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Legge elettorale

Legge elettorale, al via l’iter in Parlamento: come funziona e cosa cambia con lo Stabilicum

Lo Stabilicum alla prova del Parlamento: ecco cosa cambierebbe se passasse la riforma elettorale presentata dalla maggioranza

Prende ufficialmente il via oggi alla Camera dei Deputati l’iter legislativo per la nuova legge elettorale, ribattezzata Stabilicum. Il testo incardinato nella commissione Affari costituzionali, introduce un sistema proporzionale corretto da un significativo premio di maggioranza e la possibilità di un ballottaggio tra le coalizioni più votate, con l’obiettivo di superare l’attuale Rosatellum e garantire una maggiore stabilità di governo.

Il pareggio alle prossime politiche è infatti il peggiore degli scenari sia per il centrodestra che per il centrosinistra. Né, dopo la batosta del referendum, è possibile immaginare una riforma elettorale varata a colpi di maggioranza. Per questo la premier Giorgia Meloni vuole accelerare sull’ultima battaglia della legislatura prima di ripresentarsi alle urne, e stavolta potrebbe decidere di allargare il dibattito anche agli avversari.

L’ITER IN PARLAMENTO DELLA LEGGE ELETTORALE

Il percorso legislativo prende ufficialmente il via. L’iter parte dalla commissione Affari costituzionali presso cui è stato presentato il disegno di legge insieme ad altre 8 proposte avanzate dalle forze di opposizione.

Lo Stabilicum avrà 4 relatori, uno per ogni forza di maggioranza: il presidente della Commissione Nazario Pagano per Forza Italia, Angelo Rossi per Fratelli d’Italia, Igor Iezzi per la Lega e Alessandro Colucci per Noi Moderati.

Probabilmente il primo step sarà l’avvio di una fase di audizioni, in modo da arrivare a un testo maggiormente condiviso. Successivamente il testo verrà sottoposto, probabilmente emendato, all’esame di Camera e Senato e dovrà ottenere l’ok a maggioranza semplice  in entrambi i rami del Parlamento prima di diventare legge.

COSA CAMBIEREBBE CON LO STABILICUM

Allo stato attuale, il cuore della proposta consiste nell’assegnazione di un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla coalizione che supera almeno il 40% alle urne, in modo da assicurare la governabilità. Il resto dei seggi verrebbe invece assegnato su base proporzionale. Alla coalizione vincente non potrebbero comunque andare più di 230 seggi totali a Montecitorio e 114 a Palazzo Madama.

Qualora invece nessuna forza politica superasse la soglia del 40%, ma almeno due coalizioni ottenessero il 35% dei voti, sarebbe previsto un ballottaggio per determinare l’assegnazione del premio. Mentre in assenza di un vincitore sopra il 35%, il riparto dei seggi tornerebbe a essere puramente proporzionale.

Lo Stabilicum segnerebbe inoltre l’addio definitivo ai collegi uninominali, con l’eccezione di Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, puntando su collegi plurinominali con liste bloccate. Rimane ferma la soglia di sbarramento al 3%, che tuttavia potrebbe essere derogata per le liste inserite in coalizioni capaci di superare il 10% dei voti complessivi.

Un’altra novità rilevante riguarda l’indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio, che dovrà essere dichiarata obbligatoriamente al momento del deposito delle liste, pur non comparendo fisicamente sulla scheda elettorale per venire incontro alle richieste di Forza Italia e preservare le prerogative del Capo dello Stato.

 

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