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La vita (politica) di Maria Fida Moro

Maria Fida Moro

Chi era Maria Fida Moro, la sua vita politica e non solo

E’ morta dopo una lunga malattia Maria Fida Moro, primogenita del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro, l’ex presidente del Consiglio ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio 1978.

CHI ERA MARIA FIDA MORO

Maria Fida, che aveva 77 anni, era ricoverata in una clinica romana. Risiedeva da tempo a Fiano Romano. Senatrice della Dc nella X legislatura, dal 1987 al 1992, passò poi a Rifondazione comunista come indipendente e infine al gruppo misto. Nel 2016 si candidò al Comune di Roma, capolista di Più Roma-Democratici e Popolari a sostegno Roberto Giachetti. Nel corso della sua vita ha collaborato e militato con diversi partiti. Ha raccontato la storia della sua famiglia nel libro ‘La casa dei cento Natali’, edito da Rizzoli. Il figlio, Luca Moro, è l’amato nipote che il leader della Democrazia Cristiana citò nelle lettere scritte durante il sequestro.

I MESSAGGI DI CORDOGLIO DELLA POLITICA

Molti i messaggi di cordoglio dei politici italiani. A cominciare dalla premier Giorgia Meloni: “È con profondo dispiacere che apprendo la notizia della scomparsa di Maria Fida Moro, donna tenace e animata da impegno civile. Si è battuta con determinazione per i diritti dei parenti delle vittime del terrorismo. Condoglianze alla famiglia. Buon viaggio”.

“La scomparsa di Maria Fida Moro – ha scritto Pier Ferdinando Casini su Facebook – ci riempie il cuore di tristezza. E’ stata una donna coraggiosa ed entusiasta che ha amato l’impegno politico nonostante le traversie ed il dolore che hanno segnato drammaticamente la sua famiglia. Prego per lei con grande tristezza”.

Il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa ricorda come “negli ultimi anni ho avuto l’onore di conoscerla meglio e non ho potuto che apprezzarne le qualità umane, la sua generosità la sua affabilità. Con Maria Fida abbiamo girato in lungo e in largo l’Italia e agli incontri aveva sempre parole di forte incoraggiamento ai giovani, li sollecitava a credere in loro stessi ed a impegnarsi per la creazione di una società più giusta più umana”.

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