Il segretario del Carroccio ricalibra le date del “ritiro” estivo della Lega e lo porta nella Treviso di Zaia
Il vertice politico per ridefinire le strategie del Carroccio e ritrovare la compattezza perduta non si svolgerà più nel Padovano, come s’era ventilato sulle prime. Inizialmente prevista per metà giugno, la due giorni dedicata a delineare il futuro politico della Lega è stata riprogrammata per il fine settimana del 4 e 5 luglio e trasferita a Treviso, nel feudo di Luca Zaia.
Imprescindibile la presenza del Doge, da cui dipende a cascata la compattezza dell’ala settentrionale e storica del partito. Salvini in questo momento delicato non può farne a meno. Così il segretario del Carroccio ha deciso di portare la kermesse in casa sua.
SALVINI SPOSTA LA DUE GIORNI
Di fronte all’avanzata di Vannacci e e al rischio di perdere ulteriori pezzi dopo la fuoriuscita di Laura Ravetto, Salvini deve compattare i suoi. Secondo Repubblica, sulla prima ipotesi di data, oltre a Zaia, anche il governatore lombardo Attilio Fontana aveva risposto picche, ricordando al segretario l’impossibilità di partecipare per via della concomitante visita del Papa a Pavia.
Senza due dei pesi massimi del Nord e di fronte al rischio di ulteriori defezioni eccellenti tra i governatori e i dirigenti, Matteo Salvini avrebbe quindi optato per il cambio di programma, ricalibrando l’incastro delle agende e spostando l’appuntamento a inizio luglio per garantire una partecipazione totale.
ZAIA DA MARINA, VIGEVANO, IL NORD SMARRITO: TUTTE LE GRANE DI SALVINI
Il segretario della Lega non poteva infatti prescindere dalla presenza di Luca Zaia, che da solo ha spostato 203mila preferenze personali alle ultime elezioni regionali. Blindare la sua partecipazione era fondamentale anche per spegnere le indiscrezioni relative a un clamoroso cambio di casacca, dopo l’incontro di un mese fa a Milano con Marina Berlusconi.
E a destra la Lega è sfidata dall’espansione di Futuro Nazionale, a cominciare dalla Lombardia. Dopo il caso Vigevano, il Carroccio pavese è stato commissariato e affidato all’esperto Gianmarco Centinaio. Ma preoccupa anche la costituzione del gruppo autonomo in Consiglio regionale e i risultati di Venezia, dove malgrado la vittoria di Venturini, la Lega ha raccolto un terzo dei voti rispetto alla tornata precedente.
OBIETTIVO: SERRARE I RANGHI
Sintomi di un malessere che ha messo radici: l’imperativo è ricompattare l’ala settentrionale, attualmente considerata la più irrequieta della base leghista, anche perché il partito mostra evidenti segnali di arretramento nelle sue storiche roccaforti, con il paradosso degli ottimi risultati a Reggio Calabria.
La scommessa del vicepremier punta tutto sulla ricomposizione delle fratture e sul richiamo all’unità dei ranghi, un obiettivo che non può prescindere dal pieno coinvolgimento dei governatori e dal peso specifico dei territori settentrionali. I giochi si apriranno all’inizio di luglio e, a differenza del primo tentativo fallito di giugno, il presidente del consiglio regionale veneto Luca Zaia, questa volta, ci sarà.


