali da Alitalia, da Ita ma, cosa ancor più grave, nemmeno da Iata, organismo ufficiale di riferimento per il trasporto aereo”.

La nuova compagnia come sappiamo avrà alla cloche di comando l’ex manager Fiat Alfredo Altavilla e intanto ha nominato alcuni consulenti che la affiancheranno per l’attuazione del piano industriale 2021-2025 e l’esecuzione dell’aumento di capitale da 700 milioni di euro già deliberato. Per la parte legale, che comprende anche gli accordi internazionali di partnership, cruciali in questa fase, la scelta è andata su Michele Briamonte, managing partner dello studio Grande Stevens, e su Scott Miller, vice chairman dello studio newyorchese Sullivan e Cromwell. Deciso anche l’advisor finanziario: la banca d’affari Rothschild.

La newco del ministero dell’Economia nata per sostituire la compagnia di bandiera in amministrazione straordinaria dal maggio 2017 pare trasferirà anche la propria sede: dall’Eur alla Palazzina Alfa di Alitalia, a Fiumicino. La nuova flotta sarà composta da 52 aerei e da 2.850 dipendenti. Secondo il Piano approvato dal Cda la crescita sarà molto rapida: 78 aerei nel 2022 e 105 a fine 2025, 81 dei quali di nuova generazione (il 77% della flotta). Anche il personale è destinato a raddoppiare per arrivare, a fine piano (2025), a 5.550-5.700 unità. Il Piano nella parte economica prevede un fatturato che nel 2025 raggiungerà 3.329 milioni di euro e un pareggio operativo da realizzarsi entro il 3° trimestre del 2023.

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