Italia

Le tensioni ad alta velocità nel Movimento 5 stelle

I graffi di Damato sulle reazioni a 5 Stelle sulla Tav

Già disorientati e scettici di loro, i grillini non si sono lasciati incantare dalla rappresentazione anti-Tav tentata dai vertici del loro movimento con l’espediente dilatorio trovato a Palazzo Chigi. Dove hanno praticamente cambiato nome ai bandi per gli appalti della società italofrancese costituita per realizzare la linea d’alta velocità per il trasporto ferroviario delle merci da Lione a Torino. E hanno annunciato, sempre a Palazzo Chigi, contatti, incontri, negoziati e altro ancora fra Roma, Parigi e Bruxelles per cercare, fra l’altro, di ripartire diversamente gli oneri concordati nel trattato italo-francese maledettamente in vigore.

IL COLPO DI GRAZIA AI GRILLINI INFERTO DA SALVINI

A dare forse il colpo di grazia alle illusioni di una vittoria conseguita o alle porte nella lotta addirittura “identitaria” del movimento contro “il buco”, com’è chiamata la Tav con dileggio dal Fatto Quotidiano, è stato il perfido leader leghista Matteo Salvini. Che, di buon umore anche per la festa del suo 46.mo compleanno gustata in un importante albergo milanese durante la coda di rito ambrosiano del Carnevale, ha riempito di elogi e carinerie il suo omologo grillino al governo Luigi Di Maio. Che pure, “sbigottito”, gli aveva dato dell’”irresponsabile” per avere reclamato i bandi chiamandoli col loro nome e avere ostentato la propria “testa dura” a sostegno dell’opera tanto indigesta ai suoi alleati.

Ma sì, al netto delle polemiche che tante volte apre o rilancia, il giocane capo del movimento delle cinque stesse -ha assicurato Salvini parlando appunto di Di Maio- “è serio, corretto, leale e coerente”. Chissà in quanti vorrebbero chiedere fra i grillini a Salvini se ci fa o ci è, come si dice in gergo popolare. E chiedere al tempo stesso a Di Maio che razza di partita stia veramente giocando con l’amico.

DI BATTISTA SPARITO DALLA SCENA

Uno specialista, diciamo così, dei fatti e degli umori grillini, Ilario Lombardo, ha sottolineato sulla Stampa l’assenza di un anti-Tav come Alessandro Di Battista dal Villaggio Rousseau allestito a Milano da Davide Casaleggio nei giorni scorsi sul tema dell’Europa. E ha così convintamente attribuito all’”ex eroe dei due mondi” del movimento pentastellato la convinzione di essere stato abbandonato, tradito e quant’altro per la sua intransigenza dal duttile Di Maio che nel titolo dell’articolo c’è finito uno “scaricato”.

Non minore, di fronte a quanto è accaduto negli ultimi giorni sul fronte della Tav, sopra e sotto le cinque stelle, è il disincanto, a dir poco, di Beppe Grillo in persona. Che nel sommario, e poi nel testo, della nota sulla 56.ma settimana del suo blog ormai personale, distinto e distante da quello ufficiale del movimento di cui pure è “elevato garante”, dà l’impressione di voler includere anche la presunta vittoria contro la Tv, o la forse meno presunta sconfitta, nel “nulla cosmico cui stiamo assistendo”.

 

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO

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