Italia

Mangialardi, Mercorelli, Acquaroli. Chi sarà il nuovo Governatore della Regione Marche

elezioni regionali

Il Partito Democratico punta su Mangialardi, ma senza il sostegno del Movimento 5 Stelle e di Italia Viva. Ne potrebbe approfittare la destra.

QUANDO SI VOTA

Era previsto in primavera il voto regionale per Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. Poi sono arrivati il COVID-19 e il decreto-legge n. 26 del 20 aprile 2020. In queste sei Regioni si dovrebbe votare – a meno che non ci siano ulteriori cambiamenti – in una domenica compresa tra il 6 settembre e il 1° novembre. Nel caso in cui il Governo voglia far coincidere regionali e amministrative, le elezioni potrebbero tenersi tra il 20 settembre e il 1° novembre.

PD

Luca Ceriscioli, ex sindaco di Pesaro dal 2004 al 2014 e presidente uscente della Regione dal 2015, al momento sembrerebbe non ripresentarsi per un secondo mandato, anche perché duramente criticato per aver costruito il Covid Hospital delle Marche con Bertolaso, costato 12 milioni, ma con solo 9 giorni di servizio e appena 3 pazienti ricoverati. Il Partito Democratico ha scelto quindi di puntare sul sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi, che sembra mettere tutti d’accordo (o quasi). Lo sostengono infatti, al momento, Pd, Socialisti, Verdi, Civici “Uniti per le Marche”, Più Europa, Articolo 1, Azione, Lista Civica “Centro”, Le Nostre Marche e Demos. I punti chiave del suo programma elettorale sono la gestione della sanità pubblica e la ricostruzione post terremoto del 2016, per cui vorrebbe inaugurare un assessorato ad hoc. “Voglio una Regione che sia in grado di entrare nelle case dei cittadini, di prossimità, e lo possiamo fare quando parliamo di sanità, istruzione, formazione, trasporti. Non possiamo solo migliorare, ma dobbiamo accelerare aggredendo la burocrazia”, ha detto il candidato del centrosinistra. “Dobbiamo dare un impulso alla digitalizzazione, ma anche rivedere il piano sanitario e la visione strategica di istruzione e alta formazione”.

ITALIA VIVA

Il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha radunato i primi di luglio a Recanati circa 300 persone provenienti da tutta la provincia. Il rilancio di Italia Viva passa proprio per le Marche come prima prova elettorale. Sui nomi da candidare come governatore ci sono l’ex sindaco di Recanati Francesco Fiordomo e l’ex rettore di Unicam Flavio Corradini. L’emergenza COVID-19 sembrerebbe aver frenato ogni malcontento all’interno della coalizione.

MOVIMENTO 5 STELLE

Nonostante il Pd abbia invitato il Movimento 5 Stelle a replicare lo schema di alleanza del governo, il candidato pentastellato di Tolentino Gian Mario Mercorelli, che alle consuete regionarie su Rousseau ha superato la concorrenza di Andrea Quattrini, correrà sicuramente per conto proprio. Per Mercorelli i temi caldi da affrontare in caso di vittoria sono due: export con un programma di rilancio per le micro, piccole e medie imprese; il Green New Deal per la tutela e lo sviluppo del territorio e le infrastrutture.

FRATELLI D’ITALIA-LEGA-FORZA ITALIA

Anche Fratelli d’Italia ha fatto la sua scelta indicando Francesco Acquaroli come candidato governatore. Era già stato proposto dal suo partito a metà dicembre, ma Lega e Forza Italia hanno superato gli indugi solo sei mesi dopo e adesso sembrano essere uniti per affrontare gli avversari. Per Acquaroli sono quattro i punti fondamentali: la ricostruzione post-sisma, la sanità, il lavoro e le infrastrutture, perché le Marche sono ancora una regione isolata, causa anche di una mancanza che penalizza l’intera dorsale Adriatica e che andrebbe colmata ai fini di incentivare il turismo e l’economia.

COME SI VOTA

Nelle Marche la legge elettorale è datata 2015 ed è stata cambiata alla vigilia delle ultime elezioni regionali. Si tratta di un sistema proporzionale a turno unico: viene eletto governatore il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari. Con la riforma il numero dei consiglieri regionali si è abbassato da 42 a 30 più il presidente eletto, con ogni circoscrizione (corrispondenti alle cinque province) che ne eleggerà un numero stabilito in base alla popolazione. Per garantire la governabilità, al candidato vincitore verrà assegnato un premio di maggioranza pari a 16 seggi con una percentuale tra il 34% e il 37%, 17 seggi tra il 37% e il 40% e 18 seggi se oltre il 40%. Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una coalizione dovrà superare la soglia di sbarramento del 5% eccezion fatta se un gruppo di liste che la compongono abbia preso almeno il 3% a livello regionale. Non è prevista infine la possibilità di fare un voto disgiunto.

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