Italia

La risposta dei governatori del Sud sull’autonomia

Si svolgerà l’8 marzo prossimo alla Fondazione Banco di Napoli l’incontro tra i governatori delle regioni del Sud per mettere a punto una strategia contro l’autonomia promossa da Lombardia, Veneto ed Emilia.

Per l’autonomia ci vorranno mesi, ha dichiarato Giuseppe Conte, frenando di fatto sull’autonomia regionale di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Non è un mistero che la maggioranza giallo-verde non sia unita su questo punto qualificante del contratto di Governo. E il malumore serpeggia tra i Governatori che hanno promosso il disegno dell’autonomia, Luca Zaia, Attilio Fontana e Stefano Bonaccini.

LE PREOCCUPAZIONE DELLE REGIONI DEL SUD

Nel frattempo le Regioni del Sud, preoccupate per gli effetti dell’autonomia differenziata, così come è stata definita, provano a fare rete e a proporre una piattaforma comune, con richieste di equità e garanzie sul fatto che l’autonomia non diventi motivo di diseguaglianza tra una parte del paese e l’altra.

Infatti, una consistente fetta di professori ed intellettuali ha già preso posizione lanciando l’allarme sui rischi di una riforma che aumenterebbe la disuguaglianza tra Regioni. Manca, però, ancora una voce unica del Mezzogiorno che non vorrebbe più recitare la parte di chi si lamenta e basta. La Fondazione Banco di Napoli, presieduta da Rossella Paliotto dal 21 novembre 2018, ha organizzato un confronto pubblico per l’8 marzo prossimo, a cui parteciperanno tutti i governatori meridionali: Vincenzo De Luca per la Campania, Donato Toma del Molise, il neoeletto Marco Marsilio per l’Abruzzo, Michele Emiliano per la Puglia, Mario Oliverio della Calabria ed infine Flavia Franconi presidente reggente della Basilicata. Il contributo nel merito lo forniranno quattro giuristi d’eccezione come Gianfranco Viesti, Massimo Villone, Lorenzo Chieffi e Nicola Occhiocupo.

A SOSTEGNO DELLE REGIONI MERIDIONALI

La Fondazione Banco di Napoli è una fondazione di origine bancaria, un ente no profit, privato e autonomo che persegue fini di interesse sociale e di promozione dello sviluppo economico e culturale prevalentemente nelle regioni meridionali: mette a disposizione le proprie risorse economiche attraverso l’erogazione di contributi per aiutare enti no profit a realizzare iniziative di interesse collettivo e svolge un’attività di intervento volta a influire con la massima efficacia sull’ambiente socio-economico e culturale. In particolare privilegia il settore dell’educazione, della ricerca scientifica e delle innovazioni tecnologiche, della promozione dell’arte e della cultura, della conservazione e valorizzazione dei beni culturali, nonché del volontariato e della solidarietà.

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