Da settembre il presidente Decaro dovrà gestire la scelta di nuovi vertici di agenzie e partecipate: Ager, Arpal, Arti, Apulia film Commission, Adisu e Aeroporti di Puglia. Oltre mille curricula da vagliare e il rischio impasse della legge Laricchia
Si profila un settembre molto caldo, e non solo da un punto di vista climatico, per il presidente della regione Puglia Antonio Decaro. Sulla sua scrivania sono affastellati più di mille (1070) di curricula per riempire le caselline del management delle società e le agenzie regionali.
TUTTE LE SOCIETÀ E LE AGENZIE REGIONALI IN CERCA DI AUTORE
I bandi, pubblicati sul Bollettino ufficiale della Regione Puglia lo scorso 26 febbraio 2026, sono scaduti. Gli incarichi si riferiscono all’Arpal Puglia (Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro) al cui vertice c’è Beniamino Di Cagno, Arti Puglia (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione) con la presidente Luisa Torsi, Aret, Agenzia Regionale del Turismo, presieduta da Luca Scandale, Ager (Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti), il cui direttore generale è Angelo Pansini, Apulia film commission, guidata da Antonio Parente, Adisu Puglia – Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, oggi presieduta da Alessandro Cataldo, la più prestigiosa, Aeroporti di Puglia Spa.
AEROPORTI DI PUGLIA: LA NOMINA PIÙ AMBITA
Il posto più prestigioso, per il quale sono arrivate 203 candidature, è quello agli Aeroporti di Puglia. I numeri dell’ultimo bilancio spiegano questa attenzione.
Il sistema aeroportuale pugliese ha registrato un “aumento di ricavi del 13% con un margine operativo lordo che si attesta a 13 milioni di euro”, un risultato che “si è sviluppato in un contesto internazionale caratterizzato dal protrarsi di rilevanti tensioni geopolitiche” come riporta una nota della società. Negli ultimi dieci anni il “traffico aeroportuale in Puglia è infatti aumentato del 97% raggiungendo 5,6 milioni passeggeri l’anno” con un virtuoso impatto sul territorio” capace di creare “16mila nuovi posti di lavoro creati e un contributo all’aumento del Prodotto interno lordo annuale di un miliardo di euro”.
LA CANDIDATURA DI ANTONIO VASILE (ADP) E L’OSTACOLO DELLA LEGGE LARICCHIA
Oggi ad aeroporti di Puglia c’è Antonio Vasile che, forte di questi risultati, ha ripresentato la sua candidatura. C’è, però, un problema che potrebbe non essere superabile: Vasile ha alle spalle già due mandati. La legge Laricchia, approvata nel 2026 per garantire trasparenza e ridurre la discrezionalità del presidente della Regione sulle nomine pubbliche dei vertici degli enti e delle agenzie regionali, pone, infatti, diversi vincoli. La norma non è mai piaciuta al presidente Decaro, che l’ha criticata già in campagna elettorale. La legge Laricchia affida al consiglio la prerogativa di fare le nomine, prima affidate alla giunta. “La faccia è quella del presidente, però le nomine le deve fare il consiglio. Il presidente è responsabile di quello che accade con nomine fatte da altri – ha detto Decaro -Spero di non trovare una situazione di impasse in cui non potrò fare le nomine perché il consiglio è bloccato”.
LE CANDIDATURE A ADISU, ARPAL, ARTI, AGER E APULIA FILM COMMISSION
Numerose altre candidature sono arrivate per la società regionali. A tenere il conto è Repubblica: 193 per il cda di Adisu (agenzia regionale per il diritto allo studio universitario), 177 per il cda di Arpal, 176 per il consiglio di amministrazione di Arti (Puglia sviluppo) e 115 per il posto di direttore generale. Per il direttore di Ager (agenzia sui rifiuti) si sono invece candidati in 74. E infine 28 sono le candidature arrivate per il cda di Apulia Film commission.
ARET: L’USCENTE SCANDALE NON SI RICANDIDA
Aret, Agenzia Regionale del Turismo, ha ricevuto 104 candidature. All’appello manca, però, quella del direttore uscente, Luca Scandale non ha presentato la sua candidatura. I vertici di Aret erano stati interessati da un’indagine della GdF sul presunto utilizzo improprio di denaro pubblico. A luglio la magistratura ha disposto la revoca del sequestro preventivo di beni che era stato eseguito nei confronti di Scandale lo scorso maggio non rintracciando alcun dolo da parte del direttore.

