La sfida di Roberto Vannacci alla Lega parte dalla Toscana: ecco chi potrebbe cambiare casacca se il Generale fondasse un proprio partito
La resa dei conti definitiva tra l’ortodossia leghista e la spinta vannacciana sembra destinata a consumarsi proprio in Toscana.
Del resto, se il progetto di un movimento autonomo guidato dal Generale dovesse mai vedere la luce, il suo ‘Big Bang’ non potrebbe che avvenire qui, in quella che è ormai diventata la sua roccaforte elettorale e politica. E dove il Carroccio ha smarrito il tocco magico.
IL DECLINO DELLA LEGA TOSCANA E LE AMMINISTRATIVE IN PRIMAVERA
In Toscana, la terra che un tempo regalava a Matteo Salvini piazze gremite e consensi a doppia cifra, soffia oggi un vento di scissione che rischia di radere al suolo quel che resta del Carroccio.
Il confronto con il passato è impietoso: nel 2020 la Lega incassava ben 9 seggi in Consiglio regionale, sfiorando il 21,8%. Oggi, quel patrimonio appare dilapidato: l’ultima tornata ha certificato un crollo verticale al 4,4%.
La sentinella del salvinismo nella Regione è Susanna Ceccardi, da sempre contraria alle aperture a Vannacci e oggi ultimo baluardo alla sua avanzata. Il Generale, dal canto suo, è deciso a capitalizzare il panico post-voto con la testa alle amministrative della prossima primavera, quando si voterà in 20 comuni chiave come Arezzo, Pistoia e Prato.
I BIG TRA PARLAMENTO E REGIONE
Il colpo più duro per via Bellerio arriva dai piani alti. È pressoché certo il passaggio tra le fila vannacciane del deputato pisano Edoardo Ziello, da tempo spalla del generale nelle battaglie parlamentari, specialmente sul fronte ucraino.
Ma il timore dei salviniani è che non sia l’unico: come riporta la Repubblica Firenze, si guarda con apprensione anche alla deputata lucchese Elisa Montemagni.
Ancora più critica la situazione in Consiglio Regionale, dove Massimiliano Simoni, inserito a suo tempo nel listino blindato, è considerato l’avamposto del generale. Se Simoni dovesse formalizzare l’addio, il gruppo della Lega in Regione Toscana — dopo i fasti degli ultimi due mandati — rischierebbe letteralmente di scomparire, segnando l’estinzione politica del partito a livello istituzionale toscano.
L’ASSEDIO AI COMUNI: LA MAPPA DEI TRANSFUGHI
La “campagna acquisti” di Vannacci non risparmia i palazzi comunali, dove le defezioni si contano a decine. A Firenze, il punto di riferimento è Guglielmo Mossuto, unico superstite leghista in Palazzo Vecchio, che starebbe seriamente meditando il salto. Con lui, quasi certo l’approdo di Tommaso Villa, già sfidante alle regionali e legato a doppio filo a Denis Verdini.
A Lucca, i nomi di Antonino Azzarà e Armando Pasquinelli sono ormai in cima alla lista dei partenti, mentre a Pisa la presenza di Angelo Ciavarella tra i fedelissimi del Generale è data per certa.
L’emorragia non risparmia nemmeno il sud della Toscana: a Grosseto sono i consiglieri Andrea Vasellini e Alessandro Bragaglia a preparare i bagagli, confermando la fragilità della tenuta salviniana in Maremma.
Una manovra che trova sponde sicure anche a Cecina, con Federico Pazzaglia già formalmente “arruolato” nella nuova causa, e a Prato, dove Claudiu Stanasel si è posizionato fin da subito in prima linea, pronto a fare da ariete per il nuovo corso vannacciano.
CON CHI POTREBBE ALLEARSI VANNACCI IN TOSCANA
Ma la strategia di Vannacci non si limita a svuotare la Lega. I suoi emissari si muovono con spregiudicatezza anche fuori dal perimetro del Carroccio, cercando di ridisegnare i confini del centrodestra toscano. A Viareggio si flirtano ambienti centristi, mentre ad Arezzo e Firenze il generale corteggia apertamente dirigenti di Forza Italia. Ad Arezzo, il “colpo grosso” potrebbe essere l’assessore Alessandro Casi, sebbene la sua posizione rimanga per ora in bilico, a differenza di Cristiano Romani, già pienamente operativo nei comitati del “Mondo al contrario”.

