Italia

Malattia dei professionisti. La proposta di legge di De Bertoldi

malattia professionisti De Bertoldi

Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia, insieme ai colleghi e senatori Fenu, Pichetto Fratin, Romeo, Marino e Steger, ha proposto un disegno di legge, ora in commissione Giustizia al Senato, per affrontare il tema della malattia dei professionisti

Andrea De Bertoldi di Fratelli d’Italia, insieme ai colleghi e senatori Emiliano Fenu (M5s), Gilberto Pichetto Fratin (FI), Massimiliano Romeo (Lega), Mauro Maria Marino (IV) e Dieter Steger (Gruppo per le autonomie SVP-PATT, UV), ha proposto un disegno di legge (A.S. 1474) per affrontare il tema della malattia dei professionisti.

IL TEMA DELLA PROPOSTA

Il progetto di legge ha raccolto consensi in modo trasversale perché affronta un tema, quello della malattia dei professionisti, delicato e urgente. Attualmente, se uno dei circa due milioni di professionisti autonomi si ammala, i commercialisti non si fermano e hanno il dovere di inviare comunque le dichiarazioni dei redditi, così come gli avvocati a depositare un ricorso e i consulenti del lavoro la comunicazione all’Inps. Altrimenti, saranno i loro clienti a pagare il mancato adempimento.

L’OBIETTIVO

L’obiettivo del disegno di legge è quello di “garantire tranquillità e certezza nel lavoro a ciascun libero professionista” perché – si legge nella relazione presentata al Senato – “una larga platea di liberi professionisti sono avversi a curarsi, in quanto considerano che il periodo di riposo derivante dalla degenza possa danneggiare il proprio lavoro con il rischio di perdere clientela e, di conseguenza, subire danni economici in termini di guadagno”.

I CONTENUTI DEL DISEGNO DI LEGGE

La proposta di De Bertoldi & Co. ipotizza una sospensione per 45 giorni di tutti gli adempimenti verso la PA, senza sanzioni. “Vogliamo dare per la prima volta a tutti i lavoratori autonomi il diritto di ammalarsi e di potersi curare” ha spiegato De Bertoldi. I 45 giorni partono da: un ricovero in ospedale per grave malattia, un infortunio, un intervento chirurgico, oppure per cure domiciliari sostitutive del ricovero – compresi parti prematuri o gli aborti. Naturalmente si tratta di situazioni da documentare con certificato medico.

COSA CAMBIA PER CLIENTI E COMMERCIALISTI

Nei casi sopra citati, dunque, sia il professionista che il cliente sarebbero esonerati da ogni responsabilità. Per imposte e tasse scatterebbero solo gli interessi legali. Nel caso di decesso del professionista, sono concessi 6 mesi in più e sono previste multe fino a 7.750 euro e l’arresto fino a 2 anni per false dichiarazioni.

IL COVID-19

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha da poco richiesto di rimandare alla fine dell’anno tutti gli adempimenti in scadenza, come forma di aiuto ai tanti colleghi ammalati di Covid-19. De Bertoldi, nell’annunciare il suo unico emendamento alla proposta di legge, ha detto di voler inserire la quarantena e l’isolamento domiciliare da Covid-19 tra i casi in cui scatta la sospensione. La relatrice Grazia D’Angelo (M5s) ha tuttavia risposto che “si tratta di ipotesi di fatto già ricomprese nei casi citati nel ddl”.

Qui il testo completo del disegno di legge A.S. 1474

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