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Manovra: Governo in cerca di sponde in Francia

Manovra

Ma Moscovici frena gli entusiasmi: la differenza sta tutta nel debito. Mattarella auspica un accordo, il governo convinto di avere buone motivazioni

La Francia potrebbe diventare l’ago della bilancia della manovra finanziaria italiana. L’annuncio del presidente Emmanuel Macron durante il discorso alla nazione su aumento dei salari minimi, detassazione degli straordinari e stop al contributo fiscale per il 70% dei pensionati, scaturito per placare la rabbia dei gilet gialli, è sembrata una manna dal cielo per i politici nostrani, convinti di poter tirare dentro Parigi nella battaglia italiana sul bilancio e avere un nuovo alleata contro Bruxelles e il possibile avvio della procedura d’infrazione. Con un ragionamento molto semplice: l’Italia deve ridurre il deficit sotto il 2% nel momento in cui i transalpini decidono di sforare oltre il 3%? Basti leggere le dichiarazioni a caldo dei due maggiori azionisti dell’esecutivo gialloverde.

SALVINI E DI MAIO CERCANO LA SPONDA FRANCESE: PARIGI IN DEFICIT E ROMA?

“Mi rifiuto di pensare che Bruxelles apra un fronte italiano per uno zero virgola, il giorno dopo l’annuncio del presidente pro tempore Macron di spendere miliardi e miliardi per placare le proteste di piazza. Sarebbe inaccettabile un atteggiamento diverso per Parigi e per Roma. Non voglio pensare a due occhi chiusi a favore di Macron e a sanzioni incredibili e impensabili nei confronti dell’Italia. È un’ipotesi che non prendo nemmeno in considerazione”, le parole del vicepremier Salvini durante una conferenza stampa in Israele. “A Bruxelles mi auguro che usino il buonsenso che stiamo usando a Roma. Stiamo lavorando per migliorare la manovra, trovare maggiori fondi per investimenti, e i dati definitivi su reddito di cittadinanza e pensioni ci dicono che garantendo quanto ci siamo impegnati a fare ci sono fondi in più da dirottare su altro”, ha ammesso ancora Salvini. Dopo le parole del ministro Tria, secondo cui sarebbe preferibile una riduzione del deficit per evitare la procedura d’infrazione, anche il vicepremier Di Maio si è cimentato su manovra e Francia: “Mi aspetto, se le regole sul deficit/pil valgono per tutti, che la Commissione europea accenda un faro anche sulla Francia“. E ancora: “Secondo i nostri calcoli gli interventi annunciati da Macron non si sposano con il rapporto deficit/Pil annunciato: quindi, dovranno per forza aumentare il deficit e si aprirà anche un caso Francia, se le regole valgono per tutti, anche se noi non lo speriamo”, ha sottolineato Di Maio.

MOSCOVICI BLOCCA TUTTO: ITALIA E FRANCIA SONO SU POSIZIONI DIVERSE

Ma per il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, le due questioni sono totalmente differenti: anche perché la manovra 2019 della Francia è già stata approvata dalla Ue perché rispettava le regole, e i suoi conti saranno rivalutati a maggio, comprese le nuove misure che potrebbero far esplodere il deficit. Quella italiana invece è stata per ora respinta, e si rischia una procedura imminente se il dialogo non porterà a un accordo. A margine di una conferenza organizzata dal Financial Times a Francoforte il commissario europeo ha tenuto a precisare che “non ci sono due pesi e sue misure”, sul deficit e “le regole sono uguali per tutti”. “E’ fuori discussione – ha aggiunto Moscovici – avere un trattamento privilegiato per alcuni ed esageratamente severo per gli altri, anche se (le regole) sono abbastanza sottili e complesse, sono d’accordo”. In un’intervista a Le Parisien, Moscovici ha invece indicato che permettere eventualmente il superamento del 3% alla Francia non è “indulgenza, sono le nostre regole niente di più, non mettiamo le cose come se da una parte di sia una severità eccessiva e dall’altra parte non so quale lassismo: il paragone con l’Italia è seducente ma sbagliato perché le situazioni sono totalmente differenti. La Commissione europea sorveglia il debito italiano da diversi anni, non l’abbiamo mai fatto per la Francia”.

MATTARELLA AUSPICA UN ACCORDO, IL GOVERNO CONVINTO DI AVERE BUONE MOTIVAZIONI

E oggi Moscovici parteciperà all’incontro con il premier Conte e il ministro dell’economia Tria, insieme al presidentegiovanni tria della Commissione Juncker e al vicepresidente Dombrovskis per cercare di evitare la procedura contro l’Italia per violazione della regola di riduzione del debito. Nel corso della colazione al Quirinale con il premier e alcuni ministri, il presidente Sergio Mattarella, parlando della trattativa del governo con la Commissione europea, ha auspicato che si possa trovare un accordo, perché la procedura d’infrazione rischia di creare problemi pesanti all’economia del Paese. L’auspicio di Mattarella è stato condiviso dai presenti. Si è anche parlato di bilancio Ue con un allarme su alcune proposte di riforma dei meccanismi che potrebbero danneggiare in futuro l’Italia. Fonti di Palazzo Chigi hanno confermato che il governo andrà oggi all’incontro con la Commissione europea convinto di avere “buone motivazioni” per trovare un accordo sulla Manovra. La decisione sui saldi di bilancio è stata presa in una riunione prima del consiglio dei ministri.

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