Raffica di Cdm per l’esecutivo: dopo l’appuntamento lampo di ieri sera e l’incontro di oggi, in agenda ci sono altri due Consigli per definire diversi dossier, dal Documento di finanza pubblica al decreto Lavoro e al complesso risiko delle nomine
L’attività del governo si è notevolmente intensificata in vista di alcune scadenze internazionali e scadenze istituzionali inderogabili, delineando un programma che prevede lo svolgimento di quattro Consigli dei ministri nell’arco di soli dieci giorni: due tra ieri e oggi, altri due a fine mese.
IL DFP, IL PIANO CASA, DECRETO LAVORO: TUTTI I TEMI DEI PROSSIMI CDM
Martedì 28 e giovedì 30 il governo infatti si riunirà nuovamente. I temi principali sul tavolo riguardano la politica economica e sociale, con il varo del Documento di finanza pubblica che sostituirà il vecchio Def e dovrà essere inviato a Bruxelles entro la fine del mese. Parallelamente, l’Esecutivo lavora alla finalizzazione del decreto sul Lavoro, un provvedimento che include le misure già annunciate sul fronte del Piano casa e che dovrebbe essere ufficialmente battezzato in occasione della festività del Primo Maggio.
IL RISIKO NOMINE
Questi i temi, sempre che il risiko delle nomine venga sbrogliato nel frattempo. Rimane bloccato, almeno fino a oggi, il passaggio del leghista Claudio Durigon dal Ministero del Lavoro a quello dell’Economia e delle Finanze, mentre per sostituirlo al dicastero del Lavoro è indicato il profilo dell’esponente di Forza Italia Chiara Tenerini. La partita s’incrocia con i destini di Barelli, che dovrebbe accasarsi al ministero dei Rapporti col Parlamento, e di Federico Freni, su cui continua a pesare il veto di Tajani per il suo approdo alla Consob.
La situazione più complessa riguarda però Giuseppina Di Foggia, dal 2023 amministratrice delegata e direttrice generale di Terna, indicata come possibile presidente di Eni in sostituzione di Giuseppe Zafarana, ma intenzionata a tenere il punto sulla buonuscita che le spetterebbe per lasciare l’azienda. Nel caso in cui la manager decidesse di restare nel suo attuale ruolo, per la guida di Eni si fa strada l’ipotesi di un ritorno di Emma Marcegaglia, che ha già ricoperto la carica di presidente del gruppo energetico in passato.
IL DECRETO CORRETTIVO
Non è escluso inoltre un ulteriore Consiglio dei ministri fissato in extremis per questa settimana: ci sono infatti da recepire i rilievi del Quirinale al Decreto Sicurezza in merito all’emendamento sui rimpatri assistiti. Il governo ha deciso infatti di varare un decreto correttivo che però, come precisato dalla sottosegretaria ai Rapporti col Parlamento Matilde Siracusano al termine della capigruppo alla Camera, “non possiamo approvarlo prima della conversione in legge di questo decreto”.
Si presume dunque che a margine della votazione, fissata per venerdì, possa essere indetto un nuovo Cdm, ma è possibile anche che il varo del decreto venga rinviato ai prossimi appuntamenti.


