Cosa dice la ricerca dell’Istituto superiore di Sanità (ISS) sulle ludopatie

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Cosa dice la ricerca dell’Istituto superiore di Sanità (ISS) sulle ludopatie

Cosa dice la ricerca dell’Istituto superiore di Sanità (ISS) sulle ludopatie

I giocatori problematici non sarebbero scoraggiati dal distanziometro e la pubblicità non inciderebbe in nessun modo sul loro comportamento

L’Istituto superiore di Sanità (ISS) boccia il modello Di Maio sul contrasto alle ludopatie. Gli 1,5 milioni di giocatori problematici riscontrati nell’ultimo rapporto dell’ISS non troverebbero nessuno scoraggiamento dal distanziometro mentre la pubblicità non inciderebbe in nessun modo sul loro comportamento. (qui tutta la documentazione dell’Iss)

GLI 1,5 MILIONI DI GIOCATORI PROBLEMATICI PRATICANO DI PIÙ SLOT E VLT E PRESENTANO STILI DI VITA MENO SALUTARI

Sono 18 milioni gli italiani adulti che giocano, 1,5 milioni i problematici secondo quanto emerge dalla prima indagine nazionale dell’Istituto Nazionale di Sanità. Rispetto ai giocatori cosiddetti “sociali”, i giocatori problematici – che non necessariamente sono giocatori patologici ma coloro che faticano a gestire il tempo da dedicare al gioco e a controllare la spesa -, praticano di più slot e Vlt e presentano stili di vita meno salutari, come fumo e abuso di alcol.

DISTANZIOMETRO INEFFICACE PER CONTRASTARE IL “PROBLEM GAMBLING”

Il distanziometro in particolare, cioè la misura che alcune Regioni e comuni hanno messo in atto per proteggere luoghi sensibili come scuole, chiese e ospedali, secondo l’indagine dell’ISS non è uno strumento efficace per contrastare il “problem gambling”. Anzi. Dal rapporto emerge il giocatore problematico predilige quelli lontani da casa e dal lavoro, quelli che garantiscono la maggior privacy o con un’area fumatori. Quest’ultimo aspetto è direttamente legato ai giocatori problematici perché tra loro è maggiore la percentuale di chi fuma o di chi consuma alcolici 4 o più volte a settimana.

LA PUBBLICITÀ NON INCIDE SUL COMPORTAMENTO DEI GIOCATORI

Anche la pubblicità non avrebbe un impatto decisivo. Solo il 19,3% dei giocatori che hanno visto pubblicità sui giochi ha poi scelto di giocare in base a ciò che ha visto o sentito. L’80,7% dichiara di non averlo fatto in base alla pubblicità. I giocatori problematici scelgono più spesso (30%) dei giocatori sociali (14,5%) di giocare sulla base della pubblicità vista o sentita. L’indagine dell’ISS ha coinvolto anche un campione di oltre 15mila studenti tra i 14 e i 17 anni (per i quali il gioco e’ vietato): il 10,8% dei giovani intervistati che ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi, ha detto di aver scelto di giocare in base alla pubblicita’ vista o sentita.

AI GIOCATORI PROBLEMATICI PIACE L’OFFERTA ILLEGALE

L’indagine ha sondato anche il rapporto fra giocatori e gioco illegale: tra i giocatori problematici la percentuale di chi ha praticato anche gioco illegale è doppia (5,1%) rispetto ai giocatori sociali (2,7%). Nella pratica del gioco online tale percentuale è tre volte maggiore (12,8% giocatori problematici rispetto al 4,8% di giocatorisociali). Nei giovanissimi, si osservano percentuali ancora più elevate tra coloro che praticano gioco illegale rispetto alla popolazione adulta. In particolare, il 16% dei giocatori sociali e il 20,5% dei giocatori problematici ha dichiarato di aver praticato gioco illegale. Queste percentuali scendono sensibilmente nella pratica del gioco on line (giocatori problematici 13,9% rispetto a giocatori sociali 7%).

M5S, RICERCA ISS NON SCIENTIFICA E CON CONFLITTI INTERESSE

“La ricerca sul gioco d’azzardo che l’Istituto superiore della Sanità ha presentato oggi rappresenta un retaggio della passata legislatura e del passato governo. Compendia gli esempi di un metodo sbagliato che rivela conflitti d’interessi. Una modalità che va archiviata, per procedere a riorganizzare l’indirizzo di tutta la materia su corretti presupposti istituzionali, amministrativi e scientifici”. Lo denunciano i parlamentari del Movimento 5 Stelle Francesco Silvestri, Massimo Baroni, Giovanni Endrizzi e Matteo Mantero annunciando interrogazioni. “Ci sono conflitti d’interesse e un metodo non scientifico che porta a risultati non validi a livello epidemiologico come molti esperti stanno rilevando” spiegano i parlamentari del Movimento 5 Stelle. “La ricerca è stata appaltata all’esterno, e non svolta direttamente come è nelle prerogative proprie dell’Istituto Superiore di Sanità – spiegano i parlamentari del Movimento 5 Stelle – è stata secretata per tanti mesi quanto a metodologia e impianto scientifico”.

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