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L’Europa corrotta è un favore a Putin

Vicenda Qatar-Ue Caso Panzeri

Il vero errore nella vicenda Qatar-Ue è di chi lo strumentalizza. I Graffi di Francesco Damato sul caso Panzeri

Anche a costo di scandalizzarvi, e nonostante la mobilitazione mediatica alla quale si è sottratta solo la prima pagina di Avvenire, che almeno oggi ha ignorato l’argomento, vi dirò che più dell’Europa investita dalla corruzione -secondo la generalità dei giornali con i loro titoli a caratteri più o meno da scatola, a cominciare dall’”Eucorruzione” di Repubblica e dalla “Tangentopoli d’Europa” della Stampa- mi ha colpito la dabbenaggine del grande corruttore che sarebbe il Qatar.

Il “Qataritangenti” che ha fatto brillare la fantasia del manifesto mi sembra, gratta gratta, un colossale infortunio dell’Emirato appunto del Medio Oriente. Che ha scambiato per l’Europa, e il suo Parlamento, una famiglia -non di più, almeno per le notizie sinora emerse dalle indagini belghe- di inconsistente rilevanza politica capeggiata dall’italiano -ahimè- Pier Antonio Panzeri, e allargatasi in qualche modo alla vice presidente greca dell’assemblea di Strasburgo, Eva Kaili. Che molto generosamente La Verità di Maurizio Belpietro ha promosso, come in un concorso di bellezza, a “star della sinistra”. O del’”eurosinistra in pezzi”, come ha titolato Il Giornale.

Via, chi ha sentito davvero nominare prima di questa faccenda il Panzeri, i suoi familiari e collaboratori e la Kaili? E che razza di “sacchi” e “valigie” di contanti possono essere stati trovati, rimossi, sequestrati, svuotati e verificati nella loro consistenza, secondo le cronache, se complessivamente contenevano seicentomila euro? Evidentemente di piccolo, piccolissimo, misero taglio: da cinque, dieci, venti euro a pacchetto.  E questo denaro, più quello volatilizzato in viaggi e vacanze a gratis, come si dice a Roma, è stato corrisposto come “tangenti” rispetto a quali affari specifici, economici o politici, passati evidentemente per qualche atto del Parlamento europeo? Me lo chiedo conoscendo bene, dai tempi per niente mitici di “Mani pulite” a Milano, il carattere aleatorio di certe cronache  giudiziarie pilotate nei fatti dalle procure di turno con una disinvoltura talmente diffusasi da essere appena finita in una clamorosa denuncia del ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Ci andrei piano, insomma, a parlare e a scrivere di “istituzioni sconfitte”, come hanno fatto i giornali del gruppo Riffeser Monti alludendo al loro carattere europeo, sotto il peso del “potere e denaro”. C’è soltanto uno, o più di tutti uno, nel mondo ad avere interesse a immaginare e rappresentare così l’Europa. E’ quel successore di Stalin che ha deciso di essere al Cremlino Vladimir Putin invadendo, saccheggiando, devastando, insanguinando, affamando l’Ucraina, che sta resistendo con un coraggio imprevisto a Mosca e sostenuto dall’Occidente.

Pazienza se, ignorando tutto questo, a dir poco, e strumentalizzando come al solito le cronache giudiziarie, uno come Marco Travaglio scrive sul Fatto Quotidiano che “la sinistra affarista e furbastra” è ora in Europa “nuda come mamma l’ha fatta”, e come finirebbe probabilmente di essere solo se si mettesse agli ordini e al seguito dell’italiano Giuseppe Conte, impegnato in questi giorni a svuotare il Pd. A proposito del quale Travaglio, sempre lui, scrive: “Chissà se, di qui al congresso, almeno uno dei candidati o degli 87 saggi spenderà due parole o due righe su un dettagliuccio rimosso da oltre 40 anni: la questione morale”. Pazienza, ripeto. Fa parte del repertorio. Ma che ci caschino, realizzando un gioco di sponda,  pure quotidiani d’area cosiddetta moderata come Il Giornale e la Verità è avvilente.

 

TUTTI I GRAFFI DI DAMATO

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