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Vannacci Tolleranza Zero

“La Tolleranza Zero” di Vannacci: cosa c’è nel primo pacchetto di norme di Futuro Nazionale

Il leader di Futuro Nazionale lancia a Roma il primo pacchetto normativo del suo movimento, sussunto nell’eloquente slogana “Tolleranza Zero”

Con lo slogan “Tolleranza zero” proiettato sul maxischermo, Roberto Vannacci ha illustrato ieri a Roma le prime proposte legislative che Futuro Nazionale intende presentare alla Camera dei Deputati.

Secondo il leader del movimento l’iniziativa è il passaggio decisivo per il ritorno al “Belpaese”, sorta di terra ideale fondata sulla sicurezza come perno non solo per l’ordine pubblico, ma anche per l’economia, la scuola e il commercio e sul principio cardine del “chi si difende ha sempre ragione”.

L’INDIRIZZO POLITICO E IL CONCETTO DI SICUREZZA PERVASIVA

Secondo il generale, la sicurezza non deve essere intesa come un comparto isolato, ma come un valore che “pervade ogni ambito, economia, scuola, commercio”. Il leader aggiunge che la tutela dei cittadini è un dovere collettivo che coinvolge non solo le forze dell’ordine, ma anche “scuola, imprenditori, sindaci”. Serve a suo dire espandere la linea d’intervento, nella convinzione che “la sicurezza è a beneficio soprattutto delle frange più deboli della società” e il punto di partenza per tornare a un Paese “sicuro, bello, dove si vive bene”.

LO SCUDO PENALE PER LE FORZE DELL’ORDINE

Un punto centrale della proposta riguarda la tutela legale di chi indossa una divisa. Roberto Vannacci sostiene che un agente non debba essere soggetto a indagini “per dimostrare l’evidenza” se ha seguito le procedure. “Il concetto è: se faccio il mio dovere, se seguo la procedura, non posso essere indagato e non posso essere punito”, afferma richiamando esplicitamente il paradigma dello scudo penale introdotto per i medici durante la pandemia. Per semplificare, attività che il generale raramente disdegna, utilizza poi una metafora diretta: “Tutti mettono le mani nel fango e non si può pensare che quel fango non resti attaccato nelle mani”.

IL PAGAMENTO DELLE SPESE LEGALI E LA TUTELA DEGLI AGENTI

Strettamente collegata alla protezione penale è la proposta riguardante i costi dei processi. Un emendamento specifico prevede infatti il pagamento delle spese legali per le attività di indagine legate all’adempimento del dovere. Per Vannacci vi è la necessità di “garantire questa tutela ai signori che danno la vita per la patria, almeno finché non sia stata provata la colpevolezza”.

LE NUOVE REGOLE SULL’USO LEGITTIMO DELLE ARMI

Il pacchetto normativo affronta in modo radicale anche il tema del fuoco operativo, rigettando il criterio della proporzionalità tra agente e criminale. “Non è un gioco alla pari”, ha dichiarato Roberto Vannacci, sottolineando che l’uso delle armi delle forze dell’ordine non può essere parametrato alla legittima difesa. Come in passato, il leader attinge poi al suo curriculum per giustificare i nuovi assetti normativi: “Altolà, fermo o sparo, ripetuto due volte, poi sparo in alto, poi al bersaglio. Il concetto è: se faccio il mio dovere, se seguo la procedura, non posso essere indagato e non posso essere punito”. Un protocollo da applicarsi anche ai posti di blocco, dove l’uso delle armi diventerebbe lecito contro chi scappa, poiché “chi scappa, fino a prova contraria, è una persona pericolosa”.

LA RIFORMA DELLA LEGITTIMA DIFESA PRIVATA

Oltre alle norme per le forze dell’ordine, il programma di Futuro Nazionale include una profonda revisione della difesa privata. Il principio cardine enunciato da Roberto Vannacci è netto: “chi si difende ha sempre ragione”. Secondo la proposta, se un estraneo entra in un’abitazione privata, la reazione del proprietario non deve essere sottoposta a rigidi calcoli di proporzionalità. La legittima difesa andrebbe infatti “valutata in base al turbamento e alla percezione del pericolo da parte della persona che subisce il danno”, spostando il baricentro giuridico sulla sensazione di minaccia vissuta dalla vittima.

IL SIMBOLO DI FUTURO NAZIONALE DAL 2027

A margine della conferenza stampa, annuncia poi il destino prossimo della sua formazione e rimanda l’impiego del simbolo al 2027: “Futuro nazionale esiste da un mese, a fine giugno ci sarà l’assemblea costituente, quindi per tutto il 2026 il simbolo non sarà usato alle amministrative, contiamo di usarlo dal 2027. I sostenitori potranno essere inseriti nelle liste civiche. Per il 2027 vedremo. Siamo interlocutori del centrodestra, poi le valutazioni si faranno a ridosso delle elezioni”.

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