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La missione di Tajani a Bruxelles per riaprire con Ue e Parigi

Tajani Recovery Fund

Gli attacchi della Francia, la posizione della Germania i silenzi e la mano tesa dell’Italia, la telefonata di Mattarella a Macron…

Dopo le tensioni oggi tocca all’Ue e ad Antonio Tajani, che parteciperà al Consiglio degli Affari Esteri, il grande compito di riportare tra Italia e Francia (ma anche Germania) la pace, o almeno di far abbassare i toni dello scontro diplomatico sul delicato dossier dell’accoglienza dei migranti.

La Francia torna ad attaccare

Intanto, il portavoce del governo francese Olivier Véran, ministro del “Rinnovamento democratico”, è tornato ad attaccare pesantemente l’Italia. Quella di non far sbarcare è “una decisione unilaterale e inaccettabile che richiede risposte europee”, ha detto a Bfmtv.

“La prima risposta è stata di tipo umanitario, e questo è stato fatto” ha precisato Véran, aggiungendo: “la seconda risposta è ricordare all’Italia i suoi obblighi e, in caso, si rifiutasse, prendere in considerazione ogni misura utile”.

E “la Francia chieda all’Europa di decidere molto rapidamente quali azioni intraprendere”, ha affermato.

“Gli italiani – ha poi aggiunto il Ministro – sono i nostri amici, i nostri vicini, i nostri fratelli. L’Italia è il secondo partner commerciale della Francia”, ma “l’Italia di Giorgia Meloni è la grande perdente”.

La posizione della Germania

Anche dalla Germania pare arrivare l’appoggio a Parigi. Viktor Elbling, ambasciatore tedesco in Italia, su Twitter ha ricordato che “nel 2022 sono già oltre 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo. Un 12% dei sopravvissuti sono stati salvati dalle Ong. Loro salvano vite laddove l’aiuto da parte degli Stati manca. Il loro impegno umanitario merita la nostra riconoscenza e il nostro appoggio”.

Berlino, comunque, ha ricordato che la Germania continuerà a partecipare al meccanismo di ricollocamento volontario, almeno “fino a quando l’Italia terrà fede alla sua responsabilità per l’accoglienza dei migranti salvati in mare”.

La Germania finanzia la Sea Watch 5

E il Bundestag finanzierà con due milioni di euro l’anno la tedesca United4Rescue, che si prepara a mandare nel Mediterraneo la Sea Watch 5.

Il silenzio dell’Italia

A tutto questo, Giorgia Meloni ha scelto di rispondere con il silenzio.

Nonostante le minacce di ritorsioni dell’Eliseo sui ricollocamenti, o su respingimenti più severi alla frontiera di Ventimiglia, la strategia concordata tra la presidenza del Consiglio e la Farnesina non sembra cambiare.

Tajani vola a Bruxelles

E sarà proprio il Ministro degli Affari esteri, Antonio Tajani, a portare a Bruxelles le ragioni e le richieste dell’Italia.

In una nota la Farnesina spiega in occasione del Consiglio degli Affari Esteri “verrà affrontato un punto relativo alla cooperazione in materia di flussi migratori, con particolare riferimento alla gestione dei soccorsi operati da navi private e all’attuazione di meccanismi effettivi di solidarietà europei”. L’Italia chiede un “codice di condotta”.

Le parole di Piantedosi

Dal Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi arriva una mano tesa all’Italia. Non c’è “nessuna volontà quindi di rompere con Paesi cui ci unisce una fratellanza antica” e con i quali anzi è “necessario continuare un percorso comune”, ha assicurato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

La situazione di stallo

Ma l’incomunicabilità al momento resta. Al G20 di Bali, infatti, non è previsto un incontro tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron. Il Premier, nei giorni scorsi, aveva espresso la sua disponibilità a parlarsi “per mettere sul tavolo le soluzioni”, ma dalla Francia, per ora, mancano segnali di apertura.

La telefonata di Mattarella

Macron risponde, invece, a Mattarella. Il Presidente della Repubblica ha avuto con il Presidente della Repubblica Francese, Emmanuel Macron, un colloquio telefonico, nel corso del quale entrambi hanno affermato la grande importanza della relazione tra i due Paesi e hanno condiviso la necessità che vengano poste in atto condizioni di piena collaborazione in ogni settore sia in ambito bilaterale sia dell’Unione Europea.

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