Italia

Decreto sicurezza. M5S vicino ad una resa dei conti interna, ecco chi sono i dissidenti

I dissidenti grillini verso il non voto sul decreto voluto da Salvini rischiano di mettere in crisi l’asse M5s-Lega. Si passerà alle espulsioni come nella scorsa legislatura?

Dopo la vicenda Tap il Movimento 5 Stelle non è più lo stesso. Ad ammetterlo per la prima volta il suo leader Luigi Di Maio che evoca via blog la figura del “Movimento-testuggine” prendendo in prestito scenari da Roma antica e chiedendo unità di fronte agli attacchi esterni ma soprattutto interni che arrivano per la prima volta all’esecutivo giallo-verde. Troppe le concessioni rimprovera la base: prima l’Ilva, poi la Tap ora la Tav che i pentastellati si sono affrettati a rimettere in discussione.

DECRETO SICUREZZA A RISCHIO

A farne le spese subito potrebbe essere il decreto sicurezza di Salvini: “I dissidenti grillini – come scrive Il Giornale – avrebbero intenzione di non partecipare al voto. Una scelta che potrebbe inguaiare e non poco la Lega ma che di fatto potrebbe mettere in discussione la tenuta della stessa maggioranza e del governo. Al Senato M5s e Lega hanno una maggioranza con 167 senatori, solo sei in più rispetto al “magic number” 161. Già tra i pentastellati si contano quattro firmatari degli emendamenti che possono mettere a rischio il Dl Salvini. I nomi di questi grillini sono ormai noti: Paola Nugnes, Gregorio De Falco, Elena Fattori e Matteo Mantero. Ma a quanto pare potrebbero essere più di quattro i componenti della fronda a palazzo Madama. Un problema non da poco per la maggioranza e soprattutto per il Movimento Cinque Stelle sempre più logorato dalle correnti”.

“STIAMO FACENDO COME IL PD”

Proprio la Nugnes all’Huffington Post respinge qualsiasi accusa al richiamo all’unità di Di Maio: “Per anni abbiamo criticato il Pd. Li vedevamo in Aula che si piegavano ai diktat di Matteo Renzi, che annullava il senso del Parlamento. E noi oggi stiamo facendo come loro”. Aggiungendo: “’Non posso votare la fiducia se il testo rimane questo’. Se sarà espulsa si opporrà? Farà ricorso? ‘No, perché io sono una donna di pace’”.

‘PUNIRNE UNO PER EDUCARNE CENTO’

Elena Fattori, come racconta La Repubblica, sarebbe invece già sul tavolo dei probiviri: “Una delle soluzioni pensate dai vertici è il solito ‘punirne uno per educarne cento’ che nella scorsa legislatura non ha però portato bene” visto che “tra espulsioni e defezioni il gruppo M5s aveva perso 40 persone”. Mentre un altro fronte si è aperti con la presidente della  commissione finanze della Camera Carla Ruocco che ha tuonato contro il decreto Fiscale nel quale vorrebbe inserire il carcere per gli evasori sparito dal testo. “Il leader M5s quasi a risponderle – scrive sempre La Repubblica – appoggia la candidatura di Marcello Minenna – considerato vicino a Ruocco – alla presidenza della Consob”.

GLI ALTRI BIG SUL FILO

“Un altro ‘big’ grillino su cui pende una spada di Damocle è il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, che per via delle sue tante gaffes molti danno per dead man walking, ovvero prossimo a essere silurato in un eventuale rimpasto di Governo prima delle elezioni europee – scrive invecce Affari Italiani -. Quanto alle donne, Roberta Lombardi, un tempo dea ex machina del M5s e terza fra cotanto senno dopo Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, è ormai stata allontanata dalle stanze del potere che contano e relegata in Regione Lazio a reggere indirettamente la maggioranza risicata del governatore Nicola Zingaretti. Mentre la sua nemica sindaca romana Virginia Raggi è in bilico per vicende giudiziarie e per problematiche di amministrazione capitolina, tanto che il m5s potrebbe essere pronto a scaricarla definitivamente in caso di condanna per falso in atto pubblico”.

PRONTI A ENTRARE IN SCENA

Sullo sfondo rimangono le figure di Alessandro Di Battista, ancora alle prese con il suo semestre sabbatico ma pronto a tornare in prima linea e il presidente della Camera, Roberto Fico che già ha evidenziato i suoi distinguo dai vertici di governo in più di un’occasione.

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